Abolizione bollo auto 2018: bufala o verità

Il punto sulla normativa vigente nel territorio italiano.

Abolizione bollo auto 2018

Abolizione bollo auto 2018: nient’altro che un semplice auspicio o sotto c’è qualcosa di più? Il dubbio è lecito, vista quanta confusione regna sul tema. Ecco come stanno realmente le cose.

Abolizione bollo auto 2018: il quadro generale

La disposizione legislativa prevede che il tributo finisca diretto nelle casse della rispettiva Regione di appartenenza e si rivolge a possessori, locatatari, acquirenti con patto di riservato dominio e usufruttari secondo il Pubblico Registro Automobilistico. Eccezioni riguardano i quadricicli leggeri, vetture storiche e ciclomotori, correlati al transito su strade e aree pubbliche.

Abolizione bollo auto 2018: parametro di riferimento

La tassa, a partire dal primo gennaio 1998, va corrisposta in base ai kilowatt per autovetture, motocicli, autobus, senza scordare gli autoveicoli a uso promiscuo e speciale. Cifra che può includere la virgola e in tal caso vanno considerati solo i decimali. Nelle situazioni dove il dato manca bisogna considerare la potenza massima espressa in cavalli, risultante a sua volta dal libretto.

Abolizione bollo auto 2018: superbollo

Come indicato all’articolo 16 legge n. 214 del 22/11/2011 coloro che appaiano al PRA proprietari, ad avvenuta scadenza pagamento, di autovetture e autoveicoli per il trasporto di persone e cose, devono versare un’addizionare erariale pari a 20 euro a ogni kilowatt di potenza del veicolo eccedente i 185 chilowatt (252 cavalli). Surplus ridotto del 40, 70 e 85% dopo 5, 10 e 15 anni dalla immatricolazione, e completamente una volta trascorsi vent’anni.

Abolizione bollo auto 2018: esenzioni

L’esenzione dal pagamento ha durata triennale in Emilia Romagna (immatricolati nel 2016), nel Veneto e nel Lazio, per i veicoli benzina/elettrica, diesel/elettrica o benzina/idrogeno. Mentre sale a cinque in Liguria e Piemonte,riferendoci però esclusivamente ai mezzi con potenza uguale o inferiore a 100 Kw. In Lombardia è concessa soltanto una riduzione del 50% per tre anni alle ibride plug-in, immatricolate tra i 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2020. Le Marche, unica altra Regione del centro Italia a muoversi in tal senso, sanciscono pari trattamento agli autoveicoli immatricolati nel 2017, dal primo periodo fisso e per le cinque annualità successive (in totale dunque sei anni). Incentivi regolarizzati pure al sud. In Campania l’esenzione vale per tre anni. Il doppio in Puglia, per tutti i veicoli nuovi ibridi appartenenti alle categorie M1 e N1 immatricolati dal 1° gennaio 2014. Decorso il periodo, il bollo sarà ridotto del 75%.

 

 

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