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    Mercato dell’usato in frenata: passaggi di proprietà in calo del 3,1% e vendite dirette tra privati ancora più deboli

    valutazione usato auto

    Il comparto dei veicoli di seconda mano in Italia rappresenta una parte determinante della mobilità nazionale, sia in termini di volumi sia di impatto economico. Il 2026, tuttavia, si sta distinguendo per una nuova dinamica nei trasferimenti di proprietà rispetto agli anni precedenti. Dopo un 2025 contraddistinto da una crescita costante, il nuovo anno ha visto una fase di rallentamento nei trasferimenti, confermando una progressiva riorganizzazione della domanda e dell’offerta. Analizzando i dati elaborati da ACI (Automobile Club d’Italia) su base PRA, emerge una attenzione crescente verso le tendenze di acquisto e una maggiore cautela sia da parte degli operatori che dei privati. Questo scenario è influenzato dall’aumento dell’età media dei veicoli, dal cambiamento delle preferenze sulle motorizzazioni e da un mercato del nuovo caratterizzato da prezzi sostenuti e innovazione tecnologica solo parzialmente accessibile. L’andamento dei passaggi di proprietà e delle radiazioni fotografa un sistema in trasformazione, in cui la resilienza si misura nella capacità di leggere i segnali e adattarsi alle mutate esigenze degli automobilisti.

    Andamento annuale e mensile dei passaggi di proprietà: dati e trend più recenti

    La flessione dei passaggi di proprietà registrata nei primi sei mesi del 2026 si inserisce in una traiettoria di evoluzione del mercato in cui si osservano sfasature tra diversi comparti e regioni. I dati ufficiali PRA confermano che tra gennaio e giugno 2026 le autovetture hanno segnato un calo dello 0,1%, mentre i motocicli hanno fatto rilevare un aumento del 2,3% su base semestrale e il totale dei veicoli una crescita dello 0,4%. Il mese di giugno ha rappresentato una battuta d’arresto per i veicoli a quattro ruote, ma con una ripresa significativa rispetto ai mesi precedenti: a giugno i trasferimenti hanno registrato un incremento del 5,2% per le auto e del 5,4% per le moto rispetto allo stesso mese del 2025.

    Se si prende a riferimento il periodo compreso tra gennaio e aprile, il trend mostra ancora alcune ombre: a gennaio le pratiche relative ai passaggi di proprietà delle auto (al netto delle minivolture) sono diminuite del 6,8%, mentre ad aprile la flessione si è attestata all’1,5%. Anche i passaggi delle due ruote hanno subito variazioni pronunciate: -11,1% a gennaio, seguiti da un deciso recupero ad aprile (+10,3%) e una solida performance a giugno.

    Questa variabilità mensile riflette non solo l’effetto calendario (giornate lavorative diverse tra i mesi confrontati), ma anche la sensibilità del mercato a fattori esterni come le condizioni economiche generali, il costo dei finanziamenti e l’offerta di veicoli nuovi ed usati. Nel complesso, il settore ha mantenuto la sua dimensione dominante: ogni 100 nuove immatricolazioni di autovetture, nel primo semestre 2026, si sono registrate circa 175 transazioni di veicoli di seconda mano, con punte di 207 a dicembre 2025 e 184 a giugno 2026. Il permanere di un rapporto tanto elevato tra usato e nuovo segnala una forte attrattività della seconda mano rispetto al nuovo, favorita da dinamiche di prezzo più accessibili e una maggiore disponibilità di modelli.

    Infine, le differenze territoriali emergono con particolare evidenza: le regioni del Sud e delle Isole continuano a trainare la crescita dei passaggi di proprietà (+6,8% a giugno 2026), mentre la variazione più modesta si osserva nel Centro Italia. In generale, il quadro attuale mostra un mercato dell’usato che, pur segnando fisiologiche contrazioni, mantiene una notevole vitalità e capacità di adattamento.

    Analisi per tipologia di veicolo: auto vs moto vs altri veicoli

    La ripartizione dei passaggi di proprietà secondo le categorie di veicolo evidenzia alcune specificità rilevanti nel panorama italiano. Le autovetture rimangono il segmento dominante del mercato dell’usato, con una leggera flessione tendenziale dovuta soprattutto alla pressione esercitata dai prezzi elevati del nuovo e dalla crescente attenzione ai costi di gestione e manutenzione. Nel primo semestre 2026, le auto hanno rappresentato la maggior parte dei trasferimenti, registrando però un calo marginale (-0,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025.

    I motoveicoli, dopo una partenza difficile nei primi mesi dell’anno con un pesante calo a gennaio, hanno mostrato una ripresa sostenuta nel secondo trimestre. Aprile e giugno hanno visto un’espansione rispettivamente del 10,3% e 5,4% dei trasferimenti rispetto all’anno precedente. Questo dinamismo è legato all’aumento dell’interesse verso mezzi più agili e alla ricerca di soluzioni di micromobilità urbana.

    Per quanto riguarda gli altri veicoli – comprendendo veicoli commerciali, camper e mezzi speciali – si registra una tenuta complessiva, con una lieve crescita dello 0,4% nel semestre. Questa resilienza è spiegata dall’esigenza di rinnovo parziale delle flotte aziendali e dall’incremento delle attività legate alla logistica e ai trasporti leggeri.

    La tabella seguente sintetizza le variazioni dei passaggi di proprietà nel primo semestre 2026 rispetto al 2025:

    Categoria Variazione %
    Autovetture -0,1%
    Motoveicoli +2,3%
    Altri veicoli +0,4%

    I dati confermano che, pur con andamenti diversificati tra settori, la domanda di usato rimane elevata per tutte le tipologie, a dimostrazione della fiducia degli italiani verso le soluzioni della seconda mano.

