L’anno 2026 segna un punto di svolta per la fiscalità connessa ai veicoli in uso promiscuo ai dipendenti. Dopo una fase di incertezza normativa e passaggi transitori, torna un criterio più semplice, basato sulle tabelle predisposte dall’ACI. Si pongono così le basi per una maggiore certezza operativa sia per imprese che per lavoratori. In questo scenario, il sistema forfettario risponde all’esigenza di una fiscalità più trasparente, premiando le aziende precise nella gestione delle dotazioni e chiarendo gli impatti fiscali anche in retrospettiva, con effetti diretti sulle buste paga e sulle politiche di rinnovo flotte.
Il nuovo regime fiscale per le auto aziendali: criteri, modalità di calcolo e trattamento retroattivo
La disciplina attuale si costruisce attorno a una semplificazione importante: per i veicoli concessi in uso promiscuo, vale una logica forfettaria applicata a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui, secondo quanto riportato nelle tabelle ACI aggiornate. Il valore così risultante rappresenta la base di calcolo fiscale per il dipendente.
- Percentuali di imponibilità:
- 10% per veicoli esclusivamente elettrici
- 20% per veicoli ibridi plug-in
- 50% per tutti gli altri veicoli, comprese alimentazioni tradizionali o ibride non plug-in
Restano escluse dal calcolo le somme eventualmente addebitate al dipendente, incluse quelle relative ad accessori o allestimenti. Questo metodo si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2026, eliminando i precedenti vincoli di stipula del contratto o nuova immatricolazione.
L’obiettivo legislativo è duplice: da un lato abbattere la complessità operativa; dall’altro, incentivare l’adozione di auto a basso impatto ambientale, attraverso coefficienti agevolati.
Il sistema forfettario rimpiazza definitivamente il precedente criterio del “valore normale” (art. 9 del TUIR), che aveva generato disomogeneità e difficoltà di gestione, soprattutto nelle situazioni di veicoli ordinati, immatricolati e consegnati in periodi diversi.
| Tipologia veicolo | Percentuale fringe benefit |
| Elettrico | 10% |
| Ibrido plug-in | 20% |
| Tradizionale / altri ibridi | 50% |
Nel nuovo assetto, emerge una maggiore uniformità nei controlli fiscali e una riduzione del contenzioso grazie all’individuazione di parametri chiari, già previsti dall’articolo 51, comma 4, lettera a) del Tuir nella sua nuova formulazione.
Regime transitorio e casi particolari: auto ordinate e assegnate tra il 2024 e il 2025
La normativa attuale prevede un complesso regime transitorio per gestire casi nati dall’incrocio tra nuove e vecchie regole. Rileva, innanzitutto, la data di assegnazione al dipendente:
- Veicoli concessi tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024: mantengono la tassazione calcolata sulle emissioni di CO2 (25%-60% della base ACI).
- Veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e assegnati fra gennaio e dicembre 2025: continuano a fruire del regime precedente.
Anche per le riassegnazioni di auto già in flotta a nuovi lavoratori viene mantenuta la vecchia disciplina, così da evitare penalizzazioni o modifiche retroattive che potrebbero comportare incertezze o aggravi fiscali inattesi. Restano però casi specifici in cui, se il contratto viene stipulato entro il 2024 ma la consegna all’utilizzatore avviene dopo il 30 giugno 2025, può rendersi applicabile il “valore normale”, generando disomogeneità di trattamento: la normativa, a seguito di chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 10/2025), fissa la rilevanza della consegna come punto di riferimento centrale.
Tale impostazione semplifica la gestione delle aziende, riducendo il rischio di contestazioni e permettendo una gestione più chiara nella determinazione dei valori imponibili per tutti i soggetti interessati.
Maggiorazione per anzianità dei veicoli e impatto sulla busta paga
Un nuovo elemento fiscale riguarda l’anzianità del veicolo aziendale: dal 31 dicembre del quinto anno successivo all’immatricolazione, si applica una maggiorazione del 50% al valore imponibile del fringe benefit. Questa disposizione coinvolge sia le autovetture in regime ordinario sia quelle soggette alle regole transitorie, applicandosi anche alle riassegnazioni. L’anzianità diventa quindi un parametro-chiave: per tutte le auto “anziane”, la base imponibile che determina la tassazione (e quindi l’IRPEF e i contributi previdenziali) cresce in modo significativo.
