More
    Home Notizie Tecnologie

    Auto nuove, cambiano gli ADAS obbligatori: frenata automatica, controllo distrazione e pneumatici

    adas

    Negli ultimi anni, la sicurezza veicolare ha subito una trasformazione straordinaria grazie alla crescente diffusione dei sistemi avanzati di assistenza alla guida, noti come ADAS. Dal luglio 2024, questi dispositivi sono diventati parte integrante della dotazione standard su tutte le nuove auto immatricolate in Europa, segnando un nuovo standard per la prevenzione degli incidenti. Il cambiamento è sancito dal Regolamento UE 2019/2144, che mira a ridurre il numero delle vittime sulle strade, spingendo le case automobilistiche a integrare tecnologie sempre più sofisticate nei propri veicoli. Secondo dati condivisi da enti come ACI e Politecnico di Torino, l’implementazione di questi sistemi potrebbe prevenire fino al 60% degli incidenti, offrendo una protezione efficace non solo per conducenti e passeggeri, ma anche per pedoni e ciclisti. L’obiettivo dichiarato delle istituzioni europee è dimezzare incidenti e vittime entro il 2030, ponendo le basi per un futuro senza morti sulle strade entro il 2050.

    Cos’è un sistema ADAS e perchè sono diventati obbligatori

    I sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) sono dispositivi elettronici progettati per monitorare costantemente l’ambiente circostante al veicolo e assistere il conducente in numerose situazioni di guida. Utilizzando una combinazione di sensori, radar, telecamere e software avanzati, gli ADAS rilevano e interpretano dati in tempo reale per prevenire errori umani o condizioni di pericolo. L’evoluzione tecnologica ha reso questi sistemi parte integrante delle auto moderne, sia per la facilità con cui i dispositivi riescono a rilevare ostacoli e cambi di corsia, sia per la capacità di intervenire direttamente nella frenata o nella correzione della traiettoria.

    La decisione di renderli obbligatori trova motivazione nell’elevata percentuale di incidenti attribuibili a disattenzioni, distrazioni o valutazioni errate del conducente. Secondo stime recenti, oltre il 90% degli incidenti sulle strade europee deriva da fattori umani, mentre solo una minima parte è legata a guasti meccanici. Con l’obbligo imposto dal General Safety Regulation 2, l’Unione Europea si pone il duplice obiettivo di salvaguardare la vita degli utenti della strada e di mantenere i produttori europei all’avanguardia nella sfida internazionale verso la mobilità intelligente. Dal 2024, la presenza di questi sistemi non è più appannaggio di vetture di fascia alta, ma è richiesta su tutti i nuovi modelli per innalzare il livello minimo di sicurezza generale.

    Elenco e funzionamento dei principali ADAS obbligatori: frenata automatica, controllo distrazione e altre tecnologie

    Dal 7 luglio 2024 per omologare e dal 7 luglio 2026 per immatricolare auto nuove nell’Unione Europea, sono richiesti diversi tipi di ADAS, ognuno con una funzione specifica nella prevenzione degli incidenti e nella tutela di chi è sulla strada. Di seguito una panoramica delle dotazioni oggi obbligatorie:

    • Frenata automatica di emergenza (AEB): riconosce la presenza di ostacoli, come veicoli, pedoni o ciclisti, e attiva automaticamente i freni in caso di mancata reazione da parte del conducente. Dal 2026 l’obbligatorietà si estende anche al rilevamento degli utenti vulnerabili della strada.
    • Assistenza intelligente alla velocità (ISA): utilizza la lettura dei segnali stradali e le informazioni GPS per avvisare il conducente in caso di superamento dei limiti e suggerire la riduzione della velocità. Alcune versioni possono modificare autonomamente la velocità del veicolo.
    • Sistemi di mantenimento e controllo della corsia: mediante sensori e telecamere, monitorano la posizione dell’auto nella corsia e avvertono il guidatore in caso di deviazione; se necessario, il sistema corregge la traiettoria agendo su sterzo e freni.
    • Monitoraggio dell’attenzione del conducente: questi sistemi rilevano segni di stanchezza o distrazione, avvalendosi di sensori sulla corona dello sterzo o di telecamere. Se necessario, emettono segnali visivi e acustici invitando a prendersi una pausa.
    • Sensori e telecamere per manovre di retromarcia: avvertono della presenza di ostacoli o persone nell’area posteriore, riducendo il rischio di urti durante la retromarcia.
    • Blind Spot Assist: monitora gli angoli ciechi laterali segnalando eventuali veicoli presenti nelle zone non visibili dagli specchietti.
    • Registratore di eventi (scatola nera): registra dati come velocità, frenate, uso dei sistemi di sicurezza e posizione, fornendo informazioni preziose in caso di sinistro.
    • Predisposizione per Alcolock: obbligo di pianificare l’alloggiamento e il collegamento per eventuali dispositivi alcolimetrici che impediscono l’avvio del motore se rilevati livelli non consentiti di alcol nel guidatore.

