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Airbag auto, come funzionano e come sono fatti

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Gli airbag sono uno degli strumenti di sicurezza più importanti delle auto. A conti fatti si tratta di un sacco gonfiato che impedisce di catapultare le persone contro il parabrezza. Non è pieno di aria, bensì di azoto. Anche se l’azoto è presente nell’aria in elevata percentuale, ma l’azoto ha differenti origini. In ogni caso si rivela molto efficace al momento di un incidente, permette di uscire indenni da un sinistro o con pochi feriti.

È importante ricordare che gli airbag non funzionano se non si hanno le cintura di sicurezza allacciate. Fanno infatti da rilevatore per la possibile attivazione, comunque legata alla forza dell’incidente. La corretta distanza dal volante del busto di chi guida è un elemento centrale poiché l’efficacia dell’airbag è legato anche a questo aspetto.

Come sono fatti gli airbag

A brevettare per la prima volta gli airbag è stata la società Mercedes Benz nel 1971. E contrariamente a quanto si crede, non funzionano con l’aria ma contengono appunto diverse sostanze chimiche all’interno che producono azoto gassoso. Inoltre, sono realizzati in nylon. Dal punto di vista tecnico, l’azoto negli airbag è un gas inerte prodotto da una reazione chimica innescata da un detonatore comandato da un impulso elettrico.

L’efficacia di questo strumento di sicurezza dipende anche dalla velocità ovvero deve essere gonfiato il più possibile per attutire l’impatto del guidatore e degli occupanti del veicolo. Deve essere di un materiale molto resistente, quindi se ci si aspetta che il colpo contro la testa sia morbido, ci sbagliamo perché è piuttosto duro. L’esplosione non costituisce un pericolo e la quantità di reagenti è dosata affinché l’azoto formato riempia l’airbag fino alla giusta pressione.

Come funzionano gli airbag

Gli airbag si aprono in base a parametri ben precisi calcolati dalla una decelerazione così brusca da superare il valore di soglia prefissato che avvisa, in caso di impatto, sulla forza della collisione. Per l’attivazione è necessario infatti un impulso elettrico che viene generato da un complesso dispositivo di sensori collegati al movimento dell’auto.

Purtroppo può anche accadere che a volte gli airbag non si aprano a causa di un guasto nell’auto. Un consiglio: il passeggero anteriore non deve mai distendere le gambe e i piedi sulla plancia. L’apertura dell’airbag sotto i piedi può essere così violenta al punto da provocare gravi lesioni alle gambe. Sconsigliamo anche il sedile reclinato, se non altro perché l’airbag perde la sua utilità.

Acquisto diretto, leasing o noleggio auto? Pro e contro per le aziende

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Non solo solo le aziende più grandi a ricorrere al noleggio a lungo termine delle auto, ma anche quelle più piccole perché trovano utile e comodo poter pianificare con certezza le spese nel lungo periodo. I liberi professionisti continuano a essere più legati al leasing finanziario, a cui sempre più spesso aggiungono di propria iniziativa pacchetti di servizi assicurativi e manutentivi prepagati. E c’è chi non rinuncia al possesso ovvero all’acquisto diretto dell’auto.

Acquisto diretto auto per rinnovare la flotta

Questa è la formula di acquisizione preferita dalle piccole aziende, in quanto permette di modulare la composizione del parco auto a seconda delle necessità. Così, però, le società non riescono a pianificare in maniera sicura la spesa complessiva, perché conoscono il prezzo d’acquisto, ma non i costi di manutenzione e il futuro valore di rivendita. I pro sono la flessibilità di utilizzo e durata, la convenienza a chi ha liquidità, la possibilità di iscrivere i veicoli all’attivo di bilancio. I contro sono il pagamento anticipato dell’Iva, gli oneri della gestione e l’incertezza del valore dell’usato.

