Semaforo rosso: multa nulla senza adeguato preavviso

Un'automobilista reggiana vede accolto il ricorso.

Semaforo rosso

Capita raramente di spuntarla nei ricorsi giuridici. Ed è anche per questo che desta clamore la sentenza emessa sulla viabilità a Reggio Emilia, nella fattispecie per un semaforo rosso. Che, multa dopo multa, scatenava frustrazione e rabbia nei guidatori. Da qui i contrasti col Comune.

Semaforo rosso: multa nulla

“Quel semaforo è un’insidia, in palese spregio delle norme”. Lo accerta il perito, valutazione sottoscritta, in seconda istanza, dal giudice. Ne consegue l’annullamento della multa e il Comune è condannato a sostenere le spese legali e di perizia. Fioccavano multe a Piazzale Tricolore, dove era stato installato un Vistared. Secondo sindaco e assessori una “misura di sicurezza”. Secondo coloro che vedevano recapitarsi le sanzioni un beffardo “modo per far cassa sulle spalle dei cittadini”. Poiché “la luce gialla in quel semaforo è di 3 secondi (o inferiore) e non permette di frenare in tempo”. Ne conseguiva che “senza nemmeno accorgersene”, si passava col rosso.

Semaforo rosso: preavviso troppo breve

Diatriba che si trascinava ormai da anni. A porre parola fine una sentenza, riguardante un’infrazione rilevata il 4 agosto 2016. Insufficiente il giallo di 3 secondi, ha scritto l’automobilista reggiana nel suo ricorso, sostenuta dall’avvocato Corinna Rabitti. Tesi che ha ottenuto ragione nella sentenza depositato il 10 gennaio scorso. “Il ctu ha rilevato diverse criticità, apre. A partire da “un’unica lanterna semaforica collocata sul lato sinistro della strada in difformità delle prescrizioni del codice della strada e “coesistenza alla sinistra di lanterna semaforica verde delle corsie verso viale Piave e viale IV Novembre, la mancanza di lanterne ripetitrici e la presenza di lanterna pedonale che permane verde mentre l’altra diviene gialla”.

Semaforo rosso: infrazione non punibile

Dunque prosegue annotando limitata visibilità della lanterna”, mentre il codice prescrive che debba essere avvistata a una distanza minima di 80 metri. Infine, “la durata del giallo semaforico varia tra 2,8 secondi e 3,2 secondi; ma la durata di tre secondi non può dirsi congrua considerato che la lanterna è visibile a soli 15 metri e richiederebbe per l’arresto del veicolo una velocità quasi dimezzata rispetto al limite di velocità vigente”. A causa degli elementi sopra richiamati, il passaggio col rosso della signora, nonostante sia “conclamato e indubitabile” a lei non “può essere mosso il rilievo della colpa.

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