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    Come funziona la rottamazione auto, la guida

    Quando si decide di rottamare un’auto, il primo passo è rivolgersi a un centro di raccolta autorizzato oppure affidarsi al concessionario

    rottamazione auto

    La rottamazione di un’auto consente di dismettere definitivamente un veicolo fuori uso o troppo inquinante. Si tratta di un passaggio obbligato non solo per questioni ambientali e legali, ma anche per poter accedere ad eventuali incentivi statali, spesso legati all’acquisto di una nuova auto. Non tutti conoscono nel dettaglio i passaggi da compiere, i documenti da presentare o i costi da sostenere. Ecco quindi una guida chiara e approfondita per orientarsi tra normativa, prassi e opportunità.

    Demolizione e cancellazione al PRA: cosa succede al veicolo

    Quando si decide di rottamare un’auto, il primo passo è rivolgersi a un centro di raccolta autorizzato oppure, nel caso in cui si acquisti un nuovo veicolo, affidarsi al concessionario, che a sua volta provvederà a inoltrare la pratica. Una volta avviata la procedura, il veicolo viene demolito e cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico.

    La demolizione non è solo uno smaltimento fisico del mezzo, ma comporta la cessazione di tutte le responsabilità civili e fiscali connesse al veicolo. Infatti, con la rottamazione, il proprietario viene sollevato da ogni obbligo futuro, tra cui il pagamento del bollo auto o eventuali multe. A dimostrazione dell’avvenuta procedura, il centro autorizzato rilascia un certificato di rottamazione, un documento ufficiale da conservare con cura perché garantisce che l’auto sia stata distrutta secondo le regole.

    Documentazione, costi e tempi

    Per completare l’iter bisogna consegnare una serie di documenti obbligatori. Tra questi ci sono la carta di circolazione, il certificato di proprietà o il foglio complementare, le targhe anteriori e posteriori e una copia del documento d’identità del proprietario. In assenza di uno di questi elementi sarà necessario allegare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che giustifichi la mancanza, con eventuali verifiche aggiuntive.

    La rottamazione ha un costo amministrativo contenuto. La cancellazione dal PRA prevede il pagamento di un’imposta di bollo pari a 32 euro, a cui si aggiungono 13,50 euro di emolumenti ACI e, in alcuni casi, altri piccoli oneri come la visura PRA. Il totale si aggira attorno ai 90 euro, ma quando la rottamazione avviene contestualmente all’acquisto di un’auto nuova, questi importi vengono assorbiti dal concessionario e quindi non sostenuti dal cliente.

    I tempi sono brevi: una volta consegnato il veicolo e i documenti richiesti, la demolizione viene eseguita in pochi giorni, mentre la cancellazione dal PRA richiede al massimo 30 giorni.

    La rottamazione può essere un’opzione da diversi punti di vista. In primo luogo, consente di liberarsi in modo legale e sicuro di un veicolo che magari non è più in condizioni di circolare, senza costi imprevisti o problemi futuri. Ed è un passo concreto verso la mobilità sostenibile che contribuisce al rinnovamento del parco auto circolante, ancora oggi troppo vecchio e inquinante in Italia.

    Non va trascurato il fatto che l’operazione deve essere seguita con attenzione e responsabilità: da qui l’importanza di rivolgersi solo a centri autorizzati e conservare tutta la documentazione. In caso di dubbio, può essere utile rivolgersi all’Aci, alla Motorizzazione civile o a un concessionario di fiducia per avere indicazioni.

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