Leasing auto, formula flessibile

Tra i professionisti è frequente l’applicazione della regola di utilizzare il sistema d’acquisto del leasing, perché permette di ripartire il costo in rate mensili evitando così che vada a pesare direttamente sulle disponibilità di cassa dell’azienda. Al termine del contratto, è poi possibile riscattare l’auto, mantenendone la proprietà ancora per qualche anno. I pro sono la possibilità di conservare la proprietà, la ripartizione della spesa in più rate, la flessibilità della formula d’acquisizione. I contro sono la durata legata all’ammortamento, l’assenza di servizio compreso nel costo, la gestione dell’usato a carico dell’azienda

Noleggio auto, spesa in più canoni mensili

Quasi tutte le grandi aziende abbracciano questa formula, che permette di godere di tutti i vantaggi del possesso senza gli oneri della proprietà. La spesa è ripartita in canoni mensili che comprendono tutte le spese e tutti i costi, dal finanziamento della somma ai servizi di manutenzione, di assicurazione e relativi all’auto sostitutiva. I pro sono la certezza di spesa, la gestione appaltata all’esterno, l’assenza di problemi con l’usato. I contro sono la maggiore burocrazia nell’assistenza, i possibili contenziosi a fine noleggio, i tempi di consegna più lunghi.

Mercedes EQV 2020: la Classe V è elettrica a emissioni zero

Mercedes lancia il suo secondo modello elettrico al 100%. Mercedes EQV è un minivan a emissioni zero con 204 CV e oltre 400 chilometri di autonomia. In fondo basta solo attendere prima che la casa automobilistica tedesca portasse in produzione il concept presentato al Salone dell’auto di Ginevra nel marzo di quest’anno.

Svolta ecologica per il minivan tedesco

Disponibile con due lunghezze – 514 cm con passo di 320 cm e 537 cm con passo di 343 cm – il veicolo è ordinabile con sei poltrone singole o nella variante a sette posti con divano per la seconda e terza fila. Questo è il secondo modello della famiglia EQ a emissioni zero ed è la variante elettrica al 100% della Mercedes Classe V. All’esterno, si distingue per il design del frontale in cui è presente una griglia simile a quella utilizzata dall’EQC e include la presa di carico sotto il faro sinistro. I cerchi in lega da 18 pollici sono esclusivi e sui lati ha due anagrammi con il nome del modello.

All’interno è pressoché identico a qualsiasi Classe V, ma incorpora un touchscreen centrale da 10 pollici per gestire il sistema di infotainment Mercedes-Benz User Experience (MBUX). In termini di spazio e modularità, ha le stesse soluzioni del modello da cui deriva e mantiene la medesima abitabilità. Come fa notare Mercedes, nell’allestimento con sei sedili singoli si trasforma in una navetta per un’esperienza di viaggio che soddisfa i requisiti per il trasporto passeggeri di alta gamma.

Prezzo e disponibilità Mercedes EQV 2020

A livello meccanico, il motore elettrico è situato nella parte anteriore e invia 150 kW (204 CV) alle ruote anteriori, assicurando la velocità massima di 160 chilometri orari. L’elica riceve l’energia di una batteria di 90 kWh alloggiata sotto al pavimento del veicolo, tra i due assi. Proprio questo è un aspetto chiave perché il montaggio della batteria nel pianale permette di sfruttare tutto lo spazio disponibile senza influenzare la capacità a bordo o nel bagagliaio.

Mercedes stima che possa percorrere circa 405 chilometri con una carica. A tal proposito, per ricaricare la batteria agli ioni di litio, è disponibile un caricabatterie da 11 kW di serie sebbene sia compatibile con punti di ricarica fino a 110 kW. Mercedes Eqv sarà acquistabile dalla primavera 2020, è già preordinabile con prezzo tra 60 e 70.000 euro in base alla versione scelta. Per intenderci, la EQC elettrica con batteria da 80 kWh costa 76.000 euro mentre per la Classe V diesel servono da 36 a 60.000 euro.

Qual è il periodo migliore in cui vendere un’auto usata?

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L’auto è un investimento economico ma non è affatto detto che sia redditizio. Il deprezzamento inizia nel momento in cui guidi l’auto fuori dal piazzale. Veicoli diversi perdono valore a tassi differenti ed è difficile sapere con precisione quanto varrà un’auto a distanza di un solo anno. Di conseguenza l’individuazione del periodo migliore in cui vendere un’auto usata non è affatto così immediato. Di certo c’è che vendere la propria auto nel periodo più appropriato dell’anno aumenterà le possibilità di attirare potenziali acquirenti.

