Ricorso bollo prescritto: come verificare la propria situazione e tutelarsi al meglio

È importante prestare sempre attenzione alla data di scadenza per capire se l'importo è ancora dovuto

ricorso bollo prescritto

Periodicamente arrivano voci su un possibile annullamento del bollo auto, l’imposta versata alle regioni per il possesso della propria vettura. Questo finora non è però mai accaduto e così l’importo finisce per essere dovuto indipendentemente dall’utilizzo del mezzo. In alcuni casi scatta comunque la prescrizione: se viene avanzata una richiesta di pagamento si può fare ricorso.

Ricorso bollo prescritto: quando non è più necessario pagare

Chi omette di pagare il bollo auto va ovviamente incontro a importanti conseguenze. Gli accertamenti per il mancato saldo vengono comunque effettuati entro la fine del terzo anno dalla scadenza. Una volta scaduto questo periodo, la tassa può considerarsi prescritta.

Se questo accade ma l’utente riceve comunque richiesta di pagamento, è possibile presentare ricorso.

Vediamo meglio come deve essere calcolata la prescrizione. Ad esempio, se il pagamento del bollo è scaduto il 20 maggio 2012, dopo il 31 dicembre 2015 qualsiasi agente deputato alla riscossione perde il diritto a richiedere la tassa all’intestatario del veicolo. È però fondamentale che non ci siano stati in questo lasso di tempo atti interruttivi come solleciti di pagamento o avvisi bonari. Se questo dovesse essere accaduto, il calcolo dei 3 anni riparte dalla data di ricezione di questi ultimi.

Ricorso bollo prescritto: come contestare la richiesta di pagamento

Ritenete di non dover versare l’importo richiesto per il bollo auto? È possibile presentare ricorso nel caso in cui si dovesse ricevere richiesta di pagamento. La propria istanza deve essere rivolta alla Commissione Tributaria, ma è fondamentale effettuarla entro i termini di impugnazione della pretesa di pagamento.

In alternativa, è possibile presentare in via preventiva la richiesta di esercizio dell’autotutela. Questa consente di ottenere l’annullamento della richiesta di pagamento o lo sgravio della cartella.

È possibile comunque presentare la domanda in autotutela anche nel caso in cui i termini per impugnare l’accertamento emesso dalle Entrate siano scaduti. In questa circostanza, è previsto l’obbligo, nei confronti dell’Agenzia, di annullare il provvedimento. Questo tipo di procedura può però anche non andare a buon fine. Spetta infatti all’ufficio competente decidere se accettare la richiesta in autotutela.

Ricorso bollo prescritto: cosa fare se non si può presentare ricorso

Chi non può far valere i termini di prescrizione o ha già ricevuto un avviso bonario da parte della Regione di residenza può comunque ricorrere al ravvedimento operoso. Si tratta di una norma che consente di pagare una tassa dopo la scadenza, ma usufruendo di condizioni agevolate.

In questo caso, però, il prezzo pattuito lieviterà in base agli interessi (giornalieri o semestrali), che potranno aumentare con il passare del tempo. Questi sono gli aumenti a cui si può andare incontro:

  • chi paga entro i 30 giorni dalla scadenzava incontro a una sanzione del 2,5% sull’importo del tributo + 3% su base giornaliera;
  • per chi dovesse saldare l’importo dopo i 30 giorni ma entro 12 mesi dalla scadenza la sanzione è pari al 3% sull’importo del tributo + 3% su base giornaliera;
  • quando si superano i dodici mesi dalla scadenza la sanzione è pari al 30% del valore del tributo + 2,5% semestrale calcolato sull’importo totale.

 

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