Autovelox: come funziona e dopo quanto arriva la multa

Le più diffuse tipologie di strumenti per la misurazione della velocità di un veicolo in movimento. Come funzionano? Dopo quanto tempo arriva la multa? Davvero si rischia il ritiro della patente?

Forse non tutti sanno che il termine autovelox è un marchio registrato dall’azienda fiorentina Sodi Scientifica. Questa parola è divenuta ormai di uso comune, almeno in Italia, e indica tutti gli apparecchi per la misurazione della velocità dei veicoli su strada, esclusi i tutor autostradali. Nel nostro Paese questi dispositivi sono attivi dal 1972, sebbene il primo modello di autovelox fu realizzato in Germania nel 1957 da Telefunken.

Come funzionano gli autovelox?

La “famiglia” degli autovelox è composta principalmente da quattro tipologie di strumenti. Gli autovelox a fotocellula sono i più diffusi: sono caratterizzati da due fotocellule laser, poste a breve distanza. La prima fa partire un timer quando rileva il passaggio della testa del veicolo, la seconda blocca il cronometro quando transita la coda del mezzo. Nel caso in cui il veicolo superi la velocità massima impostata sul dispositivo, l’autovelox esegue una fotografia della sua targa. Ci sono anche gli autovelox a laser, detti telelaser, solitamente tenuti in mano dagli agenti e puntati sui veicoli dei quali si vuole conoscere la velocità di percorrenza. Gli autovelox video, invece, stanno a bordo delle auto della Polizia Stradale e calcolano la velocità di un mezzo rapportandola al tachimetro della vettura sul quale è installato. Sono anche chiamati autovelox da inseguimento. Gli autovelox radar, che funzionano con lo stesso principio dei radar per aerei, sono stati i primi ad arrivare nel nostro Paese, ma sono stati soppiantati rapidamente da quelli muniti di fotocellula.

Dopo quanto arriva la multa di un autovelox?

Il tempo massimo per la notifica di una multa per eccesso di velocità registrata da un autovelox è di 90 giorni, come riportato all’Articolo 201 del Codice della Strada. Solitamente queste sanzioni, tuttavia, arrivano presso il domicilio dell’automobilista nel giro di un mese, massimo due. Le multe per eccesso di velocità sono molto salate: si va da un minimo di 39 euro (velocità massima superata per meno di 10 km/h) a 3.119 euro (velocità massima superata di oltre 60 km/h). Si possono perdere anche molti punti sulla patente. Non solo, c’è il rischio del ritiro della patente stessa. Come si legge nel sito della Polizia di Stato “chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è punito con una sanzione pecuniaria compresa 779 e 3.119 euro, con la decurtazione di 10 punti sulla patente e la sanzione accessoria della sospensione della patente da sei a dodici mesi. In caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente di guida”.

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