La nuova Mini Cooper Cabrio rilancia l’idea di spider urbana con un progetto che mette insieme motori più energici, un pacchetto tecnologico di ultima generazione e quell’inimitabile go-kart feeling che ha reso famosa la piccola inglese.
Il restyling profondo non è solo estetico: la gamma passa dalla Cooper C da 163 CV alla Cooper S da 204 CV fino alla John Cooper Works da 231 CV, con prestazioni più pronte e tempi sullo 0-100 alleggeriti di qualche decimo, senza tradire l’equilibrio tipico del marchio. La capote elettrica, la strumentazione OLED circolare e una piattaforma di assistenti alla guida più ricca confezionano un’esperienza “Always Open” che oggi è tanto emozionale quanto concreta nel quotidiano.
Capote, stile e dimensioni
Premi un tasto, attendi 18 secondi e la capote sparisce in maniera ordinata; puoi farlo anche in movimento, fino a 30 km/h, e scegliere la pratica funzione “tettuccio” che apre solo i primi 40 centimetri quando vuoi aria senza scoprire tutto. È un dettaglio che rende la Cabrio vivibile in ogni stagione e che ribadisce la filosofia Always Open della nuova generazione.
Il corpo vettura resta mini nelle misure ma grande nei contenuti: 3.879 mm di lunghezza, 1.744 mm di larghezza e 1.431 mm d’altezza disegnano una due porte compatta, filante e muscolosa il giusto, con carreggiate piene e cerchi fino a 18 pollici che riempiono bene i passaruota. La pulizia delle superfici e il frontale con griglia ottagonale aggiornano il linguaggio della marca senza snaturarlo.
Quando il tetto è giù restano 160 litri reali, con il vano che sale a 215 litri a capote chiusa; abbattendo lo schienale si sfrutta fino a 665 litri in configurazione di carico, mentre lo sportello che si apre verso il basso facilita le manovre. La piattaforma MQB-style di Mini massimizza ogni centimetro: non è una station, ma viaggi in due con bagagli senza patemi.
Motori e prestazioni
La Cooper C monta il 1.5 turbo tre cilindri portato a 163 CV e 250 Nm, la Cooper S adotta il 2.0 quattro cilindri da 204 CV e 300 Nm, la John Cooper Works alza l’asticella a 231 CV e 380 Nm; tutte con doppia frizione a 7 rapporti e trazione anteriore, tarate per rispondere pronte e lineari dalla città al misto veloce. È un ventaglio pensato per gusti e budget diversi, con un filo rosso dinamico che resta Mini.
Le cifre raccontano bene il salto: 0-100 km/h in 8,2 s per la C, 6,9 s per la S e 6,4 s per la JCW; velocità massime rispettivamente 220, 237 e 245 km/h, con una progressione più corposa ai medi e un allungo pieno fino al limitatore. Il cambio Steptronic segue con innesti rapidi e dolci, cucendo la spinta del turbo con una gestione attenta dei consumi reali WLTP.
La taratura di molle e barre antirollio privilegia l’appoggio neutro e lo sterzo è stato irrigidito quanto basta per dare precisione in inserimento senza nervosismi sul dritto; la elettronica di stabilità lavora in modalità più permissiva in Sport, regalando una curva di coppia gestibile anche quando l’asfalto si increspa. Sulla JCW arrivano freni maggiorati e setting specifici per trasformare la spinta in ritmo, sempre con un occhio alla comodità sul lungo.
Abitacolo, HMI e connettività
Al centro della plancia campeggia la Mini Interaction Unit, un display circolare OLED da 240 mm di diametro che integra infotainment, funzioni vettura e grafica dedicata: luminoso anche a cielo aperto, rapido nel touch e personalizzabile con le Experience Modes. È un salto generazionale che cambia l’interazione, senza cancellare i richiami iconici del marchio.
La voce diventa parte dell’esperienza: dici “Hey MINI” e comandi navigazione, telefono, clima e intrattenimento; l’Head-Up Display proietta i dati essenziali nel tuo campo visivo, mentre la barra di toggle alla base dello schermo riporta in vita il gesto meccanico con cinque selettori fisici ridisegnati. È un cockpit minimal, caldo, con tessuti intrecciati e superfici soft-touch.