    Radiazioni: flussi, tassi di sostituzione e influenze sul parco circolante

    I processi di radiazione dei veicoli rappresentano un indicatore imprescindibile dell’evoluzione della mobilità e delle politiche di rinnovo del parco circolante. Giugno 2026 ha segnato un deciso incremento delle cancellazioni dal PRA: per le autovetture, l’aumento rispetto a giugno 2025 ha raggiunto il 19,3% (105.045 pratiche), mentre su base semestrale la crescita si attesta al 7,2%. Questo balzo si lega soprattutto all’incremento delle demolizioni (+26,8% a giugno), a fronte di un’accresciuta attenzione per la sostituzione dei veicoli più obsoleti e all’interno di un quadro regolamentare che punta al rinnovo.

    Il tasso unitario di sostituzione registrato nel primo semestre 2026 è di 0,67 per le autovetture, cioè ogni 100 auto nuove immatricolate ne vengono radiate 67. Nel solo mese di giugno questa proporzione sale a 0,73, sostenuta dal boom delle demolizioni. Tale indice, però, segnala che il ritmo di rinnovo non è sufficiente a ridurre significativamente l’età media della flotta circolante, che resta tra le più alte d’Europa.

    Anche gli altri veicoli – in particolare motocicli e mezzi commerciali – mostrano una tendenza alla crescita delle radiazioni, con incrementi semestrali rispettivamente del 2,8% e del 6,1%. Le cause vanno ricercate sia nella progressiva obsolescenza sia nelle normative sempre più stringenti in materia di emissioni (Euro 4 ed Euro 5-6 sono le classi principali tra i veicoli radiati).

    • Nel Nord-Ovest, le radiazioni crescono del 14,2%
    • Nel Sud e Isole, la crescita raggiunge il 31,9%, segno di un rinnovato interesse per il ricambio dei mezzi più datati.

    I trend di radiazione influenzano direttamente la composizione del parco circolante, favorendo – anche se gradualmente – l’uscita di modelli più vecchi a favore di auto e moto più recenti e meno inquinanti.

    L’evoluzione delle alimentazioni nel mercato dell’usato: motorizzazioni tradizionali, ibride ed elettriche

    Una delle trasformazioni più evidenti del mercato di seconda mano riguarda la distribuzione delle diverse tipologie di alimentazione. Sebbene benzina e diesel rappresentino ancora la quota maggioritaria – oltre il 70% delle transazioni – cresce in modo costante la presenza di modelli elettrificati.

    • Ibride a benzina (HEV): a giugno 2026 rappresentano l’11,7% dei passaggi di proprietà, con una crescita annuale del 28,3%. Nei minipassaggi la quota raggiunge il 14,8%, segno di una sempre maggiore fiducia verso queste tecnologie anche tra i rivenditori.
    • Elettriche pure (BEV): la quota sale all’1,4%, ma il tasso di crescita su base annua è superiore al 37%, grazie a una maggiore disponibilità di usato recente e al calo dei prezzi rispetto ai primi esemplari apparsi sul mercato.
    • Anche le ibride diesel (ancora residuali) fanno segnare progressi a doppia cifra, segnalando un interesse anche verso soluzioni alternative in ottica di risparmio e compatibilità ambientale.

    Per quanto riguarda i carburanti tradizionali, si osserva una lieve flessione della quota delle auto diesel (dal 43,7% al 40,8% tra giugno 2025 e giugno 2026), mentre il benzina mantiene una presenza costante. I modelli a GPL rimangono stabili attorno al 7%, senza segnali di particolare crescita.

    La tabella sottostante riassume i dati principali sulle alimentazioni dell’usato nel primo semestre 2026:

    Alimentazione Quota (%)
    Benzina e Diesel ~72
    Ibride a benzina 11,7
    Elettriche 1,4
    GPL 7

    Gli indicatori suggeriscono che la progressiva ibridazione e la lenta diffusione delle elettriche stanno modificando le abitudini degli acquirenti, anche se le motorizzazioni più innovative rimangono appannaggio di una fascia ancora ristretta del pubblico, soprattutto per ragioni di prezzo e cultura d’uso.

    L’invecchiamento del parco circolante: impatto dell’età sulle transazioni dell’usato

    L’età media dei veicoli resta uno dei temi chiave per l’interpretazione delle dinamiche del mercato di seconda mano italiano. L’analisi delle pratiche di trasferimento evidenzia una tendenza consolidata: la quota di auto usate con oltre vent’anni di anzianità rappresenta una fetta crescente delle transazioni.

    Nel mese di giugno 2026 le vetture con età compresa tra 20 e 29 anni hanno raggiunto il 16,9% dei passaggi di proprietà (rispetto al 14,8% di un anno prima), mentre le auto di oltre 30 anni incidono per il 2,9%. Questo aumento è spiegato non solo dalla preferenza per i modelli storici e da collezione, ma anche da una certa persistenza di auto più datate nelle scelte di chi cerca soluzioni economiche o utilizza il veicolo come secondo mezzo.

    L’elevata età media complessiva del parco circolante – situata attorno ai 13 anni, rispetto ai 10 della media europea – incide in modo significativo non solo sui livelli di sicurezza e sulle emissioni, ma anche sulla fluidità dei ricambi e sulla portata delle transazioni tra privati. Proprio questa categoria si dimostra più debole e segmentata, in parte a causa di una maggiore attenzione ai costi di manutenzione dei veicoli più anziani.

    Il progressivo invecchiamento del parco suggerisce la necessità di politiche pubbliche che favoriscano il rinnovo, anche per rispondere agli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalle normative UE e incentivare una mobilità più sostenibile.

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