La Dacia Spring 2026 parte da 17.900 euro nell’allestimento Expression e arriva a 19.500 euro con la Journey, mantenendo l’auto elettrica sotto la soglia dei 20.000 euro prima di eventuali incentivi. Il prezzo, però, non basta per capire se sia davvero l’auto giusta. La compatta a batteria dà il meglio con tragitti urbani quotidiani, ricariche regolari e un utilizzo che non la costringa a fare da unica vettura per i lunghi viaggi.
La ricetta resta chiara: carrozzeria compatta, consumi contenuti, quattro posti e una dotazione più moderna rispetto alla generazione precedente. Il conto finale dipende quindi dalle abitudini di chi la compra. Per il pendolarismo in città, le commissioni e gli spostamenti brevi fuori dal centro la Spring può avere senso. Se invece l’auto passa molto tempo in autostrada o deve trasportare una famiglia numerosa, i compromessi diventano evidenti.
Per chi è adatta la Dacia Spring
Il profilo più adatto è quello di chi percorre circa 30-40 km al giorno, lascia la vettura ferma per diverse ore e può contare su una presa domestica oppure su una wallbox. In condizioni simili, la ricarica durante la notte copre normalmente il fabbisogno quotidiano. Le colonnine pubbliche restano così un’opzione, non una necessità quotidiana.
La Spring può funzionare bene come seconda auto di famiglia. Va bene per chi lavora in città, accompagna i figli, fa la spesa o raggiunge la stazione. Non serve molto per muoversi nel traffico urbano: gli ingombri sono ridotti e la coppia arriva subito. La guida a un solo pedale non è completa, ma la modalità B aumenta il rallentamento rigenerativo e rende più agevoli i continui arresti del traffico cittadino.
Il quadro cambia per chi percorre spesso l’autostrada, affronta trasferte lunghe o ha bisogno di cinque posti. La vettura è omologata per quattro persone. La batteria, relativamente compatta, porta a programmare soste più frequenti durante i viaggi; alle velocità elevate calano anche l’autonomia effettiva e la rapidità con cui si percorre la distanza disponibile.
Dimensioni, spazio e praticità urbana
La nuova Spring è lunga 3,85 metri e larga 1,74 metri, specchietti esclusi. Rispetto al modello precedente cresce di 15 centimetri in lunghezza e di 18 in larghezza. L’aumento si sente nell’abitacolo, ma non trasforma l’auto in una vettura difficile da parcheggiare: nei contesti cittadini rimane facile da gestire.
Il diametro di sterzata dichiarato è di 9,9 metri. È un dato che aiuta quando occorre cambiare direzione in spazi stretti o infilarsi tra le auto in sosta.
Più generoso è anche il vano posteriore. Il bagagliaio ha una capacità di 337 litri, che sale a 1.283 litri abbattendo la panchetta frazionata 50/50. Come optional è disponibile un piccolo vano anteriore da 18 litri: può ospitare il cavo di ricarica e lasciare libero il bagagliaio per la spesa o per i bagagli.
Il peso dichiarato parte da 1.212 kg, una cifra contenuta per un’elettrica moderna. Ne beneficiano i consumi e, almeno nella guida quotidiana, la risposta dello sterzo. La Spring non nasce per una guida sportiva: il suo ambiente naturale è un’andatura rilassata. Nell’abitacolo dominano materiali rigidi e resistenti, mentre la plancia è più ordinata. I vani portaoggetti, distribuiti tra la zona anteriore e quella posteriore, offrono fino a circa 20 litri complessivi.
Motore, autonomia e consumi
Il motore elettrico della nuova generazione eroga 60 kW, equivalenti a 80 CV, e sviluppa 175 Nm di coppia. Per passare da 0 a 100 km/h servono 12,1 secondi; la velocità massima è di 130 km/h. Sono valori adeguati alla città e ai brevi percorsi extraurbani. L’impiego autostradale continuo appartiene a un’altra categoria di utilizzo.
La batteria è una LFP, cioè al litio-ferro-fosfato, con 27,5 kWh di capacità utile. L’autonomia omologata raggiunge 250 km nel ciclo WLTP, mentre il consumo dichiarato è di 12,7 kWh ogni 100 km. Il WLTP serve come riferimento, non come promessa valida in qualsiasi situazione. Temperature basse, riscaldamento, pendenze, velocità e carico possono ridurre la distanza percorribile.
In città, con percorrenze moderate e clima mite, una ricarica può coprire più giorni. L’autostrada modifica sensibilmente il risultato: l’energia si esaurisce più in fretta e la pianificazione delle soste entra a tutti gli effetti nel viaggio. Per valutare la Spring occorre quindi partire dai chilometri realmente percorsi ogni giorno e dalla possibilità di ricaricare, non soltanto dal numero WLTP.
Ricarica domestica e colonnine
Il caricatore di bordo di serie gestisce la corrente alternata fino a 6,6 kW. Collegata a una wallbox da 7 kW, la batteria passa dal 15% all’80% in circa 2 ore e 55 minuti. Con una normale presa domestica il tempo indicato è di circa 9 ore; una presa rinforzata lo porta a circa 5 ore e 40 minuti.
