Fleet manager, quali competenze servono oggi per gestire una flotta aziendale

Alcune aziende stanno già implementando modelli organizzativi in cui le responsabilità di gestione della mobilità sono centralizzate

Fleet manager

L’evoluzione della gestione della mobilità aziendale si sta spostando sempre più verso un approccio integrato e collaborativo. Oggi i fleet manager non si limitano più a occuparsi solo dell’acquisto e della gestione dei veicoli aziendali; il loro ruolo si è espanso per includere aspetti cruciali come la sostenibilità, la pianificazione del budget e la conformità alle politiche aziendali. Fino a vent’anni fa la gestione dei parchi auto era principalmente incentrata sull’ottenere il miglior prezzo.

Ora, il ruolo del fleet manager si è evoluto per integrarsi con quello del mobility manager, evidenziando l’importanza di una gestione unitaria che supera la semplice manutenzione del parco veicoli per abbracciare una visione più ampia che include la mobilità sostenibile e l’efficienza operativa.

Il Fleet manager oggi

Le statistiche mostrano che questa tendenza è in crescita: nel 2022 solo il 40% delle aziende italiane aveva una figura dedicata alla mobility management, ma oggi tale percentuale è aumentata. Questo riflette una crescente consapevolezza delle aziende sull’importanza di una mobilità più sostenibile e tecnologicamente avanzata, che non solo migliora la sicurezza e riduce il traffico, ma contribuisce anche a un modello di business più responsabile e attento all’impatto ambientale.

La figura del fleet manager, storicamente più legata alla logistica, si fonde quindi sempre di più con quella del mobility manager, creando un sinergismo che porta benefici tangibili sia in termini operativi che strategici.

Nel contesto di queste evoluzioni, alcune aziende stanno già implementando modelli organizzativi in cui le responsabilità di gestione della mobilità sono centralizzate. Dal 2018 il ruolo del mobility manager è stato integrato nel dipartimento di procurement, precedentemente focalizzato solo sugli acquisti relativi alla flotta aziendale. Questa integrazione ha permesso di unificare la gestione operativa della flotta e dei servizi di viaggio, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando l’efficienza operativa complessiva.

Questa visione integrata è fondamentale per lo sviluppo di strategie di mobilità che mirano alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, promuovendo un uso più consapevole e strategico delle risorse aziendali nel lungo termine.

Come si diventa fleet manager o mobility manager?

Il ruolo del fleet manager e del mobility manager sta guadagnando terreno nell’ecosistema delle imprese italiane, complici le avanzate tecnologiche e, guardando al futuro, l’intelligenza artificiale. I fleet manager dovranno gestire un crescente volume di report e dati per mantenere flotte efficienti, con l’intelligenza artificiale che gioca un ruolo decisivo nella loro evoluzione.

La necessità di formazione continua emerge come un punto chiave per il successo in questo settore. Vari attori, sia istituzionali che privati, sono impegnati in questa direzione. Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga, sottolinea l’importanza dell’apprendimento pratico e dei corsi di formazione per i professionisti del settore. Aiaga dedica particolare attenzione alla formazione, offrendo crediti formativi attraverso master, corsi e seminari. Tra gli eventi di spicco figura la Fleet Manager Academy, che si tiene semestralmente a Milano e Bologna, offrendo una giornata di seminari intensivi.

L’Università di Bologna ha lanciato un master in Sustainable and Integrated Mobility in Urban Regions, mentre a Milano, Il Sole 24 Ore Formazione ha avviato un corso per Mobility Manager, focalizzato sulla sostenibilità e l’innovazione. Assolombarda Servizi proporrà a breve un nuovo corso per questa figura professionale, con partenza prevista per il prossimo ottobre.

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