Targa italiana: dure sanzioni per chi guida con quella straniera

Si arriva al fermo amminisrativo.

Targa italiana

Targa italiana: la multa per mancata reimmatricolazione scatta d’ufficio se l’automobilista viene fermato in Italia per tre volte sullo stesso mezzo, in un’arco temporale superiore ai sei mesi. A decretarlo il giudice di Pace di Pavullo nel Frignano, comune situato in provincia di Modena.

Targa italiana: opposizione al vecchio e collaudato escamotage

L’occasione fa l’uomo ladro, dice un vecchio adagio. E in effetti parecchi cittadini comunitari residenti nel nostro Paese utilizzano vetture con targhe di altri Paesi europei per non incorrere in sanzioni o controlli fiscali. Adesso devono però guardarsi bene dal commettere simili “furbate”. Come diffuso in rete dal quotidiano giuridico dirittoegiustizia.it, un automobilista comunitario, stabilmente residente in Italia, ha visto il suo ricorso respinto per una sanzione inflittagli dai Carabinieri per mancata reimmatricolazione di un’auto rumena intestata alla madre (priva di patente di guida). In passato era stato pizzicato per tre volante a bordo del mezzo, nell’arco di dieci anni.

Targa italiana: imposto il fermo amministrativo

Il conducente aveva evidenziato che il veicolo, nel gennaio dello scorso anno, era stato sottoposto alla revisione in Romania. Nel caso specifico, sulla macchina, una Volkswagen Passat, è elevato il fermo amministrativo per incauto affidamento da parte del proprietario. Alla verifica su strada, il guidatore aveva mostrato una patente rumena, riconosciuta come falsa dall’Arma. L’uomo non disponeva in sostanza della necessaria licenza e questo, con sentenza numero 265 del 20 dicembre 2017, ha fatto scattare un ulteriore provvedimento.

Targa italiana: obbligatoria dopo un anno

Al comma 1, l’articolo 132 del Codice della strada disciplina che “gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero (…) sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine”. Le targhe dei devono essere chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione. Per le violazioni norma sono previste sanzioni da 84 a 335 euro.

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