Il Charge Pack amplia le possibilità. Aggiunge la ricarica in corrente alternata fino a 11 kW e la ricarica rapida in corrente continua fino a 50 kW. In condizioni favorevoli, il passaggio dal 15% all’80% richiede circa 28 minuti. La presenza del pacchetto va controllata nella configurazione scelta: la dotazione non è uguale per tutte le versioni.
Il costo cambia in base alla tariffa applicata. Considerando un’energia domestica stimata in circa 0,25 euro/kWh, una ricarica completa della capacità utile dichiarata costa all’incirca 7 euro. Il valore effettivamente prelevato dalla rete può essere superiore per le perdite del processo.
Alle colonnine pubbliche la fascia indicativa è di 0,50-1 euro/kWh, con un pieno teorico compreso tra circa 14 e 28 euro. Il prezzo reale, però, dipende dall’operatore e dal contratto: per fare il calcolo corretto bisogna verificare la tariffa della singola infrastruttura.
Il pacchetto dedicato può comprendere anche la funzione V2L, acronimo di Vehicle-to-Load. La batteria può così alimentare piccoli dispositivi esterni. È utile per attrezzatura leggera, ma non sostituisce l’impianto elettrico di casa.
Allestimenti, tecnologia e sicurezza
In Italia la gamma si divide tra Expression e Journey. Motore, batteria e impostazione tecnica sono condivisi; a cambiare sono soprattutto comfort e connettività.
L’allestimento Expression comprende il quadro digitale da 7 pollici, il climatizzatore manuale, i cerchi da 15 pollici, i sensori posteriori, Media Control e il supporto per utilizzare lo smartphone come interfaccia. È la versione con il prezzo di partenza più basso.
La Journey aggiunge cerchi da 16 pollici, accesso senza chiave, retrocamera e due prese USB-C. A bordo trova posto anche il sistema Media Nav Live, con display da 10,1 pollici. Apple CarPlay e Android Auto funzionano in modalità wireless, mentre la navigazione è connessa. Il quadro strumenti digitale rimane separato dallo schermo centrale; alcune funzioni continuano a essere gestite attraverso comandi fisici.
Tra gli aiuti alla guida figurano la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento della corsia, il riconoscimento della segnaletica e il rilevamento della stanchezza. La dotazione può cambiare in base alla versione e al mercato. Il pulsante My Safety richiama una configurazione personalizzata degli avvisi.
Per quanto riguarda la protezione degli occupanti, la documentazione disponibile nelle fonti non indica un risultato Euro NCAP riferito alla nuova generazione. Non si può quindi attribuire automaticamente alla Spring 2026 il punteggio di un modello precedente. La valutazione deve basarsi sull’equipaggiamento presente e sulle prove ufficiali relative alla vettura specifica.
Prezzo e costi: quando conviene davvero
Per il mercato italiano, il listino parte da 17.900 euro con Expression e arriva a 19.500 euro con Journey. Il prezzo finale può cambiare grazie a incentivi pubblici, rottamazione, requisiti ISEE o campagne commerciali. Nessuna di queste condizioni è automatica o permanente: prima di firmare bisogna controllare la disponibilità dei fondi, le regole territoriali e i requisiti personali attraverso i canali istituzionali e il concessionario.
La manutenzione ordinaria è in genere più semplice rispetto a quella di un’auto termica. Non ci sono olio motore, frizione o impianto di scarico da gestire. Restano comunque gli interventi su pneumatici, freni, climatizzazione e sospensioni, oltre ai controlli della batteria.
Anche il bollo può beneficiare di esenzioni o riduzioni regionali, ma le regole cambiano da un territorio all’altro. La ricarica domestica resta il principale punto a favore sul piano economico; affidarsi sempre alle colonnine pubbliche restringe il risparmio.
Il costo complessivo, dunque, non si misura soltanto sul listino. Pesano i chilometri percorsi ogni anno, la tariffa dell’elettricità, l’assicurazione e la possibilità di collegare l’auto a casa oppure sul posto di lavoro.
Il profilo dell’acquirente ideale
La Dacia Spring è adatta soprattutto a chi percorre circa 30-40 km al giorno, dispone di una presa domestica o di una wallbox e usa l’auto prevalentemente in città. Le dimensioni compatte, il bagagliaio da 337 litri e i consumi contenuti la rendono pratica per il tragitto casa-lavoro, le commissioni e gli spostamenti quotidiani.
Prima dell’acquisto conviene verificare tre aspetti:
- la percorrenza giornaliera reale e la distanza dagli eventuali tragitti extraurbani;
- la possibilità di ricaricare regolarmente a casa o sul posto di lavoro;
- la necessità di viaggiare spesso in autostrada o di trasportare più di quattro persone.
La scelta è meno indicata per chi affronta trasferte frequenti, percorre lunghe distanze senza soste programmate o cerca un’unica auto adatta a ogni esigenza. In questi casi, i limiti dell’autonomia alle alte velocità, dei tempi di ricarica e dell’omologazione a quattro posti diventano più rilevanti.
Per un pendolare urbano o come seconda auto di famiglia, invece, la Spring può offrire costi d’uso contenuti e una gestione semplice, soprattutto quando la ricarica domestica riduce il ricorso alle colonnine pubbliche.






