La rete autostradale italiana è sorvegliata da sistemi sofisticati per il monitoraggio della velocità, tra cui spiccano tutor e autovelox. Questi dispositivi sono nati con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle strade e ridurre il numero di incidenti, ma spesso rappresentano anche una fonte di apprensione per gli automobilisti rispetto alla possibilità di ricevere sanzioni. Comprendere il funzionamento di questi strumenti e le regole sulle sanzioni può aiutare a guidare in modo più informato e consapevole.
Come sapere se hai preso una multa da tutor o autovelox: notifiche, modalità e tempistiche
I sistemi tutor e autovelox agiscono in modi differenti: il tutor calcola la velocità media tra due varchi distanti alcuni chilometri, mentre l’autovelox misura la velocità istantanea in un punto preciso. Il superamento dei limiti di velocità viene rilevato direttamente dai dispositivi e segnalato alle autorità competenti, soprattutto alla Polizia Stradale.
- Segnalazione: Entrambi i sistemi sono sempre preannunciati da cartelli regolari, come imposto dal Codice della Strada.
- Notifica: Se viene commessa un’infrazione, la multa viene recapitata all’intestatario del veicolo tramite raccomandata, all’indirizzo ufficiale risultante dagli archivi della Motorizzazione Civile.
- Tempistiche: La normativa (art. 201 del Codice della Strada) prevede che la notifica debba avvenire entro 90 giorni dalla violazione. Il termine decorre dalla data dell’infrazione e la validità della notifica viene determinata dal momento in cui la documentazione viene affidata per la spedizione, non dalla consegna effettiva.
- Contenuto della multa: Il verbale riporta dati essenziali come luogo, ora, velocità rilevata, riferimenti all’apparecchiatura utilizzata e, per i tutor, la distanza monitorata. Devono essere sempre indicate omologazione e taratura dello strumento, per garanzia di correttezza della sanzione.
In assenza di notifica entro i termini, la sanzione può essere annullata per decadenza. Non esistono canali ufficiali online per la verifica immediata dell’avvenuta rilevazione, se non la ricezione del verbale al domicilio: le informazioni vengono rese disponibili solo una volta avviato il processo sanzionatorio.
Contestare una multa: controlli sul verbale, omologazione e quando fare ricorso
Ricevere una sanzione da tutor o autovelox non significa necessariamente doversi arrendere al pagamento. La prima azione utile è esaminare attentamente il verbale: è indispensabile verificare che siano indicati tutti gli estremi dell’accertamento (data, ora, luogo, velocità rilevata), nonché la regolare omologazione e taratura dello strumento impiegato, secondo le disposizioni della Cassazione e dell’art. 142 del Codice della Strada.
| Controlli da fare sul verbale: |
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L’omologazione attesta che il dispositivo rispetta gli standard ministeriali e funziona correttamente; la taratura annuale garantisce la precisione delle rilevazioni. In assenza di tali riferimenti, è possibile esercitare il diritto di accesso agli atti e richiedere la documentazione completa all’ente che ha elevato la sanzione.
Quanto alle modalità di ricorso:
- Prefetto: è possibile presentare ricorso gratuito entro 60 giorni dalla notifica; in caso di rigetto, l’importo della sanzione viene raddoppiato.
- Giudice di Pace: il termine scende a 30 giorni e la procedura prevede un contributo unificato; la scelta è consigliata se il verbale presenta elementi complessi o controversi.
Conviene», tuttavia, valutare la solidità delle proprie ragioni prima di avviare il ricorso. Errori formali, omessi riferimenti a omologazione e taratura, notifica tardiva o malfunzionamento tecnico rappresentano i motivi più efficaci per la contestazione e possono condurre all’annullamento della sanzione. Nel processo di contestazione, la precisione e la trasparenza amministrativa sono requisiti tutelati dalla normativa, a garanzia del diritto di difesa del cittadino.






