Nissan, 400.000 auto richiamate per problemi ai freni. I modelli coinvolti

Nissan consiglia di parcheggiare il veicolo all'esterno

Nissan ha avviata la campagna di revisione di quasi 400.000 veicoli per via di un difetto ai freni che potrebbe provocare incendi nei modelli coinvolti. Più esattamente, per via della perdita di liquido dei freni, Nissan ha invitato i proprietari delle auto negli Stati Uniti a recarsi in una officina autorizzata per la riparazione del guasto. Complessivamente sono coinvolti 394.025 veicoli.

Nissan, maxi richiamo, i modelli coinvolti

A quanto pare non è la prima volta che la casa automobilistica giapponese si trova in questa situazione poiché la prima richiesta di revisione per sostituire le pompe del freno difettose si è verificata lo scorso anno. Allora il problema sarebbe stato individuato nelle pompe del sistema ABS dei veicoli interessati, che avrebbero avuto perdite di liquido dei freni. Questo liquido, abbastanza corrosivo a contatto con la pelle o con la vernice della carrozzeria dell’auto, avrebbe potuto compromettere il circuito elettronico fino a causare un incendio.

La società asiatica è stata incaricata di contattare le autorità statunitensi per segnalare i modelli interessati nell’ambito di questo invito a rivedere quasi 400.000 veicoli. Tra questi modelli ci sono Nissan Murano (2015-2018), Nissan Maxima (2016-2018) e Nissan Pathfinder (2017-2019). Nissan consiglia di “parcheggiare il veicolo all’esterno, lontano da altri veicoli e strutture, ed evitare di guidare il veicolo”. I rivenditori ufficiali Nissan sostituiscono gratuitamente la componente difettosa. Tuttavia, il processo di riparazione di queste auto sempre destinato a protrarsi fino all’estate del 2020 per via della mancanza di pezzi di ricambio sufficienti per soddisfare la richiesta di revisione.

Novità Nissan

Di recente la società nipponica ha lanciato il concept van e-NV200 a zero emissioni per i gelati sviluppato da Nissan insieme all’azienda Mackie’e of Scotland, dimostra come anche questo comparto possa essere sostenibile e prevedere soluzioni specifiche per non impattare sull’ambiente. Per il momento non lo vedremo in Italia perché il produttore di gelati è scozzese, ma vale la pensa sottolineare capacità e sforzo di individuare il modo per una mobilità pulita che, tra l’altro, si affianca all’alimentazione della propria sede con energia eolica e solare.

Addio dunque ai van per i gelati che utilizzano motori diesel per mantenere il moto il sistema di refrigerazione ovvero alla produzione di emissioni anche quando si sta fermi.

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