Ad esempio, per una vettura valutata 3.000 euro come fringe benefit, dopo il quinto anno la soglia sale a 4.500 euro. La logica legislativa consiste nell’incentivare il ricambio di parco auto, accelerando la diffusione di mezzi più moderni, sicuri e meno inquinanti.
- La maggiorazione coinvolge tutte le auto, anche se oggetto di riassegnazione a un altro dipendente
- Non prevede deroghe o esenzioni, rendendo il controllo uniforme e certo
L’effetto diretto è l’aumento delle trattenute sullo stipendio, mentre per le aziende si rafforzano gli incentivi alla pianificazione di rinnovo della flotta, evitando penalità eccessive derivanti dal mantenimento di vetture datate.
Accessori, allestimenti e maggiorazioni: il nuovo trattamento degli optional e il nodo wallbox
Le nuove regole prevedono una maggiorazione forfettaria del 5% per accessori e allestimenti non espressamente valorizzati nelle tabelle ACI, salvo che siano stati acquistati direttamente dal dipendente. Ciò si applica sia secondo il criterio forfettario che durante il regime transitorio, coprendo una larga fascia di casi pratici e semplificando notevolmente il calcolo fiscale rispetto alla precedente prassi analitica.
Rimane però un punto non ancora definito con precisione: la collocazione della wallbox domestica fornita dall’azienda per la ricarica delle vetture elettriche. Le interpretazioni in essere rendono la wallbox assimilabile agli optional ma, non essendo parte integrante del veicolo, restano attesi ulteriori chiarimenti circa la sua fiscalità.
- Accessori e allestimenti aggiuntivi = +5% fringe benefit (se non acquistati dal lavoratore)
- Wallbox: in attesa di circolari esplicative per la corretta classificazione fiscale
Tale impostazione gioca un ruolo centrale per la certezza del calcolo, riducendo il rischio di contenziosi e facilitando la pianificazione di politiche aziendali legate a benefit e mobilità sostenibile.
Conseguenze operative e strategie per aziende e lavoratori: rinnovo flotte, sostenibilità e best practice
Le nuove disposizioni introducono implicazioni pratiche sia per datori di lavoro che per collaboratori, richiedendo attenzione nella gestione delle flotte aziendali. L’adozione del sistema forfettario implica una serie di decisioni strategiche:
- Pianificazione del ciclo di vita del veicolo: analizzare con attenzione l’età media della flotta per evitare la maggiorazione post-cinque anni, ottimizzando tempi e modalità di sostituzione dei mezzi.
- Verifica dei contratti e delle car policy: garantire l’allineamento con i nuovi riferimenti normativi e tenere conto delle diverse tipologie di alimentazione per massimizzare il beneficio fiscale atteso.
- Gestione degli optional: monitorare le scelte relative ad accessori e allestimenti extra, preventivando il potenziale incremento sulla quota tassabile, compresa la valutazione della wallbox fino a nuovi chiarimenti.
- Sostenibilità ambientale: orientare la transizione verso modelli a basse emissioni grazie alle aliquote ridotte, potenziando al contempo le strategie di responsabilità sociale d’impresa.
- Valutazione dei fringe benefit complessivi: rivedere i pacchetti di welfare aziendale per rispettare le soglie di esenzione fiscale e valorizzare la sfumatura tra benefit e tassazione ordinaria.
Dalla prospettiva dei lavoratori, la conoscenza dettagliata della tipologia di veicolo, della sua anzianità e della presenza di accessori può tradursi in importanti differenze in termini di imponibile e trattenute. Per le aziende, invece, il criterio forfettario consente di pianificare meglio i costi, ridurre il rischio di contestazioni future e migliorare la sostenibilità economica ed ecologica delle proprie strategie di mobilità.
Un’attenta applicazione di queste novità può supportare il rinnovo delle flotte e facilitare la trasformazione green del parco auto nazionale, valorizzando la trasparenza e la certezza giuridica nella gestione dei rapporti di lavoro e degli adempimenti fiscali.