La dotazione include Driving Assistant con avvisi e mantenimento corsia, Parking Assistant con sensori e retrocamera, Cruise Control con funzione frenante; a bordo trovi la MINI Interaction Unit OLED, navigatore con RTTI, integrazione Apple CarPlay/Android Auto, personal eSIM e compatibilità OTA. La sostanza è che la Cabrio è moderna davvero, non solo nelle luci.
Vita a bordo e listini
Davanti siedi basso e centrato, come su un kart ingentilito; dietro due adulti trovano posto per tratte medie, con sedute meglio profilate e un parabrezza non troppo arretrato che evita turbolenze eccessive, anche grazie al frangivento. L’isolamento acustico della capote fa il suo dovere: a tetto chiuso viaggi in scioltezza da gran turismo tascabile.
Gli allestimenti Classic e Favoured modulano estetica e tecnologia, mentre la JCW Trim veste la Cabrio con sedili sportivi dedicati, volante specifico, freni Chili Red e sospensioni adattive per la massima coerenza dinamica. La logica a pacchetti aggiunge Head-Up Display, wireless charging e sedili riscaldati nei bundle XS/S a prezzo vantaggioso.
Il listino Italia ufficiale fissa la Cooper C a 31.900 euro (32.900 euro con Delivery Package incluso), la Cooper S a 34.900 euro (35.900 euro con delivery) e la John Cooper Works a 42.600 euro (43.600 euro con delivery); i prezzi già includono vernice e pacchetto base, con contributo PFU da aggiungere e possibili campagne finanziarie dedicate. Per un’auto così “di nicchia”, il posizionamento resta competitivo.
Su strada: più coerenza che effetto speciale
La Cooper C sorprende per la schiena ai bassi: l’erogazione piena e il doppia frizione rapido rendono la guida sciolta nel traffico; la S fa il salto di qualità in prontezza, con un 2.0 brillante che respira meglio sopra i 3.000 giri e piazza sorpassi con disarmante naturalezza. In entrambe, lo sterzo mette precisione davanti a tutto e il rollio è ben tenuto.
Avere un tetto che si apre in 18 secondi e si può azionare fino a 30 km/h significa smettere di pensarci: semaforo lungo, tasto e si riparte al sole; arriva il cavalcavia e qualche goccia, risigilli e il viaggio continua. È la praticità che trasforma la Cabrio da giocattolo da weekend a compagna quotidiana.
La John Cooper Works mette sul piatto 231 CV, freni più generosi e un assetto più legato, ma conserva una tolleranza da daily driver: in autostrada filtra bene e in città non è mai iper-rigida. Quando la strada si apre, però, il B48 mostra quella cattiveria controllata che ha fatto scuola nel mondo BMW/Mini.
Dopo la parentesi olandese, la Mini Cooper Cabrio è tornata a uscire dalla Plant Oxford, insieme alle 3 e 5 porte: un ritorno simbolico che riannoda il filo con il Dna britannico del modello e stabilizza la filiera fra Swindon, Hams Hall e Oxford. Il primo esemplare è sceso dalla linea a fine 2024, con avvio consegne nel 2025.
Il nuovo ambiente a tessuti intrecciati, le grafiche OLED e l’OS9 non cancellano la fisicità di un volante spesso, delle levette e di un assetto che comunica: il risultato è un’auto al passo coi tempi che non rinnega la sua personalità. Il tutto condito da proiezioni di luce in plancia legate alle Experience Modes, utili per atmosfera e leggibilità.
La Cooper Cabrio continua a essere un oggetto del desiderio più che un semplice mezzo: costa il giusto, tiene il valore, regala emozioni semplici e immediate. Con la nuova potenza e la connettività di livello, l’esperienza “cielo aperto” diventa più completa e meno compromessa, a beneficio di chi cerca stile e sostanza in pari misura.






