Il settore automobilistico italiano ha registrato un cambiamento significativo delle preferenze rispetto agli scorsi anni, con una marcata crescita dell’interesse verso le vetture a benzina. Secondo i dati pubblicati da Unem (Unione Energie per la mobilità), il consumo di questa alimentazione è salito nel 2025 fino a raggiungere nuovamente i nove milioni di tonnellate, tornando così ai livelli osservati nel 2011. Il contesto nazionale riflette oggi un panorama in cui la quota di mercato delle vetture a benzina è salita al 70% delle nuove immatricolazioni, segnando di fatto una decisa inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Il ritorno di fiducia da parte degli italiani nei motori a benzina si inserisce in uno scenario in cui gasolio e GPL segnano invece una leggera flessione, a conferma di una reale evoluzione delle scelte di mobilità della popolazione.
Il ruolo determinante dell’ibrido nella crescita delle vendite a benzina
La vera accelerazione per il segmento a benzina è riconducibile alla grande diffusione delle vetture ibride. Stando alle ultime analisi presentate da Unem, il mercato nazionale mostra una sempre maggiore apertura verso questo tipo di alimentazione, che rappresenta una sintesi perfetta tra prestazioni, rispetto ambientale e costi di gestione. In particolare, si osserva che SUV e crossover coprono oggi il 58% delle nuove immatricolazioni, grazie ad una continua evoluzione dei modelli proposti dalle case automobilistiche.
Le vetture ibride sono oggi considerate tra le soluzioni più richieste perché offrono:
- Flessibilità d’uso: possibilità di affrontare percorsi urbani ed extraurbani riducendo consumi e impatti ambientali;
- Consumi ridotti: tecnologia che consente significativi risparmi di carburante rispetto ai tradizionali motori endotermici;
- Livelli di emissioni inferiori: abbattimento delle emissioni nocive grazie all’integrazione tra motore termico ed elettrico.
Questa combinazione si traduce in una scelta percepita come più “graduale” verso la transizione sostenibile. “Le ibride rappresentano una vera e propria forma di transizione ‘graduale’ verso una mobilità più sostenibile, in cui anche i biocarburanti potranno giocare un ruolo importante”. Il crescente successo dell’ibrido contribuisce in modo significativo a mantenere la benzina nella parte alta delle preferenze degli italiani e valorizza la prospettiva di una mobilità integrata, adattabile alle sfide ambientali e normative che attendono il settore nei prossimi anni.
Confronto tra auto a benzina, diesel, gpl ed elettriche: dati e trend di mercato 2025-2026
Il quadro competitivo tra le diverse motorizzazioni evidenzia alcune dinamiche molto interessanti nel periodo 2025-2026. Secondo i dati Unem, mentre la richiesta di vetture alimentate a benzina cresce sensibilmente, si registra una lieve flessione dei consumi del gasolio (–1%) e del GPL (–0,4%). D’altra parte, le auto elettriche continuano a espandersi con un +58% di immatricolazioni nei primi undici mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, i numeri restano ancora inferiori rispetto al totale delle auto con motore endotermico, che continua a rappresentare anche la fetta maggioritaria del mercato dell’usato.
| Alimentazione | Quota Immatricolato | Tendenza 2025 |
| Benzina | 70% | +3,9% |
| Diesel | in calo | –1% |
| GPL | in calo | –0,4% |
| Elettrico | in forte crescita | +58% |
La propulsione a benzina si dimostra la soluzione più apprezzata dagli automobilisti italiani, grazie anche all’integrazione sempre più frequente con tecnologia ibrida. Per l’elettrico, pur con una marcia positiva e incentivi alle vendite, la distanza dal motore endotermico in termini di volumi resta comunque importante, specialmente nel comparto delle vetture usate.
L’impatto delle nuove accise e le previsioni sui prezzi dei carburanti nel 2026
Il coinvolgimento delle accise nella struttura dei prezzi dei carburanti è destinato a esercitare un’influenza concreta sulle scelte di consumo nel 2026. Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, il riallineamento delle accise, in vigore dal 1° gennaio, condurrà ad un aumento del prezzo del gasolio, rendendolo più oneroso rispetto alla benzina, con una differenza stimata di circa 3 centesimi di euro al litro a parità di prezzo industriale. Nel 2025, il prezzo medio della benzina si è attestato intorno a 1,733 euro/litro, segnando il valore minimo degli ultimi tre anni, un trend che però potrebbe invertirsi a seguito delle nuove normative fiscali.
La modifica delle accise produrrà effetti anche in termini di gettito erariale, con un previsto incremento di circa 2 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030. Le famiglie italiane si troveranno dunque a valutare con maggiore attenzione il rapporto tra costi e vantaggi delle diverse alimentazioni, in un contesto in cui la propulsione a benzina, specialmente se abbinata a quella ibrida, sembra mantenere un margine competitivo significativo rispetto alle alternative diesel e GPL.
Transizione sostenibile e futuro del mercato auto verso il 2035
Il percorso verso una mobilità sostenibile, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione previsti per il 2035 – che comprendono lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel – si presenta denso di sfide tecniche, normative e di mercato. Secondo le prospettive delineate da analisti e decisori politici, tra cui l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, la transizione deve essere flessibile e pragmatica, tenendo conto delle effettive evoluzioni tecnologiche e del contesto economico.
Le recenti normative privilegiano un approccio tecnologicamente neutrale e una valutazione costante degli sviluppi di mercato. In questo scenario, ibrido e biocarburanti emergono come strumenti chiave di transizione, consentendo al sistema automobilistico italiano di mantenere competitività, sostenibilità ambientale e accessibilità economica nel medio termine. Il ruolo delle fonti rinnovabili nella generazione di energia si avvia a diventare sempre più rilevante anche per il comparto mobilità, influenzando la struttura tariffaria e i modelli di consumo. Il futuro vede quindi la ricerca di un equilibrio tra le esigenze ambientali, la sostenibilità dei prezzi e la libertà di scelta dei consumatori, senza trascurare l’innovazione tecnologica e il rispetto delle norme europee su emissioni e consumi.






