Il gruppo Autostrade per l’Italia ha inaugurato il suo primo impianto fotovoltaico nel sito di Calenzano, in provincia di Firenze. Si tratta di un’iniziativa promossa e realizzata da Elgea, la nuova società interna al gruppo, creata nel 2022 per sviluppare soluzioni energetiche sostenibili. L’impianto è stato installato sul tetto del Centro Elaborazione Dati di Calenzano, un hub per la gestione del traffico autostradale, ed è composto da oltre 1.300 pannelli fotovoltaici distribuiti su una superficie complessiva di 3.500 metri quadrati. Con una potenza installata di circa 700 kilowatt-picco, l’infrastruttura è in grado di generare ogni anno circa 900 megawattora di energia elettrica, pari al fabbisogno energetico annuo di oltre 300 famiglie italiane. Il progetto ha comportato anche un rifacimento complessivo di oltre 6.700 metri quadrati di copertura.
L’iniziativa è parte integrante di un piano più ampio che vede Autostrade per l’Italia impegnata in un percorso di decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal. L’impianto, finanziato anche grazie agli incentivi ventennali del Gestore dei Servizi Energetici, prevede una durata operativa di 25 anni e consentirà di risparmiare, nel corso della sua vita utile, oltre 8.000 tonnellate di anidride carbonica.
Tecnologia integrata e innovazione infrastrutturale
Oltre al sito di Calenzano, Autostrade per l’Italia ha voluto sperimentare anche un approccio totalmente inedito all’integrazione tra infrastruttura autostradale e produzione di energia rinnovabile. Nei pressi dello svincolo di Valmontone, sull’A1 Milano-Napoli, è stato infatti installato un impianto fotovoltaico integrato direttamente nelle barriere fonoassorbenti lungo il tracciato autostradale. Si tratta di uno dei primi esempi in Europa di una tecnologia capace di svolgere simultaneamente due funzioni: la schermatura acustica e la produzione elettrica. In questo caso, l’impianto ha una capacità produttiva di circa 80 megawattora all’anno, una quantità sufficiente per alimentare l’intero fabbisogno del casello autostradale di Valmontone e per garantire una riduzione delle emissioni climalteranti pari a circa 600 tonnellate di CO2 nell’arco di vita dell’infrastruttura.
La particolarità del progetto non risiede soltanto nella soluzione ingegneristica adottata, ma anche nella visione che lo accompagna: trasformare ogni segmento del network autostradale, anche quelli apparentemente passivi come le barriere antirumore, in fonti attive di produzione energetica. L’integrazione avviene attraverso moduli fotovoltaici progettati per adattarsi all’inclinazione delle barriere, senza alterarne la funzione acustica e garantendo contemporaneamente efficienza, durabilità e resistenza agli agenti atmosferici. La sperimentazione condotta a Valmontone è destinata a essere replicata su scala più ampia lungo tutto il tracciato autostradale nazionale, in particolare nei punti in cui la produzione energetica possa contribuire all’autonomia elettrica dei servizi autostradali, come illuminazione, segnaletica e dispositivi di monitoraggio ambientale.
Elgea, l’anima energetica del futuro autostradale italiano
Alla base di questo piano c’è Elgea, la società del gruppo ASPI incaricata di sviluppare, progettare e gestire impianti da fonti rinnovabili. La missione dichiarata è chiara: entro i prossimi anni si punta a installare fino a 300 megawatt di potenza fotovoltaica, sfruttando non solo i tetti e i centri operativi, ma anche le aree marginali, le aree di servizio, i parcheggi e le zone di rispetto lungo l’infrastruttura. Elgea ha già mappato circa 2.000 chilometri di superficie potenzialmente convertibile e mira a soddisfare in autoconsumo il fabbisogno energetico dell’ecosistema ASPI. In questa direzione, il piano industriale prevede anche l’introduzione di impianti eolici laddove le condizioni lo consentano, oltre alla sperimentazione di batterie per l’accumulo e stazioni di ricarica per veicoli elettrici alimentate da fonti rinnovabili.
L’obiettivo finale non è solo di generare energia pulita, ma anche di ridurre le emissioni della rete autostradale, con una stima annua di 156.000 tonnellate di CO2 in meno a regime. Autostrade per l’Italia, grazie a Elgea, intende così diventare un player attivo della transizione ecologica, dimostrando che anche un settore tradizionalmente energivoro come quello delle grandi infrastrutture può diventare parte della soluzione al cambiamento climatico. I progetti in cantiere comprendono inoltre un’integrazione crescente con le smart grid, la possibilità di scambio energetico locale e la creazione di una rete distribuita capace di dialogare con il territorio e con le comunità locali.






