Prezzo benzina e gasolio, cosa prevede il decreto tra sconti e tetto massimo

Aperta una inchiesta sui rincari alle stazioni di servizio di benzina e gasolio in Italia

Il modello seguito per contenere il prezzo di benzina e gasolio è quello applicato in Francia e Germania. Verrà sussidiato il prezzo ai distributori riducendo di circa 15 centesimi il costo per litro.

In parallelo, per le bollette energetiche sarà resa possibile una ulteriore rateizzazione, allungando i termini dei pagamenti oltre le 10 previste dagli interventi precedenti e uno sconto, partendo dalle famiglie meno abbienti. Ci saranno nuovi aiuti a favore delle attività economiche colpite dal caro energia e dalla crisi di offerta delle materie prime.

Prezzo benzina e gasolio più basso, il piano del governo

Il governo lavora per abbassare i prezzi ai distributori, saliti fino a 2,323 euro al litro per la benzina e 2,333 euro al litro per il gasolio. Le risorse derivano dall’extragettito Iva generato dall’impennata del carburante.

Secondo le intenzioni del governo, il taglio dei prezzi dei carburanti sarà finanziato con il maggior gettito Iva generato negli ultimi mesi dall’aumento dei costi industriali dei carburanti. Per evitare nuovo deficit, gli altri provvedimenti saranno finanziati con una tassa sugli extra profitti delle aziende energetiche, i cui margini non sono stati toccati dagli aumenti.

Si tratta di una misura molto complessa, ma che ha già ottenuto il via libera dei 27 capi di governo europei. Il premier Mario Draghi e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani vorrebbero introdurre anche un tetto al prezzo di acquisto del gas importato dall’estero così da limitare le oscillazioni dei prezzi.

Il timore è che una simile misura, se imposta solo a livello nazionale, produrrebbe solo l’effetto di limitare l’offerta di gas all’Italia.

Al prossimo Consiglio di fine mese Draghi tenterà di vincere la resistenza di alcuni Paesi nordici e specie dell’Olanda, patria della Borsa del gas europeo. In questi giorni il dibattito attorno ai rincari energetici mescola senza troppe distinzioni fra petrolio e gas, ma si tratta di due vicende fra loro molto diverse.

Entrambi subiscono le oscillazioni sui mercati, ma per le aziende del settore del metano i margini sono gonfiati dai contratti a lungo termine e dall’enorme dipendenza di tutta Europa verso il gas russo.

Aperta una inchiesta sui rincari alle stazioni di servizio

Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine su tutti i rincari: di gas, elettricità e carburanti affidato alle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza. Non è la prima volta che accade, e si tratta di un procedimento contro ignoti, senza indagati né ipotesi di reato.

La ragione sostanziale degli aumenti è nella guerra, che alimenta la crisi di domanda e i profitti di chi compra e vende le materie prime: stando alle rilevazioni di Quotidiano energia il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2,333 euro al litro, superando quello della benzina, ora a 2,323. Per risparmiare qualche euro occorre rivolgersi ai distributori automatici.

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