Nuovo esame per la patente 2022: più rapido ma non più facile

Il nuovo programma per il conseguimento della patente si articola in 30 quiz in 20 minuti e solo 3 bonus errori

Più rapido ma non più facile. Chi pensava di cavarsela meglio con il nuovo esame per la patente non si faccia ingannare dalla presentazione. In realtà essere promossi potrebbe essere più complicato.

A dicembre è cambiata la prova: il numero dei quiz della parte teorica è diminuito passando da 40 a 30, contestualmente il tempo a disposizione è diminuito da 30 a 20 minuti. Con la riduzione delle domande scende infine anche il numero di errori consentiti: non più 4 ma al massimo 3. Con il quarto scatta la bocciatura.

Com’è organizzato il nuovo esame per la patente 2022

La nuova versione della prova di teoria è prevista dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili del 27 ottobre 2021 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 dicembre scorso -, cui ha fatto seguito la circolare della Direzione Generale della Motorizzazione che ne ha stabilito la data di entrata in vigore. Le novità riguardano tutte le patenti A e B ovvero motocicli, moto e auto conseguibili dai 16 anni in su.

Non cambiano le modalità di esecuzione della prova: è sempre informatizzata e verrà confermato il metodo casuale di estrazione delle proposizioni per la composizione della scheda da sottoporre a chi fa l’esame. Come già accade, i candidati dovranno rispondere vero o falso alle varie domande.

I dati aggiornati sull’esame per la patente

Nel 2020 424.752 cittadini hanno superato la prova di guida e ottenuto la patente B, pari all’87,8% di tutte le persone che hanno sostenuto i quiz. Ma la guida è solo la fase finale del test; prima bisogna infatti superare proprio i quiz di teoria, dove il dato degli idonei si ferma al 70,2%, con quindi poco meno di un terzo di chi prova l’esame che non riesce a superarlo (il 29,8%).

Tra le regioni, la percentuale più alta di bocciati alla teoria si registra nel Lazio (36,3%), seguito da Liguria (31,1%) e Campania (31%). Il dato migliora leggermente in Emilia Romagna (27%) e Veneto (27,6%).

In questo contesto, secondo l’Unione europea, il daltonismo non impedisce a chi ne è affetto di ottenere la patente per guidare qualsiasi veicolo. In ogni caso, per fare un esempio, il daltonico ha più difficoltà a riconoscere la paletta dell’addetto alla circolazione nei cantieri, perché l’attrezzo ha una faccia rossa e una verde.

Il test del daltonismo si continua a fare per chi vuole conseguire o rinnovare la patente. Una regola contestata dal sito Comevedonoidaltonici, perché in contraddizione con quanto stabilisce l’Unione europea, secondo la quale questo difetto non è invalidante per la guida. Di solito, comunque, il medico dell’autoscuola concede anche ai daltonici l’abilitazione per le patenti A per le moto e B per automobili non professionali.

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