Auto usate e il problema del deprezzamento

I veicoli nuovi perdono valore molto più velocemente delle auto usate. Di solito è tra il 15% e il 30% nel primo anno. E può superare il 50% nel corso di tre anni. Per ottenere il massimo da un’auto nuova, il suggerimento è di tenerla il più a lungo possibile. È difficile che sia finanziariamente sostenibile venderla dopo il primo o il secondo anno. Nel caso di un’auto usata, un parte del problema del deprezzamento è già stata eliminata, ma si entra in competizione con altre auto usate. In questo caso il consiglio è di mantenuta in modo impeccabile per contenere il deprezzamento.

Un aspetto chiave per sapere qual è il momento giusto per vendere la propria auto è osservare da vicino la propria situazione personale. Per fare un esempio, se l’idea è di mettere su famiglia, potrebbe essere una buona idea pensare a un sostituto. Se il veicolo in proprio possesso non soddisfa le proprie aspettative è allora arrivato il momento per venderlo, al di là dei calcoli sul deprezzamento. Tutti il denaro guadagnato con la vendita dell’auto usata può così essere destinato per comprarne una nuovo. Sempre ricordando che se sull’auto grava un finanziamento occorre informare l’acquirente della situazione.

Fattori che influenzano la domanda di auto usate

Non bisogna quindi dimenticare che anche la stagionalità è uno fattore importante nell’individuazione del periodo migliore in cui vendere un’auto usata. Diversi eventi, festività, stagioni giocano tutti un ruolo chiave per trovare il momento ottimale per vendere. Durante i mesi primaverili ed estivi, le convertibili sono vendute a un prezzo più alto. Con l’aumento delle temperature, cresce la domanda di auto classiche, roadster e sportive. L’autunno e l’inverno rendono più attraenti 4×4, fuoristrada e suv. Un’auto è un ottimo regalo e quindi le vacanze e gli eventi speciali influenzano la domanda.

Ferrari Omologata, nuova coupé realizzata in un unico esemplare

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Ancora una nuova produzione dalla divisione Ferrari Special Projects, incaricata di costruire veicoli speciali su misura. Questa volta, l’oggetto della riprogettazione è stata la Ferrari 812 Superfast coupé con motore V12 anteriore. Il risultato? La Ferrari Omologata con la colorazione Rosso Magma e una sofisticata livrea racing. Negli ultimi 11 anni, questo è il decimo progetto speciale basato sui modelli a 12 cilindri.

L’auto è stata ordinata da un appassionato di one-off della Casa di Maranello e ci sono voluti poco più di due anni per crearla. Oggi è una coupé unica chiamata Ferrari Omologata ha lasciato per la prima volta l’officina sul circuito aziendale. Si ispira alla tradizione delle Gran Turismo Ferrari e ha debuttato sul circuito di Fiorano, in un test dove è stato possibile ascoltare il sound del V12 aspirato del Cavallino Rampante e godere di un design innovativo.

Ferrari Omologata, supercar con motore V12 anteriore

Lo sforzo principale si è concentrato sulla creazione di una nuova carrozzeria, che ricalca chiaramente le caratteristiche delle Ferrari 250 GTO e 250 LM da corsa degli anni Sessanta. L’intero volume è stato volutamente reso più aggressivo tramite l’eliminazione del finestrino laterale fisso, mentre tre fenditure orizzontali frazionano il volume fastback della vettura per abbassare visivamente il posteriore.

Le caratteristiche più importanti sono la presa d’aria anteriore e la carenatura a lamelle posteriori. Del modello Superfast del donatore rimangono solo i fari e il parabrezza. La coda è sormontata da un prominente spoiler che aggiunge non solo carico aerodinamico, ma anche una buona dose di aggressività all’insieme.

I cambiamenti nell’abitacolo non sono così evidenti e si sono limitati principalmente a finiture e decorazioni. I sedili sono rivestiti in pelle blu e denim e hanno cinture di sicurezza a quattro punti. Numerosi accenti argento, che il modello Superfast originale, sono stati sostituiti da dettagli neri.

La sfida più grande è stata quella di trovare l’equilibrio tra espressività estetica e limitazioni tecniche: la Omologata doveva infatti mantenere la propria purezza formale ma, al contempo, conquistare la strada con il proprio portamento. L’azienda emiliana non menziona la tecnologia. Di conseguenza dovrebbe essere rimasta standard. La Ferrari 812 Superfast ha un motore aspirato di 6,5 litri (800 CV), un automatico a sette velocità, trazione posteriore e un telaio completamente controllato.

