Il fenomeno delle microcar non è più una curiosità da osservare tra le strade dei centri storici, ma un trend che modifica le abitudini di mobilità di giovani e adulti. I quadricicli leggeri e pesanti, classificati come veicoli di categoria L6e ed L7e, stanno conquistando quote di mercato perché offrono risposte a problemi quotidiani come parcheggi limitati, costi elevati dei carburanti e restrizioni alla circolazione.
L’Italia è tra i Paesi europei dove l’espansione è più marcata: nel 2024 le immatricolazioni hanno superato le ventimila unità, con un incremento di quasi il 26% rispetto all’anno precedente, e nel primo semestre del 2025 i numeri confermano un consolidamento del fenomeno, trainato dai modelli 100% elettrici incentivati dagli Ecobonus.
Normativa, patenti e restrizioni di circolazione
Il primo elemento che spiega il successo delle microcar è la possibilità di guidarle a partire dai 14 anni con la patente AM, valida per i quadricicli leggeri che non superano i 45 km/h. A 16 anni con la B1 diventa possibile l’accesso ai quadricicli pesanti, capaci di viaggiare fino a 90 km/h, mentre chi possiede la patente B può condurre entrambi i tipi senza limitazioni. Questa soglia di accesso anticipata rispetto alle auto tradizionali apre un mercato giovanile molto ampio.
Le microcar sono pensate per l’uso urbano ed extraurbano ordinario, ma non possono in alcun caso accedere in autostrada o su strade extraurbane principali, perché il Codice della Strada le assimila a veicoli che non garantiscono standard di sicurezza e velocità adeguati. Sono perfette per i tragitti quotidiani cittadini o per spostamenti brevi, ma inadatte a percorsi veloci o lunghi.
A differenza degli scooter, le microcar proteggono da intemperie e urti grazie a una scocca chiusa, ma non vanno interpretate come equivalenti a un’automobile. I crash test Euro NCAP dedicati ai quadricicli hanno mostrato criticità importanti, con livelli di protezione inferiori a quelli di un’auto omologata M1.
Prezzi, incentivi e costi d’uso
I prezzi delle microcar sono oscillanti: le versioni più accessibili come Citroën Ami e Fiat Topolino partono da poco meno di 8.000 euro e restano sotto i 10.000 euro, appetibili a un pubblico giovane. Salendo di livello si incontrano modelli come la XEV YOYO o la Silence S04, che raggiungono cifre comprese tra i 15.000 e i 17.000 euro a seconda delle batterie e delle configurazioni. Le storiche case specializzate come Ligier/Microcar, Aixam o Casalini si collocano nella fascia superiore, con listini che possono arrivare a 19.000 euro, giustificati da finiture più curate e dotazioni più ricche.
Il 2025 ha portato nuova linfa al comparto grazie al ritorno degli incentivi Ecobonus per i veicoli di categoria L: chi acquista un quadriciclo elettrico può beneficiare di uno sconto fino al 30% del prezzo, che sale al 40% in caso di rottamazione di un vecchio veicolo. In termini pratici, un modello come Ami o Topolino può scendere a circa 6.000 euro, rendendo l’acquisto più accessibile.
Il costo di ricarica per una microcar elettrica è ridotto: con pacchi batteria da 5 a 10 kWh, il pieno costa in media meno di due euro e garantisce percorrenze tra 70 e 150 chilometri, valori più che sufficienti per l’uso quotidiano. Le polizze assicurative hanno premi inferiori rispetto alle auto ma variabili in base all’età del conducente, con un intervallo medio tra 200 e 400 euro annui. Per il bollo, in molte regioni le versioni elettriche godono di esenzioni fino a cinque anni, mentre la revisione segue la cadenza delle auto: la prima dopo quattro anni, poi ogni due.
I modelli più diffusi e la nuova offerta elettrica
Citroën Ami è l’auto simbolo del fenomeno: piccola, economica, dal design simmetrico e con autonomia sufficiente per il tragitto casa-scuola o le commissioni urbane. Condivide meccanica e filosofia con Fiat Topolino, che ha rivestito la stessa formula con uno stile più giocoso e mediterraneo, puntando a trasformare la microcar in un oggetto di tendenza.
Salendo di categoria, XEV YOYO offre una velocità massima di 90 km/h, un’autonomia reale attorno ai 150 km e, soprattutto, la possibilità di sostituire i moduli batteria con il sistema di battery swapping, soluzione che riduce i tempi di rifornimento. Silence S04, distribuita anche attraverso la rete Nissan, si distingue per le batterie rimovibili su carrellino, un’idea pratica per chi non dispone di colonnine o garage.
I marchi che hanno fatto la storia delle microcar continuano a presidiare il mercato con modelli diesel ed elettrici. Ligier JS50, Aixam City e Casalini M20 propongono dotazioni più complete, interni rifiniti e comfort superiore. Sono scelte che guardano meno al prezzo e più alla qualità percepita.






