Lotus Cortina: la berlina angloamericana che dominò nel rally

Ford e Lotus sottoscrissero un fortunatissimo patto

Lotus Cortina

Nei primi anni ’60, il fondatore della Lotus, Colin Chapman, voleva costruire i propri motori, ma partire da zero era costoso. Quindi, i suoi ingegneri utilizzarono un quattro cilindri da 1,5 litri di Ford come base. Secondo Hemmings, questa unità erogava solo 64 Cv nella Cortina 1500, una familiare prodotta da Ford of Britain, in qualche modo analoga alla Falcon vista sulle strade americane. Sulla Lotus Cortina si trasformò in un mostro.

Lotus Cortina: picco di potenza

Un leggero aumento di cilindrata, testata bialbero e caricatori doppio corpo Weber sono la ricetta del successo: oltre 100 i cavalli sviluppati. Walter Hayes, a capo del PR di Ford of Britian, convinse i suoi superiori che l’azienda avrebbe dovuto partecipare a delle gare da rally, e una Lotus Cortina dava “discrete” garanzie. Ottenuto via libera, Lotus ricevette l’incarico di equipaggiare 1000 esemplari con motori bialbero e altre modifiche al telaio, tutti in linea con la concorrenza del Gruppo 2. La Ford Lotus Cortina che ne scaturì passò alla storia come uno dei modelli più dominanti nel suo campo: guidata da leggendari piloti come Jim Clark e Jackie Stewart conquistò successi in serie.

Un’aria familiare

Affiora più di qualche analogia rispetto a una vettura “racing” molto più conosciuta, lanciata due decenni dopo: la BMW M3 con telaio E30. Come la Lotus Cortina, la M3 nacque come una berlina familiare di base e, con l’aiuto degli ingegneri, divenne un animale da pista. Negli anni ’80, la M3 originale dominava nella categoria turismo, esattamente come la Lotus Cortina in passato. Se non l’avete ancora fatto, vi suggeriamo di gustarvi lo speciale realizzato da Jay Leno’s Garage. La Cortina qui ritratta è un raro esempio di guida a sinistra nel mercato statunitense del 1966. Amorevolmente restaurata dal valente meccanico Jim Hall, è tornata alle sue specifiche originali.

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