Un solo esemplare per Ferrari Omologata

Ferrari Omologata è stata commissionata da un cliente europeo, è definita da Ferrari un “vibrante concentrato di tutti quei valori che definiscono la relazione speciale” tra Maranello e il mondo delle Gran Turismo: si tratta di una vettura in grado di trovarsi a proprio agio tanto su strada quanto in pista. Costruita in un unico esemplare e il suo prezzo non è stato rivelato, ma in genere per tali progetti è di diversi milioni di euro.

Manutenzione auto: quali sono le migliori app per ricordare le scadenze

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Ci pensa la tecnologia ad andare in soccorso degli automobilisti più smemorati o comunque meno attenti. Alla manutenzione dell’auto dovremmo prestare sempre la massima attenzione. Ma può capitare di dimenticare le date del tagliando o del cambio gomme. Fortunatamente ci pensano le applicazioni a monitorare il tutto nel modo più semplice possibile.

MyAuto e Veicoli – Gestione auto e moto

MyAuto permette di inserire i dati dell’auto e le date di quando è stato fatto un intervento di manutenzione. L’applicazione assicura una lunga lista di funzionalità, tra cui protezione tramite codice, gestione di tutte le tue spese, recupero automatico delle informazioni del veicolo inserendo la targa , tracciamento di tutti gli interventi effettuati sul veicolo, gestione di tutte le scadenze.

Come la precedente, anche Veicoli – Gestione auto e moto dopo aver caricato rapido date e interventi, aiuta il proprietario dell’auto nella manutenzione ricordando volta per volta gli interventi da effettuare. Ma anche nella gestione multe, tagliando con reminder, tagliando eseguito e scadenze personali.

MySermetra e iPatente

Anche per questa difficile situazione il mondo tecnologico ci viene in aiuto con alcune valide app per non sforare le scadenza. MySermetra consente di gestire, tramite una schermata semplice e chiara tutte le scadenze: assicurazione, bollo, patent. Oltre a questo servizio invia notifiche push di aggiornamento sulle normative nel settore automobilistico.

In sintesi, basta effettuare il login e accedere a servizi personalizzati come gestione delle scadenze della revisione, ricerca dell’agenzia più vicina in base alla distanza di percorrenza stradale, gestione delle scadenze del bollo, possibilità di associare la propria anagrafica all’agenzia di fiducia, servizio di push notification per news e scadenze, gestione delle scadenze dell’assicurazione.

iPatente è di vitale importanza nell’aiutare a gestire tutto ciò che ha a che fare con la patente: dalla scadenza. Oltre al saldo aggiornato dei punti sulla patente di guida, permette di verificare la scadenza di validità e le variazioni di punteggio.

Consente anche di verificare lo stato di avanzamento del processo di lavorazione delle pratiche in corso presso la Motorizzazione, in caso di rinnovo patente, variazione di residenza o di richiesta duplicato a seguito di smarrimento o furto della patente o della carta di circolazione. Tra le facilitazioni c’è la possibilità di trovare l’indirizzo e localizzare sulla mappa gli ufficio della Motorizzazione su tutto il territorio nazionale.

Incentivi auto diesel 2020: nuovi modelli in sconto con e senza rottamazione

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Continua a esserci spazio per gli incentivi auto e, anzi, il governo che ha deciso di rafforzarli fino al 31 dicembre 2020. A tal punto che anche le auto alimentate a gasolio sono state incluse tra quelle da comprare con una riduzione. Non tutte, ma il passaggio è di certo importante per smuovere il mercato. Sebbene le maglie siano diventate più larghe, a fare la differenza continuano a essere le basse emissioni. Il problema è in realtà un altro: le risorse per le auto a diesel Euro 6 sono andate esaurite in poco più di una settimana. Ma con una indispensabile precisazione.

I fondi sono terminati poiché prenotati dai concessionari che ne hanno fatto richiesta. Di conseguenza chi è interessato può comunque andare a caccia del modello preferito, chiedendo però se è acquistabile con il bonus in vigore. Tuttavia essendo il decreto che ha previsto gli incentivi in fase di conversione in parlamento, non sono escluse novità per accogliere le richieste degli operatori del settore.

