Holo: da un italiano il primo triangolo d’emergenza virtuale

Fabio Lettieri brevetta una preziosa tecnologia per la sicurezza stradale.

Holo

America, la terra delle opportunità. Una storia ispirante è quella di Fabio Lettieri, inventore italiano che ha trovato fortuna oltreoceano. Porta la sua firma Holo, primo triangolo stradale olografico al mondo.

Holo: non serve scendere dal veicolo

Ogni anno oltre 7.000 automobilisti vengono investiti nel tentativo di posizionare il triangolo mobile di segnalazione su strade poco illuminate. Ideale soprattutto per i motociclisti, Holo può essere fissato con semplicità sul retro di ogni mezzo. Proietta a terra un triangolo visibile dai 30 ai 50 metri di distanza, attirando l’attenzione dei veicoli in arrivo grazie alla sua luce intermittente. Inoltre, ha un’autonomia di oltre 5 ore, è compatto (poco più di 5 cm) ed è impermeabile.

Holo: risposta positiva dal crowfunding

Fabio Lettieri, 43enne napoletano, collabora dal 2015 con diverse università allo sviluppo di tecnologie legate alla sicurezza atte a migliorare la vita quotidiana delle persone e facilmente fruibili da tutti. Holo è già stato prototipato, brevettato e presentato al Ministero dei Trasporti come tool da inserire nel kit sicurezza per automobilisti e motociclisti. Sbarcato sulla piattaforma di crowdfunding Ulule, per finanziare il primo test, ha già raccolto oltre la metà dei pre-ordini sui 250 fissati come obiettivo minimo.

Holo: adatto a diversi tipi di clientela

Si rivela ideale soprattutto per chi viaggia in moto, poiché consente di avere sempre con sé il triangolo da posizionare in caso di emergenza. Il dispositivo è anche un formidabile aiuto per persone con disabilità motorie che saranno in grado di posizionare Holo sul tettuccio della macchina, senza dover scendere dall’auto. “Oggi con il cellulare è possibile accendere termosifoni di una casa in montagna a 300 km di distanza, eppure per posizionare un triangolo stradale di notte bisogna rischiare la vita. Non esiste tra l’altro un pacchetto di sicurezza per ciclomotori, almeno fino ad oggi”, ha spiegato Fabio Lettieri.

 

 

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