Parcheggi stretti: scatta il reato di violenza privata

E' quanto sancisce la Cassazione con sentenza 53978/2017.

Parcheggi stretti

Infilarsi in parcheggi stretti, “appiccicati” ad altri veicoli. Una pessima quanto radicata abitudine. Un abuso per la quale si configurano gli estremi della violenza privata.

Parcheggi stretti: ledono la libertà

Alla Corte di Cassazione è arrivato un diverbio tra due automobilisti. Uno di loro, già condannato in Appello, collocava la vettura troppo vicina allo sportello lato guida dell’altro, costretto a scendere dal lato passeggero. Verdetto confermato dall’ultimo grado di giudizio. Con sentenza 53978/2017 sancisce come “il requisito di violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso dalla libertà di determinazione e di azione”. Insomma, un’auto parcheggiata appositamente male può diventare uno strumento di offesa.

Parcheggi stretti: la sentenza della Cassazione

“Non vi è dubbio che, secondo la ricostruzione della sentenza impugnata, il ricorrente, posizionandosi con la propria autovettura a pochi centimetri dello sportello lato autista della persona offesa, la quale, per la presenza di autovetture parcheggiate avanti e dietro, non poteva in alcun modo spostarsi, ha costretto la stessa parte offesa a scendere dal proprio mezzo per affrontarlo in una discussione (allo scopo di ottenere lo spostamento del mezzo) – concludono gli Ermellini -.[…] avendo con tale condotta il ricorrente pesantemente condizionato la libertà di autodeterminazione e movimento della persona offesa”.

Parcheggi stretti: precedenti storici

Sulla materia la Corte di Cassazione, Sezione V, si era già espressa nella sentenza 8425/2013 “Integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che parcheggi la propria autovettura dinanzi ad un fabbricato in modo tale da bloccare il passaggio impedendo l’accesso alla parte lesa, considerato che, ai fini della configurabilità del reato in questione, il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione”. Altra sentenza attinente la n. 17794/2017, che asserisce: “Integra il reato di violenza privata occupare con la propria auto il posto auto riservato dal Comune ad una persona affetta da gravi patologie, impedendole di utilizzare detto posto fino alla rimozione dell’auto”. Pertanto è il giudice di rinvio a dover precisare quali fatti rientrano nella violenza privata.

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