    Le interfacce utente sono progettate per essere intuitive ma consentono allo stesso tempo la disattivazione di quasi tutti i sistemi (ad eccezione della scatola nera). In ogni caso, dopo il riavvio del veicolo, gli ADAS obbligatori devono riattivarsi automaticamente. È da sottolineare come l’efficacia pratica di questi sistemi richieda una corretta manutenzione e periodiche ricalibrazioni, specialmente dopo interventi sulla carrozzeria o il cambio parabrezza. In sintesi, gli ADAS obbligatori sono strumenti in grado di supplire alle debolezze umane durante la guida, migliorando significativamente la sicurezza generale del traffico.

    ADAS e pneumatici: il ruolo dei sistemi di monitoraggio della pressione e impatti sulla sicurezza

    Tra le innovazioni ADAS rientra a pieno titolo il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS): una tecnologia pensata per garantire la corretta pressione delle gomme, aspetto spesso sottovalutato dagli automobilisti ma di primaria importanza per la sicurezza. Il TPMS rileva tempestivamente eventuali cali di pressione, trasmettendo un segnale d’allerta al conducente e permettendo così di evitare perdite di aderenza, spazi di frenata più lunghi e rischi di scoppio improvviso delle gomme.

    Mantenere una pressione ottimale contribuisce in modo diretto alla riduzione degli incidenti causati da forature o scoppio degli pneumatici, soprattutto ad alta velocità, e all’efficienza della frenata d’emergenza. Le versioni più evolute della tecnologia TPMS, spesso integrate nei sistemi ABS/ESP del veicolo, consentono di captare anche variazioni minime e di riconoscere automaticamente il pneumatico interessato. In questo modo, il monitoraggio automatico si trasforma in un asset indispensabile per la prevenzione di guasti e per la tutela degli occupanti.

    Non da ultimo, l’importanza di questo sistema è ribadita anche dalla normativa europea, che ha reso il TPMS obbligatorio su tutte le nuove autovetture, favorendo così anche una maggiore durata degli pneumatici e un’usura più uniforme.

    Implicazioni per automobilisti, mercato e industria: cosa cambia tra omologazione e immatricolazione

    La distinzione fra omologazione e immatricolazione introduce differenze sostanziali sia per gli automobilisti sia per le strategie delle case automobilistiche. Dal luglio 2024 l’obbligatorietà degli ADAS ha riguardato tutte le auto di nuova omologazione, ovvero quei modelli per i quali il costruttore otteneva l’approvazione UE per il commercio. Tuttavia, a partire dal luglio 2026, la normativa si è estesa anche all’immatricolazione: ciò significa che qualsiasi veicolo, anche già presente nei listini ma mai immatricolato, deve ora integrare la gamma completa dei dispositivi richiesti.

    Questo nuovo standard ha generato effetti tangibili sul mercato e sulla filiera industriale:

    • Alcuni modelli non più aggiornati con le dotazioni di sicurezza sono usciti dai listini, essendo antieconomico l’adeguamento alle nuove regole sia dal punto di vista tecnico che informatico.
    • Aumento dei costi di produzione: le tecnologie di sicurezza, unite alla crisi della componentistica (come i chip), hanno influito sui prezzi di listino, ma hanno garantito un innalzamento del valore residuo dei veicoli usati con dotazione ADAS completa.
    • Impatto sulle officine e sulle carrozzerie: le riparazioni moderne richiedono ora attrezzature e competenze specifiche per diagnosi e calibrazione dei dispositivi.
    • Per i consumatori, l’adozione di queste tecnologie rappresenta una garanzia aggiuntiva da valutare in fase di scelta, anche in termini di assicurazione, sicurezza e riduzione del rischio di sinistri.

    La Commissione Europea, tramite step normativi, pone così un nuovo standard minimo di sicurezza per il settore automobilistico, con benefici attesi sia per la società sia per il mercato dei veicoli nuovi e usati.

    Prospettive future e prossime tappe dell’evoluzione ADAS in Europa

    Il quadro normativo europeo prevede un percorso di continuo sviluppo per la sicurezza attiva e passiva nei veicoli. Dopo il luglio 2026, ulteriori aggiornamenti interesseranno dal gennaio 2027 l’omologazione dei nuovi modelli, che dovranno rispondere a criteri ancora più stringenti per la protezione di utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti: zone di assorbimento d’urto dedicate e la capacità di riconoscere e reagire autonomamente a situazioni complesse sulla strada saranno al centro delle valutazioni future.

    La Commissione Europea valuterà efficienza e limiti delle attuali soluzioni ADAS entro la metà del 2027, riservandosi la possibilità di introdurre nuove misure o ulteriori dispositivi di sicurezza in base all’evoluzione tecnologica e ai risultati ottenuti in termini di riduzione degli incidenti. In prospettiva, questa evoluzione crea anche le premesse legislative e tecnologiche per la graduale diffusione della guida autonoma, incentivando ricerca, sviluppo e investimenti nei sistemi automatizzati che caratterizzeranno la mobilità del prossimo decennio.

    Articolo precedenteAutovelox, le nuove regole sono in vigore: quali dispositivi possono ancora fare multe e come verificare un verbale