Auto a idrogeno, proposta di legge per favorire la diffusione in Italia

In Senato il testo di iniziativa popolare per lo sviluppo delle tecnologie pulite

Non è il futuro, ma è il presente a passare dalle auto a idrogeno perché i primi modelli sono già realtà. Tra le ragioni per lasciarsi sedurre da questa soluzione per la mobilità c’è un doppio evidente vantaggio. Da una parte quello per l’ambiente considerato l’azzeramento delle emissioni. Dall’altro quello per il portafogli, tenendo conto che bastano pochi euro per percorrere centinaia di chilometri. Non solo, ma per fare il carico di spinta – a differenza di quanto accade con i lunghi tempi di ricarica delle auto elettriche – sono sufficienti pochi minuti.

Insomma, la rotta delle auto a idrogeno è stata tracciata. Resta ora da capire come assicurare la spinta decisiva per accorciare i tempi e vedere le strade italiane popolarsi di queste vetture.

Per lo sviluppo delle tecnologie pulite

Su queste basi ha preso forma la proposta di legge popolare, promossa dalla Fondazione H2U The Hydrogen University e già presentata in Senato, per sostenere lo sviluppo delle tecnologie basate su idrogeno da fonti rinnovabili. Patrocinata dell’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, prevede un finanziamento di 100 milioni di euro per implementare il Piano nazionale idrogeno.

Il settore dei trasporti – fanno notare i promotori della proposta di legge a breve in discussione in Senato – contribuisce con il 30% ai consumi energetici e alle emissioni inquinanti, climalteranti e nocive. Da qui la volontà di puntare sui trasporti puliti per migliorare la qualità dell’aria e proteggere la salute. Il problema dell’inquinamento è avvertito soprattutto nei centri urbani, dove anche traffico e sosta rappresentano una criticità.

E se i veicoli con motore a combustione, alimentati a combustibili fossili (gasolio, benzina, Gpl e metano) sembrano destinati a cedere il passo a quelli con motori elettrici e privi di combustione, quest’ultimi possono essere alimentati via cavo o con batterie e fuel cell a idrogeno. E qui entra in gioco la proposta di legge, anche nella parte in cui prevede incentivi, prestiti e facilitazioni per la realizzazione di punti di ricarica elettrica da integrare con l’infrastruttura di ricarica nazionale.

Entro un paio d’anni le vetture nel mondo si decuplicheranno

Sarà forse perché non tutti sono così convinti che le auto elettriche rappresentino la soluzione ottimale in grado di mixare la riduzione dell’impatto ambientale, il contenimento delle spese e le prestazioni su strada, ma ecco che sono già allo studio possibili alternative. Siamo ancora lontani dalla possibilità di parlare di boom, ma la tendenza è chiara. Accanto alle auto alimentate elettricamente, iniziano ad affiancarsi quelle a idrogeno. I vantaggi sono di diverso tipo: sono amiche dell’ambiente e, dettaglio di primo piano, i costi per il proprietario sono in calo.

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