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    Rent a car, gli aeroporti spingono la crescita con una politica di prezzo più aggressiva

    Secondo il rapporto ANIASA 2025, il comparto del noleggio a breve termine in Italia ha generato 1,5 miliardi di euro di ricavi nel 2024

    Rent a car

    Il mercato del noleggio auto a breve termine sta vivendo una fase di rinnovata espansione, trainata soprattutto dal canale aeroportuale. Gli scali, rinati dopo la crisi pandemica, hanno visto nel 2024 e nella prima parte del 2025 un aumento costante dei volumi passeggeri, con l’Italia che ha superato i 218 milioni di viaggiatori e i principali hub europei tornati sopra i livelli del 2019.

    Questo flusso imponente si è tradotto in un vantaggio competitivo per le società di rent-a-car, che proprio negli aeroporti trovano il terreno ideale per ampliare i contratti e accrescere le giornate di noleggio. Il risultato è una crescita a doppia cifra nel segmento, superiore a quella delle sedi cittadine, accompagnata da una strategia di prezzi più aggressivi capace di intercettare la domanda spontanea e di convincere i clienti più sensibili al costo immediato.

    Un comparto in espansione trainato dagli scali

    Secondo il rapporto ANIASA 2025, il comparto del noleggio a breve termine in Italia ha generato 1,5 miliardi di euro di ricavi nel 2024, con oltre 4,7 milioni di contratti e più di 38 milioni di giornate di noleggio. All’interno di questo scenario generale, gli aeroporti hanno rappresentato la componente più dinamica, con un incremento del 12% nei noleggi e dell’11% nei giorni di utilizzo, confermando la loro centralità come volano per la crescita del settore.

    La spinta aeroportuale ha surclassato i risultati delle stazioni cittadine, dove la crescita è stata più contenuta e la concorrenza con altre forme di mobilità, come il car sharing, più serrata. In scalo, invece, il binomio turismo internazionale e viaggi d’affari ha offerto una base clienti più stabile e disposta ad accettare politiche di prezzo variabili, purché accompagnate da una disponibilità immediata del veicolo.

    A Roma Fiumicino, Milano Malpensa e negli scali turistici di Catania, Napoli e Olbia, i numeri hanno superato le attese, dimostrando che la politica di concentrare flotte e servizi nei terminal si traduce in maggiore redditività e in un’occupazione più alta dei veicoli. L’aeroporto diventa così la porta principale d’accesso al noleggio, e il luogo dove si gioca la competizione più accesa tra operatori.

    Dal dynamic pricing alla battaglia sulle tariffe base

    Gli operatori hanno ormai abbracciato in maniera quasi totale il dynamic pricing, un sistema che modifica le tariffe in tempo reale in base a domanda, stagione, tipologia di arrivi e persino orari dei voli. Questo meccanismo trova negli aeroporti il suo terreno più fertile, perché la prevedibilità dei flussi e la concentrazione di arrivi consente di calibrare con precisione le finestre promozionali. Così le tariffe possono risultare molto competitive nelle ore di bassa affluenza e salire nei picchi di traffico.

    La competizione si è spostata sul cosiddetto rate d’ingresso, cioè il prezzo esposto al cliente sul sito o sul comparatore, che viene ridotto anche in modo aggressivo pur di scalare le classifiche di visibilità. La redditività si ricostruisce con i servizi aggiuntivi: assicurazioni extra, upgrade di categoria, conducente supplementare e accessori vari. In più, gli aeroporti applicano spesso concession fee e tasse di scalo che finiscono per gonfiare il conto finale.

    Un altro strumento è il pacchetto prepagato, con condizioni meno flessibili ma sconti immediati, molto apprezzato da chi prenota online. Esistono anche formule cosiddette “opache”, dove il cliente scopre il marchio solo a prenotazione conclusa, con tariffe ancora più basse. Queste soluzioni, adottate soprattutto negli aeroporti, intercettano la fascia di viaggiatori che guarda prima di tutto al costo e che decide sul momento quale compagnia scegliere.

    Aeroporti e rent-a-car che spinge i volumi

    Il ritorno dei viaggi internazionali e la crescita del traffico domestico hanno creato un ecosistema favorevole per il rent-a-car aeroportuale. La concentrazione di domanda nello stesso luogo, e nello stesso arco temporale, consente alle società di noleggio di massimizzare l’utilizzo della flotta e di mantenere elevata la rotazione dei veicoli.

    I metasearch e le OTA hanno reso il mercato più trasparente, perché il cliente può confrontare in pochi secondi decine di tariffe diverse. Questo ha costretto le società a essere più aggressive con il prezzo base per comparire nei primi risultati, accettando margini ridotti sull’inizio della transazione e recuperandoli nella fase successiva.

    Guardando al 2025 e al 2026, le previsioni indicano un quadro di relativa stabilità dei prezzi medi, ma con tattiche sempre più raffinate di sconti selettivi e promozioni mirate. Le società concentreranno investimenti, flotte e personale proprio negli aeroporti, perché lì si gioca la partita principale. Per i consumatori significherà maggiore possibilità di trovare tariffe competitive, ma anche la necessità di leggere con attenzione le condizioni contrattuali e i costi aggiuntivi.

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