Auto, vendite in Italia crollate dell’85% I dati Fca, Volkswagen, Psa, Renault, Mercedes, Kia

Fabbriche chiuse per le case automobilistiche

La morsa del coronavirus si fa sentire anche e soprattutto nel mercato dell’auto con i costruttori che sono adesso fermi a box. Tanto per aver un dato più preciso sull’andamento delle vendite, nel mese di marzo sono stati acquistati 28.000 veicoli rispetto ai 194.000 di 12 mesi fa. Le conseguenze sono inevitabilmente su più livelli perché c’è quello prettamente imprenditoriale, rispetto a cui le case automobilistiche invocano qualcosa di simile al Piano Marshall post seconda guerra mondiale. E le organizzazioni sindacali di categoria invocano tutele per l’occupazione.

Nel mezzo c’è la necessità di gestire questo periodo di transizione che ormai non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo con i consumi che stanno scendendo ai minimi storici.

Crollo del mercato dell’auto

Il coronavirus ha colpito tutte le case automobilistiche senza troppe distinzioni con i consumatori poco propensi a comprare una nuova vettura in questo delicato periodo, sia che si tratti di mezzi privati e sia di mezzi aziendali. I dati sulle vendite delle auto in Italia parlano chiaro:

  • Fca (Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Fiat Professional, Abarth, Jeep): 4.682 auto vendute a marzo 2020, 48.274 a marzo 2019
  • Volkswagen: 4.548 auto vendute a marzo 2020, 29.549 a marzo 2019
  • Psa (Peugeot, Citroën, DS, Opel): 3.430 auto vendute a marzo 2020, 31.872 a marzo 2019
  • Renault: 2.917 auto vendute a marzo 2020, 20.942 a marzo 2019
  • Mercedes: 1.756 auto vendute a marzo 2020, 8.703 a marzo 2019
  • Kia: 1.624 auto vendute a marzo 2020, 3.966 a marzo 2019

Volkswagen chiude le fabbriche

Volkswagen estende la chiusura delle sue fabbriche tedesche oltre il 9 aprile non solo a causa delle problematiche nella catena di approvvigionamento ma anche per rispondere al calo della domanda di veicoli nei mercati europei. Le fabbriche rimarranno chiuse per altri 10 giorni ovvero fino al 19 aprile, ha ribadito l’azienda promettendo di rafforzare la protezione dei dipendenti.

Facendo riferimento alle problematiche degli 80mila dipendenti interessati, Andreas Tostmann responsabile produzione e logistica del marchio ha spiegato che il marchio sta facendo buoni progressi con il lavoro su un pacchetto completo per un graduale aumento della produzione, che include anche un gran numero di misure aggiuntive relative alla protezione sanitaria e alle distanze tra i dipendenti sulla linee.

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