Bollo auto europeo, come sarà e quanto. E come pagare meno attualmente

Il pagamento di questa imposta avviene su base regionale

La Commissione Trasporti del Parlamento europeo sta lavorando a una proposta rivoluzionaria sul bollo auto: farlo pagare in base all’utilizzo effettivo della vettura. Si tratta di un’ipotesi di lavoro che avrebbe immediate e rilevanti ripercussioni sulla concezione di una imposta che, a dirla tutta, non è altro che una tassa sul possesso. Se in Italia è sempre fallita la riforma del bollo auto, ci sta adesso pensando l’Europa a un cambio di marcia.

Per intenderci, dalle nostre parti l’importo del bollo auto è calcolato tenendo conto della cilindrata del veicolo e della classe ambientale. Tuttavia la classificazione non tiene conto delle più recenti evoluzioni dei motori ed è rimasta ancora a un modello quasi superato.

Bollo auto europeo 2020, come verrebbe pagato

Il percorso immaginato dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo è graduale, quasi nel tentativo di avviare un periodo di sperimentazione prima dell’applicazione generalizzata. Ecco dunque che la novità del bollo auto europeo potrebbe trovare inizialmente spazio solo sui mezzi pesanti come i veicoli oltre le 2,4 tonnellate di peso, e solo in seguito a tutti i mezzi immatricolati negli Stati dell’Unione europea, comprese le auto.

Il pagamento di questa imposta avverrebbe su base regionale: significa che l’importo è variabile e che proprio in base alla residenza possono esserci possibilità di risparmio. Anche se il tentativo dell’Unione europea è di uniformare regole e trattamento, resterebbe comunque in capo agli Stati un certo margine di discrezionalità.

Come pagare meno bollo auto

La stessa discrezionalità verrebbe mantenuta anche per stabilire chi dovrebbe pagare meno il bollo auto. A oggi ci sono ifatti alcuni casi in cui è prevista l’esenzione totale o parziale del pagamento del bollo auto. Sono infatti previste esenzioni auto per disabili, invalidi e portatori di handicap, per le auto ibride e le auto elettriche, oltre a riduzioni per auto alimentate esclusivamente a gpl e metano. Ed essendo una imposta gestita a livello locale, sono le singole Regioni a stabilire tutti i dettagli che possono non essere coincidenti su tutto il territorio nazionale.

E proprio in questo quadro si inserisce l’importante sentenza della Corte Costituzionale che ha assegnato (o meglio, ha ribadito), la libertà delle Regioni a introdurre esenzioni fiscali. Più precisante, chiamata ad affrontare la questione relativa a norme regionali sul bollo auto, i giudici costituzionali (relatore Luca Antonini), hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni solo di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

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