Auto usate, possibile maggiore sicurezza per comprare

Evitare truffe e garantire il massimo della trasparenza

Cresce il mercato delle auto usate in Italia: nel periodo gennaio-novembre di quest’anno, il mercato dell’usato ha, infatti, segnato una crescita dei passaggi di proprietà delle vetture a diesel, con una crescita mensile del 5,7%, cioè del 7,7% da inizio anno.

A riportare questi dati è il bollettino mensile Auto-Trend, lo studio dell’Automobile Club d’Italia sui dati del Pubblico registro automobilistico. Inoltre, sempre nel periodo gennaio-novembre di quest’anno sono stati registrati aumenti del 5% per le quattro ruote e del 3,3% per tutti i veicoli e per ogni 100 auto nuove nel mese di novembre ne sono state vendute 182 usate e 157 nei primi 11 mesi. Per evitare truffe e garantire il massimo della trasparenza sarebbero allo studio specifici provvedimenti. Ma al momento tutto è ancora in alto mare.

Auto usate, a cosa stare attenti

Per quanto riguarda la documentazione, il venditore è tenuto a consegnare un contratto scritto e completo. Deve cioè contenere i dati dell’azienda, la durata e la validità della garanzia. Ma anche lo storico della vettura ovvero per quanti proprietari è passata di mano, l’eventuale chilometraggio effettivo e, particolare di primaria importanza, i difetti che inevitabilmente sono emersi nel tempo.

Da qui l’importanza della dichiarazione di conformità contenente tutti gli interventi da eseguire, siano essi urgenti, come ad esempio sui freni o sull’albero motore, oppure rinviabili, come un problema riguardante il sedile dei passeggeri. E perfino i dettagli riguardanti operazioni facoltativi, come l’eliminazione di graffi dalla carrozzeria.

Garantire il massimo della trasparenza

Nei casi più gravi, come la non corretta indicazione dei chilometri veramente percorsi dall’auto, il compratore ha diritto a un rimborso e perfino alla sostituzione del veicolo. Quest’ultima è un’opzione possibile solo nel caso di acquisto nei saloni multimarca o nelle concessionarie. A tal proposito, nel caso in cui dovesse emergere un difetto non dichiarato al venditore, spetta a quest’ultimo decidere dove farlo riparare. Ma il compratore ha 60 giorni per informarlo e proprio questo è un aspetto fondamentale perché deve accertarsi che la comunicazione sia arrivata.

Di conseguenza è preferibile spedire una raccomandata con avviso di ricevimento o un messaggio via Pec (Posta elettronica certificata) che ha lo stesso valore legale, magari anticipata da una telefonata. Ma se il venditore è stato corretto ovvero ha informato l’acquirente della necessità di effettuare interventi di riparazione, il costo spetta al nuovo proprietario che ha naturalmente la massima libertà nella scelta del meccanico e dell’officina.

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