Una svolta significativa interesserà i possessori e gli utilizzatori di monopattini elettrici nelle aree urbane italiane a partire dal 16 maggio. Le modifiche legislative, introdotte in risposta alla rapida crescita di questo mezzo di trasporto, puntano a garantire maggiore sicurezza sulle strade e a regolamentare in modo più rigoroso la micro-mobilità elettrica. Al centro delle nuove disposizioni vi sono la dotazione di un contrassegno identificativo – una sorta di targa plastificata – e l’obbligo di copertura assicurativa, due elementi che porteranno la circolazione dei monopattini sempre più vicina a quella di altre categorie di veicoli a motore.
L’adozione di questa disciplina, che rientra tra gli obiettivi indicati nella legge n.177/2024 e nei più recenti decreti ministeriali, riflette la necessità di contrastare comportamenti impropri e aumentare il controllo in caso di incidenti o violazioni al Codice della Strada. Le nuove regole coinvolgeranno sia i cittadini che utilizzano il mezzo per spostamenti privati, sia gli operatori di servizi in sharing. Le autorità hanno rilasciato chiarimenti dettagliati e un processo graduale per consentire a tutti di mettersi in regola, salvaguardando la sicurezza personale e collettiva senza alimentare eccessivi oneri burocratici.
Targhe obbligatorie: cosa prevedono le nuove disposizioni del MIT
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha dettato, attraverso decreto e comunicati ufficiali, i lineamenti della nuova disciplina sull’identificazione dei mezzi elettrici a due ruote. I monopattini dovranno essere equipaggiati con un apposito contrassegno identificativo personale, ideato per essere facilmente applicato sul mezzo e non trasferibile da un veicolo all’altro.
Questo contrassegno, pur avendo finalità simili a una targa, si distinguerà per semplicità e leggerezza, al fine di non introdurre inutili complicazioni tecniche e costi elevati. Le specifiche tecniche prevedono che il dispositivo venga fissato ben visibile, preferibilmente sul parafango posteriore o, in alternativa, sul piantone anteriore a un’altezza compresa tra 20 cm e 1,20 metri dal suolo.
Le combinazioni alfanumeriche sono generate secondo criteri precisi, garantendo la tracciabilità del singolo monopattino all’interno della piattaforma nazionale. Dal punto di vista operativo, oltre 200.000 contrassegni risultano già prodotti e distribuiti presso le sedi della Motorizzazione Civile, segno di una progressiva attuazione della nuova normativa.
Il MIT ha inoltre annunciato ulteriori modalità di prenotazione per rendere il servizio più accessibile e ridurre i tempi di attesa. Un chiarimento importante riguarda le tempistiche: chi ha già inoltrato la richiesta nei termini previsti sarà considerato in regola anche in caso di ritardi nella consegna materiale della targa.
Obbligo di assicurazione: tempistiche, eccezioni e chiarimenti ufficiali
Un aspetto centrale della riforma attiene all’introduzione della copertura assicurativa, che tuttavia è stata oggetto di una proroga temporanea: mentre il contrassegno identificativo diventerà obbligatorio dal 16 maggio, la copertura per responsabilità civile obbligatoria scatterà a partire dal 16 luglio. Questa tempistica differenziata nasce a seguito di segnalazioni da parte dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici e dal necessario adeguamento dei sistemi informatici tra Motorizzazione e assicurazioni.
Il quadro, armonizzato con la normativa europea, stabilisce che la polizza dovrà essere stipulata da tutti i possessori di monopattini, dai quattordici anni in su, con massimali minimi assimilabili a quelli previsti per le auto: 6,45 milioni di euro per danni alle persone e 1,3 milioni per danni materiali.
Non sono ammesse coperture familiari o generiche; occorrerà una polizza specifica collegata al codice identificativo del veicolo, verificabile in tempo reale dalle forze dell’ordine tramite la piattaforma ANIA. Le Faq ministeriali spiegano dettagliatamente che la responsabilità dei genitori o tutori si estende ai minori, chiarendo che la polizza deve essere sempre associata al singolo monopattino e non all’utilizzatore.
