Guida autonoma: automobilisti poco interessati

Prevale lo scetticismo: il 57% dei consumatori non è disposto ad acquistare questo genere di veicoli

guida autonoma

L’evoluzione tecnologica coinvolge anche il settore automobilistico, impegnato a sperimentare già da qualche tempo la guida autonoma. Questo genere di veicoli dovrebbero sostituire il conducente in tutto e per tutto, anche se lo scetticismo sembra ancora diffuso.

Guida autonoma: investimenti in crescita

L’idea che un veicolo possa prendere decisioni al posto nostro quando ci troviamo al volante appare affascinante, ma è ovviamente necessario che tutto avvenga con il massimo della sicurezza. Per far sì che questo possa accadere la fase sperimentale che coinvolge i mezzi a guida autonoma non può essere trascurata. Solo quando avremo la certezza di non andare incontro a rischi sia per chi si trova al volante sia per i pedoni si potrà pensare a una diffusione su larga scala.

Come evidenziato dallo Studio 2018 di AlixPartners dal titolo “Auto elettrica e autonoma. La grande scommessa dell’industria dell’automobile”, le aziende del settore sono pronte a mettere in atto una serie di investimenti sempre più ingenti. I numeri sono importanti: si è infatti passati dai 36 miliardi di euro spesi nel 2016 ai 56 miliardi già spesi in questo 2018 che deve ancora concludersi. A essere coinvolte non sono solo le case automobilistiche, ma anche i player tecnologici, che puntano a svolgere un ruolo di primo piano in un settore destinato a svolgere un ruolo sempre più strategico.

Guida autonoma: automobilisti ancora scettici

Pensare a un veicolo in grado di muoversi autonomamente potrebbe rivelarsi l’ideale soprattutto quando si ha la necessità di mettersi al volante ma non si è nelle condizioni adeguate. In linea teorica, questo mezzo sarebbe in grado non solo di muoversi, ma anche di comportarsi in maniera adeguata in presenza di pericoli sulla strada.

I consumatori, però, non sembrano ancora del tutto convinti. Addirittura il 57% delle persone non acquisterebbe un veicolo di questo tipo se fosse già disponibile sul mercato.

Piuttosto chiara anche la propensione alla spesa. Il consumatore è oggi disponibile a pagare solo 2.000 dei 21.000 dollari necessari per mettere le mani su un’auto autonoma di livello 4. I sistemi di produzione previsti dovranno ridurre i costi dell’80-90% prima di incontrare in maniera significativa la domanda.

A mettere in evidenza l’atteggiamento attuale dei possibili clienti interessati è Pierluigi Bonora, Promotore di #FORUMAutoMotive: “L’insulsa e indiscriminata guerra al diesel ha portato, come primo risultato tangibile, all’aumento delle emissioni di anidride carbonica. E’ particolarmente grave che gli stessi accusatori, alla luce di quanto sta accadendo, non dicano una parola. Insomma, si combatte chi, grazie ai progressi fatti in questi anni, può contribuire invece a risolvere i problemi. C’è ancora troppa demagogia all’interno dei centri di poteri, legata a doppio filo con gli immancabili business, in questo caso di matrice green. E persiste tanta ignoranza tra chi è preposto, ahinoi, a decidere su quale tecnologia sia necessario puntare, entrando a gamba tessa sulle strategie dei gruppi del settore. Intanto, anche le Case automobilistiche cominciano ad avvertire i primi malesseri dovuti ai nuovi pesanti investimenti richiesti. A rischio, in proposito, è il raggiungimento degli obiettivi finanziari. Ma anche l’occupazione vede addensarsi le nubi all’orizzonte. La puntuale analisi degli amici di AlixPartners, che ci seguono da tanti anni e che ringrazio, delinea lo stato dell’arte della situazione. E fa riflettere”.

Guida autonoma: la tappa verso l’elettrico e i costi

Pensare a un passaggio diretto ai veicoli a guida autonoma appare ancora piuttosto improbabile. Inizialmente sarà necessario assistere a una fase interlocutoria: “La transizione verso l’elettrificazione è ormai una tappa obbligatoria, dati gli obiettivi a lungo termine per la riduzione di CO2 – ha affermato Giacomo Mori, managing director di AlixPartners -. La velocità del passaggio deve però essere gestita con attenzione dalle istituzioni centrali della UE. Questo per garantire il graduale adeguamento di capacità produttiva e di competenze della filiera automotive alle nuove tecnologie dell’elettrico“.

Rendere accessibili questo genere di mezzi sarà altrettanto fondamentale: “Non bisogna neanche sottovalutare i problemi in termini di costo che possono rallentare il processo di elettrificazione del settore. Tra questi quelli legati alla disponibilità delle materie prime per le batterie o la carenza di infrastrutture per la ricarica – ha aggiunto Dario Duse, managing director di AlixPartners -. Il gas naturale compresso (CNG) è una potenziale tecnologia ponte da sfruttare anche per una transizione graduale verso l’elettrificazione, in particolare in Italia, dove le infrastrutture sono già sviluppate”.

 

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