Auto del futuro sempre più in alluminio: nuovo trend nell’automotive

Il confronto tra Italia e Russia sull'automotive

L’auto del futuro sarà sempre più in alluminio. Nella scia della rivoluzione green in atto anche nell’automotive, il direttore generale del gruppo Idra di Travagliato, Riccardo Ferrario, ha lanciato la sfida dal primo Forum alluminio Italia-Russia, la due giorni online organizzata da Metef, la fiera dedicata all’alluminio, e dall’Associazione Alluminio Russa, per approfondire i temi legati all’utilizzo di questo metallo e alle collaborazioni future.

Si tratta di un trend da seguire con attenzione che da una parte è destinato a innovare il mercato e dall’altra a rappresentare una certezza. Il punto è che leggerezza, resistenza e sostenibilità continuano a rappresentare gli elementi di distinzione di questo materiale.

L’alluminio corre con il futuro dell’automotive

Con 500 aziende di produzione e trasformazione del settore, che danno lavoro a 15.600 addetti per un fatturato superiore ai 9 miliardi di euro (2020) e con un consumo di 32 kg di alluminio pro capite all’anno, l’Italia si presenta come un Paese in cui l’industria del metallo leggero è solida e ben differenziata.

In questo contesto è emerso che, nei prossimi 5 anni, l’alluminio salirà di 20 kg nella costruzione delle automobili, passando a una media per veicolo da 180 a 200 kg.

Alluminio protagonista nel comparto dell’automotive

“Nell’automotive, l’alluminio rappresenta senz’altro il materiale del futuro: in Italia, oltre il 40% di questo metallo impiegato” (1,85 milioni di tonnellate nel 2020), “è destinato al settore automotive, ha detto Ferrario.

Ma c’è anche la questione del risparmio, con le tecniche di pressocolata che garantiscono getti di dimensioni inimmaginabili solo qualche anno fa. Un quarto dell’alluminio primario di cui le aziende italiane hanno bisogno viene dalla Russia: un canale in aumento di quasi 3 volte negli ultimi 10 anni, destinato a crescere ancora, soprattutto ora che la Russia sta decarbonizzando la sua produzione.

“I rapporti commerciali con la Russia per l’Europa, in particolare per l’Italia, storicamente deficitari di alluminio grezzo” – il Paese è carente di questa materia prima per il 100% del suo fabbisogno – “diventeranno sempre più strategici nei prossimi anni, dato che la Russia si sta impegnando a produrre alluminio carbon free, con l’obiettivo di raggiungere il NET 0 entro il 2050, e l’Europa ha ideato in piedi il Green New Deal, un programma ambizioso che va nella stessa direzione”, ha detto Mario Conserva, presidente di Metef.

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