Nuovi modelli auto a diesel da comprare con incentivi auto

Anche le auto alimentate a diesel rientrano a pieno titolo tra quelle da comprare gli incentivi. Purché il propulsore sia un Euro 6, il livello di emissioni di anidride carbonica sia più basso di 110 grammi per chilometro e il prezzo d’acquisto inferiore a 40.000 euro, Iva esclusa. Il mercato offre anche queste 6 opportunità:

Bmw X2 sDrive: 1.496 cc da 116 CV, emissioni di CO2 pari a 106 grammi per chilometro, 34.400 euro (prezzo di listino), 32.650 euro (prezzo senza rottamazione), 30.900 euro (prezzo con rottamazione)

Honda Civic 5 porte allestimento Comfort: 1.597 cc da 120 CV, emissioni di CO2 pari a 90 grammi per chilometro, 25.100 euro (prezzo di listino), 23.100 euro (prezzo senza rottamazione), 21.350 euro (prezzo con rottamazione)

Mercedes Classe A 4 porte allestimento Executive: 1.461 cc da 95 CV, emissioni di CO2 pari a 105 grammi per chilometro, 28.630 euro (prezzo di listino), 26.880 euro (prezzo senza rottamazione), 25.130 euro (prezzo con rottamazione)

Opel Corsa Edition: 1.499 cc da 102 CV, emissioni di CO2 pari a 85 grammi per chilometro, 18.050 euro (prezzo di listino), 16.050 euro (prezzo senza rottamazione), 14.300 euro (prezzo con rottamazione)

Renault Captur Blue dCi 8V Edc allestimento Business: 1.461 cc da 116 CV, emissioni di CO2 pari a 108 grammi per chilometro, 26.350 euro (prezzo di listino), 24.600 euro (prezzo senza rottamazione), 22.850 euro (prezzo con rottamazione)

Skoda Superb Scr Dsg allestimento Executive: 1.968 cc da 122 CV, emissioni di CO2 pari a 90 grammi per chilometro, 37.300 euro (prezzo di listino), 35.300 euro (prezzo senza rottamazione), 33.550 euro (prezzo con rottamazione)

Audi Q5 Sportback 2020-2021: motori, interni e design del nuovo suv coupé

Questo è il periodo dei suv coupé e la nuova Audi Q5 Sportback ne è uno degli esempi più chiari. Disponibile con le stesse caratteristiche e prestazioni del modello base, si tratta di un nuova variante della gamma del costruttore tedesco. A parte la forma del tetto e della poppa, Audi Q5 Sportback non differisce infatti molto dal Q5. Le novità vanno infatti cercate nel design dei cerchi in lega leggera, nella griglia del radiatore ridisegnata e nelle prese d’aria leggermente ritoccate nel paraurti.

Anche il paraurti posteriore è progettato in modo diverso. La lunghezza del corpo è aumentata di 7 mm fino a 4.689 mm, ma la larghezza e l’altezza sono ancora rispettivamente pari a 1.893 e 1.662 mm. Tra l’altro il coefficiente di resistenza del crossover coupé Audi Q5 Sportback è lo stesso di quello dell’auto originale.

Interni e design Audi Q5 Sportback 2020-2021

La nuova configurazione con tetto ribassato di Audi Q5 Sportback rendono gli spazi un po’ più angusti con lo spazio sopra le loro teste che è ridotto di un paio di centimetri. Anche il volume del bagagliaio diminuisce tra 550 litri a 510 litri, ma può essere aumentato spostando il divano posteriore regolabile in lunghezza e inclinazione dello schienale in avanti.

All’interno trovano spazio il pannello anteriore già familiare dalla Audi Q5 aggiornata e il sistema multimediale MMI con touchscreen da 10,1 pollici. Il sistema offre una schermata iniziale personalizzabile e tocchi moderni, inclusi aggiornamenti over-the-air per modifiche al software o correzioni di bug. Il design interno è rivestito con materiali di fascia alta nel segno dell’eleganza e della raffinatezza.

Audi Q5 Sportback 2020-2021: motori e prestazioni

Anche sotto al cofano non ci sono grandi sorprese. Audi Q5 Sportback 40 TDI è equipaggiata con un turbodiesel da 2.0 litri che produce 204 CV e 400 Nm. La casa automobilistica tedesca ha già annunciato un motore TDI a 4 cilindri, di un V6 TDI MHEV 48V e di due propulsori 2.0 TFSI MHEV 12V. Il suv sarà quindi proposto con un powertrain ibrido plug-in TFSI, offerto con due livelli di potenza e nella variante sportiva SQ5.

