Contrassegno disabili non esposto, come fare ricorso contro la multa

L'articolo 188 del Codice della strada stabilisce una sanzione che va da 168 a 672 euro per uso improprio del contrassegno per disabili

pass disabili

Può capitare anche per dimenticanza o distrazione che gli intestatari di un contrassegno disabili si dimentichino di esporlo sul parabrezza mentre accedono a zone a traffico limitato o percorrono corsie riservate ai mezzi pubblici. Chi è in possesso del pass invalidi, rilasciato dal Comune di residenza a individui con problemi di salute che comportano difficoltà di movimento autonomo, ha il diritto di transitare in queste zone. Ma è anche obbligatorio esporre il tagliando in modo visibile sul cruscotto, affinché possa essere facilmente individuato dagli agenti di polizia o dai sistemi elettronici di controllo installati ai varchi di accesso.

In caso di mancata esposizione del contrassegno, l’automobilista può contestare la multa a determinate condizioni. Ad esempio se il possessore ha regolarmente ottenuto il contrassegno ma non lo ha portato con sé per motivi non imputabili alla sua volontà. La maggior parte delle multe è emessa da Comuni diversi da quello di residenza del disabile, poiché i dati del contrassegno sono registrati solo nel sistema informatico del Comune emittente, senza un sistema di interscambio dati con gli altri Comuni italiani.

Contrassegno disabili non esposto, cosa fare

Secondo il principio generale, l’esercizio del diritto concesso ai disabili richiede la corretta esposizione del contrassegno. In caso di sanzione, è consigliabile presentare un ricorso al giudice di pace o al prefetto, fornendo la documentazione comprovante la regolare ricezione della sanzione. In realtà la questione è più complessa.

La Corte di Cassazione ha dichiarato nulli i verbali di contestazione relativi al transito in zone a traffico limitato e corsie preferenziali, quando avvenuti in Comuni diversi da quello che ha rilasciato il contrassegno per persone con disabilità.

La Corte Suprema ha confermato che il contrassegno per disabili consente la circolazione in tutte le Ztl d’Italia, senza limitazioni imposte dai Comuni di rilascio o di transito. Il titolare del contrassegno disabili non è tenuto a comunicare preventivamente il suo transito in strade di un Comune diverso da quello che ha rilasciato il contrassegno, al fine di evitare una restrizione inaccettabile della sua libertà di movimento.

Dopodiché i giudici della Cassazione hanno annullato le multe per mancata esposizione del contrassegno disabili, sottolineando che quando il controllo automatico non è in grado di rilevare il pass sul cruscotto, il Comune deve adottare modalità di verifica appropriate che garantiscano una collaborazione leale con l’utente della strada. Ciò potrebbe includere il contatto preventivo con il proprietario del veicolo identificato dal sistema automatico.

La problematica è superata con l’introduzione del nuovo contrassegno unico per disabili europeo (Cude). Questo nuovo sistema prevede l’istituzione di una piattaforma informatica nazionale unificata, nella quale saranno registrati tutti i titolari di contrassegni per disabili, consentendo loro di circolare nelle Ztl e nelle corsie riservate in qualsiasi città d’Italia senza la necessità di comunicare ogni singolo transito.

Attenzione all’uso improprio del contrassegno disabili

L’articolo 188 del Codice della Strada stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 168 a 672 euro per uso improprio del contrassegno per disabili. Significa utilizzarlo senza le condizioni legittimanti ovvero senza la presenza del disabile a bordo del veicolo durante la circolazione. La presenza del disabile è un requisito fondamentale e indispensabile per giustificare il transito e la sosta nelle zone riservate. La mancanza di questo requisito comporta l’applicazione inesorabile di questa elevata sanzione.

D’altra parte, se il disabile è munito di contrassegno, ma viene utilizzato senza rispettare le condizioni e i limiti indicati nell’autorizzazione prescritta, la sanzione è inferiore, variando da 87 a 344 euro. Questa sanzione è applicabile a chi non espone il contrassegno sul cruscotto, sul parabrezza o su un’altra parte visibile del veicolo utilizzato per il trasporto del disabile munito di contrassegno. Poiché la multa viene emessa all’intestatario del veicolo, dimostrare che al momento dell’infrazione il disabile si trovava a bordo e quindi era legittimato a transitare nelle zone a traffico limitato o nelle corsie preferenziali potrebbe risultare difficile, ma non impossibile, nel caso in cui l’accompagnatore sia il conducente del veicolo.

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