Con il modello RZ 550e F Sport, Lexus apre un capitolo particolarmente ambizioso: montare un sistema steer-by-wire di seconda generazione, adottare uno sterzo yoke e combinare queste innovazioni con un powertrain potenziato. Le informazioni ufficiali annunciano 300 kW (circa 408 CV DIN), accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi e velocità massima stimata in 180 km/h, caratteristiche che collocano questa versione come quella di vertice della gamma.
L’evoluzione del RZ si spinge oltre: la batteria cresce fino a 77 kWh lordi, e la ricarica guadagna nuove ottimizzazioni in termini di condizionamento termico. L’autonomia combinata prevista per la 550e è intorno a 450 km WLTP, anche se nelle condizioni reali il valore utile potrebbe scendere, specie con ruote grandi o nelle stagioni fredde.
Ma l’elemento che catalizza l’attenzione è il sistema steer-by-wire, marchio di audacia tecnologica che promette una guida più reattiva, precisa e modulata, specialmente abbinato a uno sterzo a yoke che riduce l’ingombro visivo e migliora libertà di movimento sulle ginocchia. Lexus lo denominava One Motion Grip per enfatizzare l’unicità del gesto di sterzata.
Steer-by-wire, yoke e formula virtuale
Nel passaggio da una cremagliera meccanica a un controllo digitale, il sistema steer-by-wire elimina la connessione fisica – la colonna – tra il volante e la scatola della sterzata. In vece del collegamento meccanico agisce una centralina che traduce input dell’utente in attuatori motorizzati, con algoritmi che modulano la risposta in funzione della velocità e del contesto. In questo schema, Lexus ha previsto un doppio attuatore e una ridondanza completa per garantire sicurezza, reattività e consistenza nel feedback.
Lo yoke, o volantino a manubrio senza corona superiore, accompagna naturalisticamente questa evoluzione: l’elemento offre visibilità libera per gli strumenti, migliore spazio per le gambe e una sensazione visiva più aerea. Il sistema sterzante prevede escursioni totali contenute, di circa 200 gradi da centro a fine corsa, in modo che la rotazione necessaria rimanga ridotta e gestibile fra le mani senza richiedere movimenti articolati tipo mano su mano.
L’aspetto più curioso è la modalità virtuale di cambi marcia, battezzata Interactive Manual Drive (o M Mode) che simula fino a otto rapporti selezionabili tramite paddle situati sullo yoke. In pratica, la spinta elettrica viene mappata come se fosse suddivisa in stadi, con sonorità digitali sincronizzate al cambio virtuale, indicatore rpm e comportamento dell’erogazione che cambia in funzione del rapporto selezionato. L’esperienza cerca di restituire una grinta analogica all’elettrico.
Non si tratta di involgarire il sistema: l’obiettivo è dare al guidatore un ritmo cognitivo riconoscibile, specie per chi viene dal mondo delle trasmissioni tradizionali. Il risultato sperato è un ibrido fra precisione digitale e piacere tattile.
Come si guida la 550e F Sport
La 550e adotta il sistema DIRECT4 con trazione integrale: motore anteriore e motore posteriore collaborano per modulare la coppia istantanea su ciascun asse, adattandosi al contesto e alla richiesta del guidatore. Le modifiche rispetto alle versioni precedenti riguardano più potenza, raffreddamento migliorato, e messa a punto software dedicata al modello F Sport.
Il telaio conserva la piattaforma e-TNGA, ma riceve rinforzi strutturali supplementari nei punti di collegamento della cinghia radiatore, nei sostegni posteriori e nei montanti laterali, al fine di ridurre di deformazioni e migliorare la risposta in curva. Allo stesso tempo, le sospensioni vengono riallineate: nuove tarature di molle, ammortizzatori e barre antirollio affinano il compromesso fra rigore e comfort, per dare alla F Sport un comportamento più teso, ma sempre controllabile.
In ingresso di curva lo yoke permette correzioni delicatissime, grazie al rapporto variabile e alla mancanza di attrito meccanico intermedio. In uscita, la modulazione della coppia permette di evitare comportamenti bruschi: l’erogazione è progressiva, calibrata per evitare instabilità, e il sistema sterzante anticipa le intenzioni del pilota per intervenire con microadattamenti continui. Il risultato è una sensazione di neutralità controllata, dove la vettura sembra anticipare il gesto, ma restituisce comunque il piacere della manovra. Recenti prove su strada indicano che rispetto ai modelli precedenti la 550e mostra guadagni tangibili in coerenza di traiettoria e prontezza del cambio di direzione.
Anche il get up da fermo beneficia del surplus di potenza: la 550e F Sport accelera con decisione, ma non in modo eccessivamente esasperato, restando gestibile nel traffico urbano. L’ergonomia della risposta e la linearità nella ripresa sono elementi centrali – la vettura non urla, ma reagisce con sollecitudine. A velocità di crociera l’assorbimento delle superfici irregolari mantiene il comfort Lexus, mentre la silenziosità, favorita da un adeguato trattamento acustico, crea un ambiente di guida rilassato anche alla soglia dei limiti.
Autonomia, ricarica e uso
La nuova batteria da 77 kWh (nettamente superiore rispetto alla versione iniziale) e la revisione dell’eAxle mirano a spingere l’efficienza generale. Lexus annuncia valori di autonomia fino a 450 km WLTP per la 550e, anche se l’uso reale in autostrada, con temperature estreme o ruote larghe, potrà scendere sensibilmente. Le componenti del sistema termico e il condizionamento della batteria sono state riviste per stabilizzare la curva di carica anche sotto stress.
La ricarica in corrente continua supporta valori elevati, sebbene Lexus dichiari che l’operazione 10-80% richieda circa 30 minuti, grazie anche alle funzioni di pre-conditioning della batteria che la mantengono alla temperatura ottimale prima della carica, riducendo perdite e rallentamenti. Allo stesso tempo, in corrente alternata l’onboard charger è stato aggiornato per offrire un valore più alto, in modo da facilitare le ricariche casalinghe o presso le colonnine slow.
In pratica, all’uso quotidiano la 550e F Sport non diverge da un buon EV premium: nei tragitti urbani l’autonomia può avvicinarsi al limite dichiarato, mentre nei viaggi di grande distanza diventa necessario pianificare le soste. La costanza di erogazione, la prontezza in ripresa e l’elasticità nei percorsi misti fanno sì che la percezione d’uso rimanga convincente. Anche se non brilla per range record, la coerenza e la prevedibilità contribuiscono a farla apparire realistica nelle aspettative.






