Migliori auto JDM: il glorioso passato del Giappone

Rombanti bellezze sconosciute al resto del mondo.

Migliori auto JDM

In piena globalizzazione, parlare di barriere commerciali assume un significato arcaico per le nuove generazioni. Eppure, non son passati così tanti anni. Riprendendo le migliori auto JDM, vendute esclusivamente in Giappone, capirete quanto fosse florido il mercato del Sol Levante.

Migliori auto JDM: Acura NSX

La Acura NSX (che noi europei conosciamo come Honda), in commercio dal 1990 al 2005, ha ispirato i bolidi che vediamo oggi sfrecciare su pista. Prima vettura di serie a utilizzare un corpo monoscocca interamente in alluminio, risultava assai leggera. Sotto il cofano un motore VTEC 3.0 da 270 cavalli che copriva lo 0-100 km/h in poco più di 5 secondi. Nel 1997 è stato lanciato un più prestante 3.2 290 Cv.

Migliori auto JDM: Autozam AZ-I

Al primo sguardo sembrerebbe una supercar italiana degli anni Ottanta. Ma, si sa, le apparenze ingannano. L’Autozam AZ-I è il risultato del progetto congiunto tra Mazda e Suzuki, dai dettagli stravaganti come un motore montato a metà e porte ad ali di gabbiano. Poche macchine affrontavano con tale disinvoltura il traffico urbano: alta meno di un metro e mezzo, larga meno di un metro e pesante poco più di 680 kg. Il piccolo turbocompressore da 63 Cv non doveva lavorare troppo.

Migliori auto JDM: Eunos Cosmo

Servì come trampolino di lancio del motore rotativo Wankel la Eunos Cosmo. Grazie ai 654 cc (quasi 2.0L di cilindrata totale) raggiungeva una velocità massima di oltre 250 km/h. Per quelli meno entusiasti della velocità, la configurazione 1.3L 13B-RE generava comunque 235 cavalli. Insomma, guardate altrove se cercate modelli non troppo esuberanti…

Migliori auto JDM: Mazda RX-7

Molti fan sognavano di acquistare la Mazda RX-7. Tuttavia, incuteva timore il motore rotativo, percepito come complesso e, spesso, bisognoso di manutenzione. In realtà si dimostrava estremamente affidabile, nonché longevo nel tempo. Oggi i pezzi di ricambio sono venduti a prezzi piuttosto ragionevoli. Con un telaio eccellente e un potente propulsore, impressiona ancora. Prodotta tra il 1978 e il 1982, c’è una RX7 per ogni budget.

Migliori auto JDM: Mitsubishi Lancer Evo VI

Lanciata nel 1999, la Mitsubishi Lancer Evo VI era possente come un carro armato. Per controllarla appieno intervenivano strumenti avanzati, come il controllo attivo d’imbardata Active Yaw Control, che ne migliorava perciò le prestazioni in curva. Ai giorni nostri l’Evo 6 resta un veicolo molto evoluto e dinamico. Decollati i prezzi della versione Tommi Makinen Edition.

Migliori auto JDM: Mitsuoka Orochi

Brutta, scomoda… quante critiche sono piovute addosso alla Mitsuoka Orochi. Giudizi tanto severi quanto ingiusti. La supercar, chiamata così in omaggio al mitico drago giapponese, sprigionava una potenza di 230 cavalli. Il motore aspirato Toyota permetteva uno scatto da 0 a 100 km/h in 6 secondi circa. Prodotte, nel corso degli anni, numerose edizioni speciali, con modifiche estetiche, aggiornamenti tecnologici e interni più raffinati.

Migliori auto JDM: Nissan Skyline R32

Toglietemi tutto, ma non la mia Nissan Skyline R32. Proposta dal 1989 a 2 e 4 porte, chi ne è proprietario se la tiene ben stretta. Soprannominata dalla stampa australiana “Godzilla”, dominò le gare automobilistiche corse in Giappone e nella terra dei canguri. La maggior parte dei modelli contava sul cosiddetto High Capacity Actively-controlled Suspension, sistema elettronico di controllo dinamico applicato alle vetture a quattro ruote sterzanti.

Migliori auto JDM: Subaru Impreza WRX STi

Il 1992 è un’annata cruciale: sbarcava infatti nelle concessionarie la Subaru Impreza WRX STi (GC8). Poco dopo passò alla filiale Motorsport. Simile a una vettura da rally, usciranno 6 versioni e diverse edizioni speciali, inclusa la stratosferica 22b. Ciascuna portava aggiornamenti minori, per uno stile immortale. Il 2.5 erogava, senza sforzo, 314 cavalli. Rappresenta uno status symbol.

Migliori auto JDM: Suzuki Alto Works

Spirito racing, peso piuma e prezzi moderati: in tre parole Suzuki Alto Works. Il suo 12V pompava 64 cavalli a 1.400 giri/min, prima auto kei a raggiungere questo limite legale. Sul tachimetro segnava fino a 120 km/h. Picco reso possibile dai soli 630 kg di peso complessivo. Gli interni rosanero rientravano nella dotazione di serie. Per quanto riguarda l’aftermarket sono tuttora in circolazione raffinati pneumatici Enkei, un pomello del cambio billet con pedali coordinati, un timer turbo HKS e un calibro boost Greddy.

Migliori auto JDM: Toyota Supra MK4

Affamata di successi sportivi, Toyota costruì la Supra MK4 dal 1992 al 2002. A spingerla il Twin—Turbocharged I-6 da 324 cavalli (5.600 giri/min), per uno 0-100 in 6 secondi e una velocità massima di 250 km/h (limitata elettronicamente). I due turbocompressori erano sequenziali, dunque un piccolo turbo creava una spinta per il basso numero di giri, e un grande turbo creava una spinta ad alti regimi.

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