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    Cupra Raval, la prova dell’auto urbana con prestazioni notevoli e consumi contenuti

    Cupra Raval

    La Cupra Raval VZ da 226 CV ha percorso una prova su strada a Barcellona consumando in media meno di 15 kWh/100 km, pur senza una guida orientata al risparmio. Per una piccola elettrica capace di scattare da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi, è un dato interessante: le prestazioni vivaci, almeno in quel test, non hanno comportato consumi elevati. Resta però il risultato di un singolo percorso, non una garanzia valida con qualunque tragitto o in ogni stagione.

    La compatta spagnola cerca un equilibrio fra risposte rapide e costi d’uso ragionevoli, due obiettivi che non sempre vanno d’accordo. La VZ è la variante più sportiva: adotta una batteria NMC da 52 kWh netti, la trazione anteriore e componenti specifici per il telaio. Per capire come si comporti fuori dalla scheda tecnica, conviene tenere distinti i consumi rilevati dai valori omologati e considerare anche l’effetto dell’assetto su comfort, maneggevolezza e autonomia.

    La VZ: potenza e accelerazione

    L’auto della prova era una Cupra Raval VZ. Il motore elettrico, disposto anteriormente, eroga 166 kW, pari a 226 CV, e 290 Nm di coppia. Secondo la documentazione tecnica ufficiale, lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 6,8 secondi e la velocità massima è di 175 km/h. Alcune descrizioni del test si limitano a parlare di meno di sette secondi e indicano 170 km/h; per i dati puntuali della VZ, il riferimento è quello ufficiale: 6,8 secondi e 175 km/h.

    La Raval mantiene la trazione anteriore, a differenza di molte elettriche sportive più potenti che ricorrono a due motori. La coppia è disponibile subito, ma non rende brusca la risposta. A gestirla contribuisce il differenziale elettronico a slittamento limitato, che ripartisce la spinta fra le ruote anteriori e aiuta a limitare il sottosterzo quando si accelera uscendo da una curva. Nel traffico si traduce in partenze pronte ai semafori; nei sorpassi, in riprese rapide. La potenza, comunque, resta facile da dosare.

    Con una lunghezza attorno ai quattro metri e un peso di circa 1.600 kg, la VZ non è una sportiva estrema. Le sue prestazioni bastano però a inserirsi con disinvoltura nel traffico e a conservare un buon margine nei percorsi extraurbani. L’acceleratore risponde in modo progressivo e i controlli elettronici si possono configurare: anche quando il ritmo aumenta, la guida non diventa per questo difficile.

    Consumi e autonomia: il dato della prova

    La batteria della VZ offre 51,5 kWh utilizzabili, una capacità che viene abitualmente arrotondata a 52 kWh. Per questa versione, i dati tecnici dichiarano un’autonomia massima WLTP fino a 440 km e consumi omologati fra 11,7 e 13,6 kWh/100 km, a seconda della configurazione. Il valore inferiore riguarda l’allestimento più efficiente; ruote e pneumatici più orientati alle prestazioni possono aumentare i consumi e accorciare la percorrenza dichiarata.

    A Barcellona, nel corso della prova su strada, la media è rimasta sotto 15 kWh/100 km. La guida non era impostata per ridurre al minimo i consumi. Il risultato è stato rilevato su un primo itinerario di circa un centinaio di chilometri, ma non sono stati indicati separatamente la parte urbana e quella extraurbana, la velocità media, la temperatura o il dislivello. Non si può quindi presentarlo come un dato riferito alla sola città, né aspettarsi che si ripeta identico in ogni condizione.

    Il confronto con l’omologazione è comunque utile. Il consumo rilevato è vicino alla fascia WLTP, pur superandone il valore minimo, e mostra che la VZ può restare ragionevolmente efficiente anche quando se ne sfruttano le prestazioni. In città, velocità moderate e recupero di energia nelle decelerazioni possono aiutare; sulle strade veloci pesano di più l’andatura sostenuta e le accelerazioni ripetute. Cambiano il risultato anche il freddo, il riscaldamento, il carico e il tipo di pneumatici.

    I 440 km WLTP non vanno intesi come una distanza garantita fra una ricarica e l’altra. Sono un riferimento di omologazione, da leggere alla luce del percorso e delle condizioni d’uso. La prova è un’indicazione incoraggiante, non una promessa. Chi percorre soprattutto strade urbane si muove in un contesto favorevole all’efficienza; per chi viaggia spesso in autostrada, invece, soste e margine energetico richiedono una pianificazione più prudente.

    Assetto preciso, sterzo comunicativo

    Fra le curve si nota il carattere della VZ. Rispetto alla piattaforma MEB+, il telaio è ribassato di 15 mm e le carreggiate sono più larghe di 10 mm. Anche la batteria, sistemata nel pianale, contribuisce a tenere basso il baricentro. A completare la configurazione ci sono gli pneumatici da 235 mm della VZ, che sostengono l’avantreno e aiutano a contenere rollio e beccheggio. L’auto cambia direzione rapidamente e rimane composta nelle curve veloci.

    Le sospensioni adattive DCC permettono di variare elettronicamente lo smorzamento su 15 livelli. Si può scegliere una risposta più morbida oppure più ferma, mentre la pesantezza dello sterzo progressivo è configurabile. Anche in modalità sportiva la direzione è apparsa precisa e naturale, senza restituire una sensazione artificiale. Il differenziale, dal canto suo, aiuta a sfruttare i 290 Nm senza costringere il conducente a compensare continuamente al volante.

