Differenze tra Euro 6D Temp ed Euro 6D Final

In tema di omologazione auto risulta importante alla luce degli ultimi sviluppi fare chiarezza sulla differenza degli standard omologativo Euro 6D Temp ed Euro 6D Final.

Euro 6D Temp ed Euro 6D Final fanno parte della ambigua famiglia degli standard omologativi appartenenti alla categoria Euro 6. E’importante fare chiarezza sulle differenze tra Euro 6D Temp ed Euro6D Final alla luce di quanto successo con lo scandalo dieselgate.

Differenze tra Euro 6D Temp ed Euro 6D Final: cosa bisogna sapere

La differenza tra omologazione Euro 6D Temp ed Euro 6D Final risiede sostanzialmente nel grado di tolleranza tra i valori misurati nel ciclo WLTP e nel RDE (Read Driving Emission) che non sostituisce ma affianca la procedura WLTP.

E’necessario precisare però che non tutte le auto diesel Euro 6 sono uguali, infatti i motori Euro 6D sono sicuramente quelli meno inquinanti e di ultima generazione ma nello scegliere un auto diesel non sempre risulta facile stabilire lo standard omologativo a cui l’automobile si riferisce.

I motori Euro 6D di ultima generazione  comprendono quindi gli Euro 6D Temp, che sono temporanei per definizione e obbligatori su tutte le auto vendute da settembre 2019 anche se per le omologazioni l’obbligo parte dall’anno precedente, e gli Euro 6D Final che saranno obbligatori in omologazione a gennaio 2020 e in immatricolazione nel primo mese del 2021.

Come si accennava in precedenza, la differenza sostanziale tra Euro 6D Temp ed Euro 6D Final è nel grado di tolleranza tra i valori misurati nel ciclo WLTP e nel RDE: con Euro 6D Temp la differenza tra le emissioni misurate nel ciclo in laboratorio (limite per i NOx 60 mg/km per i benzina e 80 mg/km per i diesel) e in quello su strada potrà arrivare al 110% (limite per i NOx 126 mg/km per i benzina e 168 mg/km per i diesel), mentre con Euro 6D Final la differenza tra questi valori non potrà essere superiore al 50%.

In sostanza, l’utilizzo di Euro 6D Temp avvalendosi dei sistemi RDE fa si che l’auto emetta al massimo 168 milligrammi al chilometro, con il passaggio invece ad Euro 6D Final, il fattore di conformità cala vistosamente e verranno accettate solo auto che non superano la soglia dei 120 milligrammi di ossidi di azoto (NOx).

E’ importante evidenziare che fino ad oggi quando si è parlato di emissioni si è fatto riferimento nella maggior parte dei casi di quelle di CO2 mentre nel futuro più immediato il discorso si sposterà gradualmente sui NOx e sul particolato, entrambi dannosi per l’uomo.

I NOx sono sempre più oggetto infatti delle attenzioni delle grandi città dove le amministrazioni si battono per limitare gli accessi e per valutare la proporzione delle tasse prendendo in considerazione anche questo valore.

Grazie alle ultime tecnologie che saranno implementate sulle prossime auto sarà comunque possibile un’importante riduzione delle emissioni di ossidi di azoto ma qui sarà importante l’intervento delle istituzioni per regolare gli accessi ai centri urbani.

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