Come ottenere targa e assicurazione: procedure, costi e consigli utili
Per regolarizzare il proprio monopattino, è previsto un processo strutturato e intuitivo. L’istanza di assegnazione del contrassegno si presenta online attraverso il Portale dell’Automobilista, autenticandosi via SPID L2 o CIE. Successivamente è necessario:
- compilare il modulo telematico con tutti i dati richiesti;
- pagare i diritti e le imposte attraverso circuito PagoPA, per un costo totale che si aggira attorno ai 33 euro;
- ritirare fisicamente il contrassegno presso la Motorizzazione oppure presso studi convenzionati.
Il contrassegno ha carattere personale e non è trasferibile tra mezzi diversi. In caso di cessione, furto o dismissione, è d’obbligo la cancellazione dalla piattaforma nazionale. La richiesta della polizza può essere effettuata da tutti i proprietari – o, in caso di minori, dai genitori/tutori – facendo attenzione che la copertura sia specifica per veicoli elettrici e non una semplice estensione di quella familiare.
I costi delle polizze oscillano all’incirca tra 25 e 45 euro annui per la sola responsabilità civile, con possibilità di aumenti nel caso si scelgano garanzie accessorie (furto, infortuni, tutela legale). Il collegamento diretto tra polizza e codice del contrassegno garantisce la tracciabilità e la verifica immediata da parte delle forze di polizia.
Obblighi di circolazione, divieti e sanzioni: cosa rischia chi non si adegua
Le nuove regole impongono standard stringenti: chi circola senza contrassegno o senza assicurazione, una volta operativi i rispettivi obblighi, sarà soggetto a sanzioni economiche che variano da 100 fino a 400 euro. Ulteriori sanzioni, più elevate (200-800 euro), sono previste per chi non rispetta le dotazioni tecniche di sicurezza – come indicatori di direzione, doppio freno o luci funzionanti.
- La circolazione è consentita esclusivamente nei centri abitati, lungo carreggiate urbane (fino a 50 km/h), piste ciclabili, corsie ciclabili e aree pedonali dove il limite è 6 km/h;
- È vietato transitare su strade extraurbane, marciapiedi (salvo deroghe locali) e superare i 20 km/h su strada;
- Chi guida è obbligato a indossare il casco omologato, tenere entrambe le mani sul manubrio e non può trainare o essere trainato né trasportare passeggeri, animali o oggetti ingombranti.
Le forze dell’ordine dispongono di strumenti di verifica istantanea sia sul rispetto della normativa tecnica che sull’esistenza di una regolare copertura assicurativa. In caso di mancata conformità si rischia il sequestro amministrativo del mezzo, oltre a ulteriori sanzioni per guida imprudente, sosta irregolare o superamento dei limiti di velocità.
Criticità, dubbi e richieste di chiarimento: il quadro normativo in evoluzione
Nonostante l’auspicata chiarezza normativa, restano numerosi punti interrogativi sollevati sia dagli utenti privati che dagli operatori in condivisione. L’associazione del contrassegno al proprietario e non al veicolo, ad esempio, alimenta dubbi sull’efficacia dei controlli quando il monopattino è utilizzato da persone diverse. La proliferazione di richieste di spiegazioni presso il MIT e l’emanazione di FAQ dettagliate testimoniano la complessità applicativa delle nuove regole.
Un’altra area controversa riguarda l’esclusione dall’obbligo assicurativo per i dispositivi sotto i 25 km/h o 25 kg prevista in altri ordinamenti europei, mentre in Italia si è optato per un regime più stringente, generando discussioni sulla proporzionalità delle misure. Anche le coperture fornite dalle polizze familiari sono spesso ritenute insufficienti dalle autorità, imponendo un adeguamento specifico per ciascun mezzo.
L’integrazione dei servizi di sharing resta anch’essa sotto osservazione: i blocchi automatici fuori area e la responsabilità di controllo giocano un ruolo nella gestione quotidiana e pongono gli operatori dinanzi a ulteriori sfide tecnologiche e interpretative. Gli sviluppi normativi e le direttive attuative saranno dunque oggetto di costante monitoraggio, per garantire una regolamentazione efficace e tesa alla sicurezza collettiva.