    Con i controlli elettronici meno invasivi, il retrotreno può contribuire a chiudere la traiettoria. La reazione resta progressiva e intuitiva, non va confusa con una perdita di stabilità: la vettura trasmette una sensazione di controllo e lascia al conducente spazio per regolare il ritmo.

    Anche la frenata è riuscita. Il pedale si dosa facilmente e il passaggio fra rigenerazione e freni tradizionali si avverte poco. È una qualità che conta nella guida brillante, ma torna utile anche durante le fermate frequenti in città.

    Comfort e manovre in città

    La Raval è lunga 4,046 metri, larga 1,784 e alta circa 1,52 metri; il passo misura 2,60 metri. Le dimensioni contenute sono adatte alle strade urbane e ai parcheggi. Le superfici vetrate ampie e il lunotto quasi verticale favoriscono la visibilità, mentre sensori e telecamere a 360 gradi, disponibili in base all’allestimento, aiutano nelle manovre ravvicinate. Nel traffico tornano comodi anche lo sterzo agile e la prontezza del motore, soprattutto quando si passa da una coda a una svolta stretta.

    Il carattere sportivo comporta un compromesso sul comfort. Su fondi sconnessi, con la taratura più rigida, la Raval non assorbe le buche come farebbe una piccola utilitaria pensata soprattutto per la morbidezza. L’assetto adattivo, impostato su una modalità più confortevole, rende però l’auto meno impegnativa nell’uso quotidiano. Durante la prova, la posizione di guida è risultata bassa e raccolta, più simile a quella di una compatta sportiva che a quella di una city car tradizionale.

    Lo spazio a bordo è sfruttato meglio di quanto lasci immaginare la carrozzeria. Il passo consente di ospitare cinque persone, anche se chi siede dietro ed è molto alto può avere meno spazio per le ginocchia e per la testa. Nelle specifiche utilizzate per la prova, il bagagliaio è indicato in 441 litri: una capacità notevole per il segmento. I valori pubblicati possono comunque cambiare in base al metodo di misurazione e alla configurazione. Per una coppia o una famiglia con esigenze quotidiane moderate, la Raval non impone quindi la rinuncia allo spazio che caratterizza alcune elettriche sportive.

    Ricarica e soste nei viaggi

    La Raval VZ accetta fino a 11 kW in corrente alternata e fino a 105 kW in continua. Collegata a una stazione rapida, passa dal 10 all’80% in circa 22-24 minuti, secondo le condizioni e il dato di riferimento. Per la ricarica a casa o durante una sosta prolungata, il caricatore AC da 11 kW è adatto; nei trasferimenti, la potenza massima in DC consente di contenere la durata delle pause.

    In città si può utilizzare la guida a un pedale: la frenata rigenerativa rende la circolazione più fluida e recupera una parte dell’energia nelle decelerazioni. È presente anche la tecnologia Vehicle-to-Load, che permette di alimentare dispositivi compatibili. La potenza di ricarica effettiva, però, dipende dalla temperatura della batteria, dal livello di carica all’inizio della sessione e dalla disponibilità della colonnina. Il valore di picco, quindi, non viene mantenuto per tutta la ricarica.

    Prezzi e dotazioni delle versioni

    Al lancio sul mercato italiano, le edizioni con batteria da 52 kWh erano proposte a 29.950 euro per la Launch Edition da 211 CV, a 33.950 euro per la Launch Edition Plus e a 39.950 euro per la Launch Edition VZ da 226 CV. Sono i prezzi di lancio riportati per l’Italia: listini e promozioni possono cambiare. Fra gli equipaggiamenti della Plus figurano sistemi ADAS evoluti, telecamera a 360 gradi, fari Matrix LED e impianto audio Sennheiser. La VZ aggiunge il differenziale elettronico, l’assetto sportivo adattivo, i sedili Cup Bucket e cerchi da 19 pollici.

    La gamma comprende anche versioni con batteria LFP da 37 kWh, motori da 116 o 135 CV e autonomia dichiarata attorno ai 300 km. Sono orientate a un impiego più urbano e hanno un prezzo d’ingresso indicato di circa 26.000 euro. La potenza massima di ricarica in DC varia in base al motore: fino a 50 oppure 88 kW. Per scegliere non basta guardare il prezzo. Se le distanze quotidiane sono contenute, la batteria più piccola può essere sufficiente; la VZ costa di più, ma offre prestazioni superiori, maggiore autonomia e componenti specifici per la guida dinamica.

    Per chi ha senso la Cupra Raval

    La prova mostra una compatta elettrica in cui efficienza e piacere di guida possono convivere. La VZ accelera con decisione, ha un telaio ben controllato e, nel test condotto senza particolare attenzione al risparmio, ha consumato meno di 15 kWh/100 km. È un risultato interessante, ma le informazioni sul percorso non consentono di ricavare medie distinte per città e fuori città. Per questo non sostituisce una rilevazione sui tragitti che si percorrono abitualmente.

    Per chi ricarica a casa o al lavoro, usa l’auto soprattutto in città e vuole una compatta adatta anche alle strade tortuose, la Raval offre un equilibrio convincente. La VZ ha senso per chi dà priorità a prestazioni e dinamica, accettando un assetto più sostenuto e un prezzo maggiore. Le varianti da 37 kWh, invece, sono più adatte a un uso urbano regolare e a percorrenze giornaliere prevedibili.

    In entrambi i casi, la scelta dipende dalla facilità con cui si può ricaricare e dagli itinerari abituali. È su quei percorsi, non sul solo dato WLTP o su una singola prova, che si misura davvero il rapporto fra prestazioni e consumi.

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