Audi Q5 Sportback arriverà nelle concessionarie nel primo semestre del 2021. L’elettrificazione ha interessato l’intera gamma di motori: i quattro cilindri sono dotati di sovrastrutture ibride da 12 volt mentre i motori V6 hanno generatori di avviamento da 48 volt. Il prezzo di Audi Q5 Sportback 2020-2021 nelle sua varie configurazioni non è stato annunciato ma ci aspettiamo un aumento di circa 4-5.000 euro rispetto alla versione base adesso in vendita.

Auto elettriche e assicurazione, come risparmiare sulla Rc auto

E se decidessimo di acquistare un’auto elettrica, una di quelle che non inquina, costa poco e su cui l’Italia sta finalmente decidendo di investire, come dobbiamo comportarci con l’assicurazione? Nessun panico e nessuna stranezza. L’unica differenza rispetto alle auto tradizionali (a benzina e diesel, ma anche gas e metano) è nel prezzo: assicurare un’auto elettrica può costare tendenzialmente di meno.

Punto in comune sono i documenti necessari per sottoscrivere un contratto ovvero carta di identità e codice fiscale personali, carta di identità e codice fiscale del familiare da cui si vuole ereditare la classe di merito, contratto di assicurazione del familiare, attestato di rischio di entrambi i guidatori, libretto del veicolo assicurato e di quello da assicurare, stato di famiglia certificante l’appartenenza allo stesso nucleo familiare.

Come risparmiare Rc auto elettriche

Già, ma quanto assicurare un’auto elettrica può costare di meno? Nel calcolo della polizza, le compagnie prendono in considerazione due elementi: quelli soggettivi e quelli oggettivi. Nei primi rientrano il genere, l’età, lo scopo per cui si utilizza il mezzo, la classe bonus-malus, l’anzianità della patente, i componenti della famiglia. Fra gli elementi oggettivi ci sono invece il peso maggiore va attribuito alla provincia d’immatricolazione dell’auto e alla residenza del guidatore, alla cilindrata, alla presenza dell’Abs e, appunto, all’alimentazione dell’auto.

Calcolatrice alla mano, le auto elettriche, in termini assicurativi, sono quelle più convenienti; i veicoli diesel, all’opposto, i più svantaggiati. A ogni modo, appare necessario confrontare i prezzi delle compagnie assicurative. Chiaramente, nonostante la liberalizzazione del mercato assicurativo è in vigore una certa regolamentazione assicurata da autorità indipendenti. L’Ivass ad esempio, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, garantisce la trasparenza dei prodotti, nell’interesse degli assicurati e dei cittadini italiani.

Niente panico dunque, ma cercare di risparmiare sul costo di acquisto, il primo utile suggerimento è di confrontare i preventivi proposti dalle numerose piattaforme create ad hoc per il mondo dell’assicurazione auto. In linea di massima, le polizze sottoscritte via web sono più economiche rispetto a quelle delle società fisiche di assicurazione.

Diverse modalità di Rc auto

Anche nel caso delle auto elettriche è quindi possibile personalizzare la polizza tra guida libera in cui il veicolo può essere guidato da chiunque, guida esperta in cui il veicolo può essere guidato solo da conducenti con età uguale o superiore rispetto a un limite predefinito (generalmente tra 25 e 26 anni), guida esclusiva in cui il veicolo può essere guidato solo dal contraente che sia anche proprietario.

Suzuki Vitara Hybrid, nuovo suv 2020 dai bassi consumi

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Il dna è sempre lo stesso, ma adesso il nuovo Suzuki Vitara Hybrid è alimentato da un motore 1.4 Turbo Boosterjet abbinato alle tecnologie ibirde 4×4 AllGrip. Il risultato è un suv performante su fondi stradali difficili e condizioni meteo sfavorevoli, ma anche in grado di contenere le emissioni e garantire risparmio di spesa di carburante. La tecnologia hybrid da 48V, i dispositivi di guida autonoma di livello 2 di serie e il sistema Suzuki AllGrip Select rappresentano la combinazione tra sicurezza, prestazioni ed efficienza.

