Infiniti Project Black S: tecnologia dual-hybrid da Formula 1

E' il frutto della collaborazione con Renault Sport

Infiniti Project Black S

Che lo sviluppo di esaltanti propulsori elettrificati high-performance fosse una priorità ne era già stata data prova. Dopo il prototipo svelato 12 mesi fa, Infiniti Project Black S, capitalizzando la conoscenza della triplice alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi mostra fin dove possa spingersi: alla tecnologia dual-hybrid introdotta in Formula 1.

Infiniti Project Black S: basata sulla Q60 red S

La designazione “Black S” rappresenta il più alto livello di prestazioni, capacità dinamica, aerodinamica efficace e gestione energetica intelligente. Il prototipo, basato sulla coupé sportiva Q60 red S, fonde la tecnologia dual-hybrid ad alte prestazioni con il pluripremiato motore V30 bi-turbo VR30 da 3.0 litri. Il suo esclusivo “sistema di recupero energetico” (ERS) contribuisce a una maggiore potenza e coppia rispetto al motore su cui è basato. Con tecnologia dual-hybrid, genera 420 kW – equivalenti a 563 Cv, mentre il motore VR30 convenzionale produce 400 Cv. I 100 all’ora li raggiunge da fermo in nemmeno 4 secondi.

Look affine al motorsport

Il propulsore del prototipo impiega tre gruppi elettrogeni (MGU). Un singolo MGU-K (‘K’ sta per ‘cinetica’) raccoglie energia cinetica dalla frenata. In modo univoco, i due turbocompressori elettrici contengono due unità MGU-H, per raccogliere l’energia termica dai gas di scarico. Ciò consente al propulsore di generare energia elettrica sia in frenata che in accelerazione. Project Black S rappresenta la massima espressione del DNA Infiniti. Il prototipo bilancia il design organico e artistico della coupé sportiva Q60 con una maggiore efficienza aerodinamica e alti livelli di carico aerodinamico con un’estetica funzionale ispirata al motorsport.

Ala in stile “Monza”

La collaborazione con il team Renault Sport Formula Uno ha aperto l’accesso a più tecnologie di sviluppo specializzate, inclusi strumenti avanzati di convalida digitale per ottimizzare l’aerodinamica dell’auto. Questo si evidenzia nel design high-tech dell’ala posteriore, convalidato dagli aerodinamici della Formula 1 Renault Sport e rifinito in fibra di carbonio. L’ala ha un profilo aerodinamico simile all’ala “Monza” del Team Renault Sport di Formula Uno, che fornisce un livello relativamente basso di carico aerodinamico. Per un veicolo basato su un’auto stradale omologata, l’impatto è significativo. La tecnologia di modellazione digitale ha permesso di apportare modifiche sottili alla forma e alle proporzioni dell’ala, un compromesso perfezionato tra la massima stabilità rettilinea e l’elevata trazione in curva.

 

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