Il nuovo Vitara Hybrid presenta uno stile deciso e interni ricercati: il frontale con accenti cromati nella mascherina a cinque feritoie, i gruppi ottici posteriori LED con disegno 3D e i nuovi proiettori Full LED dal design rinnovato, con inserti orizzontali azzurri, assicurano un look moderno e una firma luminosa di personalità.

Suzuki Vitara Hybrid, caratteristiche tecniche

La gamma dei colori della carrozzeria permette un’ampia possibilità di scelta tra diverse tinte bicolore: lo sportivo e vivace Giallo Tibet metallizzato, il sofisticato Grigio Glasgow metallizzato e altri colori da abbinare al tetto nero metallizzato. I materiali di qualità e l’eleganza delle linee rendono l’abitacolo moderno grazie all’adozione di inserti soft touch e la presenza di dettagli argento su plancia, porte e console centrale. La strumentazione ha un disegno in linea con il carattere di un suv.

Il sistema di infotainment si riassume in un display touchscreen da 7 pollici, che consente l’utilizzo di funzionalità multimediali tra cui audio, telefono vivavoce, sistema di navigazione e integrazione dello smartphone.

Tecnologie di sicurezza innovative a bordo

Di grande aiuto per il guidatore è il pacchetto Adas che riduce stress e rischi. Suzuki Vitara Hybrid porta con sé evoluti sistemi di sicurezza attiva che offrono una maggiore tranquillità alla guida. Il suv è dotato dei dispositivi di guida autonoma di livello 2 basati sul Dual Sensor Brake Support (DSBS) che comprendono i sistemi: attentofrena (frenata automatica d’emergenza), guidadritto (mantenimento corsia), restasveglio (monitoraggio colpi di sonno), occhioallimite (riconoscimento segnali stradali), guardaspalle (monitoraggio angoli ciechi), vaipure (controllo angoli ciechi in retromarcia) e Adaptive Cruise Control.

Di serie su tutti gli allestimenti del suv giapponese trovano spazio, il nuovo sistema My Drive, con LCD a colori da 4,2 pollici, che permette di apprezzare le animazioni delle modalità di trazione integrale AllGrip Select, l’accelerazione laterale, la potenza, la coppia erogata, l’utilizzo dell’acceleratore, dei freni e il funzionamento della tecnologia Suzuki Hybrid.

BMW Serie 1 2020-21: trazione anteriore, abitabilità e tanta tecnologia

La terza generazione della BMW Serie 1 è stata accompagnata da un cambio di prospettiva per la casa automobilista tedesca, a iniziare dall’adozione di un sistema di trazione anteriore per poi passare a importanti miglioramenti nella sezione tecnologica fino ad arrivare all’aumento degli spazi per i passeggeri. La Serie 1 è il risultato del nuovo linguaggio di design del marchio tedesco che le dona una griglia più grande.

Cosa c’è di nuovo nella BMW Serie 1 2020

BMW Serie 1 2020, venduta solo nella versione a cinque porte, è lunga 4,32 metri, larga 1,8 metri e alta 1,43 metri con passo di 2,67 metri. Se c’è qualcosa che si percepisce non appena si entra nell’abitacolo della nuova BMW Serie 1 2020 è lo spazio extra a disposizione. Lo spazio per le gambe cresce di 33 millimetri, mentre la testa può fruire di 19 millimetri in più nel caso di avere un tetto panoramico, disponibile per la prima volta sul modello, con apertura esterna.

Nella parte posteriore ci sono anche 13 millimetri in più di larghezza tra i gomiti, mentre in quella anteriore aumenta di 42 millimetri. Anche il bagagliaio fa segnare un punto a favore in termini di capienza rispetto alla precedente Serie 1. In particolare si tratta di 380 litri ovvero 20 in più, cifra che può arrivare fino a 1.200 in caso di ribaltamento dei sedili posteriori.

Il tetto panoramico favorisce l’ingresso della luce all’interno dell’auto e dona un maggior senso di spaziosità. Da segnalare alcune nuove modanature a strisce retroilluminate che sono opzionali e offrono tre diversi design. Sul versante tecnologico ecco l’equipaggiamento la presenza del sistema operativo 7.0 del marchio tedesco che può incorporare la funzione di controllo dei gesti. La richiesta viene effettuata tramite uno schermo di 10,25 pollici disposto al centro del cruscotto. Sotto il display si trovano i comandi fisici del climatizzatore mentre nella console centrale troviamo la rotellina di controllo del sistema di infotainment e un’altra serie di pulsanti, tra cui lo starter. Inoltre sono presenti il BMW Live Cockpit Professional ovvero il cruscotto digitale e l’Head-Up Display come optional.

BMW Serie 1 2020-21 con motori diesel o benzina

La gamma meccanica della nuova BMW Serie 1 2020 è composta da due motori benzina e tre diesel, ai quali si aggiungerà una nuova opzione benzina alla fine del 2020. I primi sono il 118i, tre cilindri e 140 CV e l’ M135i xDrive, il quattro cilindri più potente nella storia del marchio con 306 CV. Quest’ultimo è in grado di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,8 secondi, cifra che migliora di un decimo nel caso di equipaggiamento del pacchetto M Performance. La velocità massima è di 250 chilometri orari.

Le unità diesel si compongono della 116d con tre cilindri e 116 CV, seguito da altri due, il 118d da 150 CV e il 120d da 190 CV. Come optional, il cambio a sette marce con doppia frizione Steptronic può essere installato sulle versioni 116d e 118i. Lo stesso accade con la trasmissione Steptronic a otto velocità nel caso della 118d, che è la stessa offerta dalla 120d di serie. Da parte sua, l’M135i xDrive offre di serie la trasmissione Steptronic Sport a otto rapporti. A novembre 2020 sarà in vendita la versione 128ti di BMW Serie 1 con motore a benzina e assetto sportivo.

Attestato di rischio 2020, regolamento e come ottenerlo

L’attestato di rischio è il documento che attesta la posizione dell’assicurato ovvero indicati la tariffazione del rischio, i sinistri pagati con responsabilità esclusiva o paritaria e la classe di merito. Le compagnie assicurative sono obbligate a trasmettere alla banca dati dell’Ivass le informazioni di ogni singolo attestato di rischio almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto Rc auto. Spetta poi all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazione sanzionare quelle inadempienti.

L’obiettivo della smaterializzazione dell’attestato di rischio è combattere le truffe. Basta spostare lo sguardo al passato per scoprire che c’era chi alterava il documento simulando una classe di merito più bassa per avere una tariffa inferiore. Oggi l’archivio informatico impedisce questo tipo di frodi.

Come funziona l’attestato di rischio

La compagnia assicurativa comunica con una lettera a casa di avere creato nel suo sito web un’area riservata alle posizioni assicurative e fornisce username e password per l’accesso. Qui è possibile consulterete l’attestato. In alternativa l’assicurato può farsi inviare l’attestato di rischio via posta elettronica o consultarlo tramite un’app per smartphone o per tablet. Nonostante se ne parli da tempo, non è possibile consultare l’attestato di rischio attraverso Facebook e Twitter.

L’Ivass può verificare, per ciascuna impresa, quanti attestati sono stati comunicati alla banca dati; sono stati comunicati in ritardo, cioè con un anticipo inferiore a 30 giorni rispetto alle singole scadenze contrattuali; sono stati riclassificati, cioè hanno subito modifiche alla classe di merito di assegnazione, al pagellino sinistri, al dettaglio dei sinistri paritari.

Attestato di rischio per chi cambia compagnia

Il nuovo regolamento sull’attestato di rischio si basa su tre principi: semplificazione mediante ricorso all’innovazione tecnologica in luogo della produzione cartacea; snellimento del processo del ramo Rc auto; creazione di uno strumento di deterrenza alle frodi collegate con la falsificazione degli attestati di rischio cartacei. Chi vuole cambiare compagnia non dove più presentare l’attestato di rischio alla nuova assicurazione. Sono le stesse imprese e i loro agenti assicurativi a occuparsi di questi aspetti burocratici: basta un clic, e consultano un documento sicuro ovvero impossibile da alterare.

Il servizio messo a disposizione dalle assicurazioni deve essere gratuito: così dice la legge. In caso contrario occorre inoltrare immediata segnalazione all’Ivass. Qualunque sia il mezzo per leggere l’attestato, la compagnia deve garantire la possibilità di stampare il documento in modo facile. Fa fede il documento presente nella banca dati Ivass.