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    Ecobonus auto 2025: come funziona, requisiti e sconti fino a 11.000 euro

    Uno degli aspetti caratterizzanti dell’Ecobonus 2025 è l’introduzione delle Aree Urbane Funzionali come criterio di selezione

    Incentivi per auto elettriche

    Il nuovo Ecobonus auto 2025 è una misura legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A differenza delle versioni precedenti, in cui i contributi si distribuivano su più fasce di emissioni di anidride carbonica e riguardavano anche le ibride plug-in o le termiche a basse emissioni, il pacchetto 2025 è stato costruito per incentivare in modo esclusivo le auto elettriche pure. Il decreto emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 agosto 2025 stabilisce infatti che i fondi, pari a quasi 600 milioni di euro, siano vincolati al sostegno delle sole vetture a zero emissioni, con l’obiettivo di raggiungere risultati concreti e quantificabili: almeno 39.000 nuove immatricolazioni BEV entro la metà del 2026.

    Il provvedimento ha una durata ben definita: le risorse saranno disponibili fino al 30 giugno 2026, data entro la quale i voucher generati sulla piattaforma dedicata dovranno essere validati in concessionaria. La misura funziona su base “a sportello”, quindi le richieste vengono accolte fino all’esaurimento dei fondi. Questo significa che la rapidità nella prenotazione sarà importante per non restare esclusi, soprattutto considerando che in passato gli incentivi nazionali si sono esauriti in poche settimane. La novità sostanziale, però, non riguarda soltanto la destinazione esclusiva alle auto elettriche, ma anche la geografia dei beneficiari, che introduce un filtro inedito nel panorama degli incentivi.

    Le edizioni precedenti dell’Ecobonus prevedevano contributi differenziati in base al livello di emissioni, con una suddivisione in tre scaglioni (0-20, 21-60 e 61-135 g/km), favorendo un mercato più ampio. Con il 2025 cambia tutto: gli sconti fino a 11.000 euro si applicano solo ai veicoli elettrici, in linea con le scadenze europee che mirano a una progressiva eliminazione delle vetture a combustione.

    Requisiti, limiti e regole per accedere al contributo

    Uno degli aspetti più caratterizzanti dell’Ecobonus 2025 è l’introduzione delle Aree Urbane Funzionali (FUA) come criterio di selezione. Non basta avere i requisiti economici: bisogna risiedere in una delle 83 aree individuate da Istat ed Eurostat, che comprendono una città principale con almeno 50.000 abitanti e i comuni che gravitano su di essa per motivi di pendolarismo. In termini numerici, ciò significa che circa 33 milioni di italiani, pari al 56% della popolazione, rientrano nei confini delle FUA, mentre la restante parte del Paese rimane esclusa.

    Il valore del contributo dipende dal reddito del nucleo familiare e viene calcolato attraverso l’ISEE. Sono previste due fasce: fino a 30.000 euro si ottiene lo sconto massimo di 11.000 euro, mentre con un ISEE compreso tra 30.001 e 40.000 euro il contributo scende a 9.000 euro. Non esiste una terza fascia, quindi chi supera i 40.000 euro di ISEE non ha diritto ad alcuna agevolazione. È importante ricordare che il bonus è riconosciuto una sola volta per nucleo familiare e che l’auto acquistata con incentivo deve restare intestata per almeno 24 mesi senza possibilità di vendita o esportazione anticipata.

    Altro requisito imprescindibile è la rottamazione di un veicolo a benzina o diesel fino a Euro 5, di proprietà del beneficiario da almeno sei mesi. Questa condizione è vincolante e serve a garantire un effettivo ricambio del parco circolante, non un semplice incremento numerico di immatricolazioni. Quanto al prezzo, il decreto stabilisce che il listino ufficiale dell’auto nuova non debba superare i 35.000 euro al netto di IVA e optional, che equivalgono a circa 42.700 euro chiavi in mano. Si tratta di una soglia che include gran parte delle utilitarie e delle compatte elettriche oggi in commercio, ma che lascia fuori modelli più grandi e premium, come diverse berline e SUV di fascia media.

    Procedura, modelli idonei e valutazioni di convenienza

    Per ottenere l’Ecobonus 2025 non basta recarsi in concessionaria: il cittadino deve registrarsi sulla piattaforma gestita da Sogei, generare un voucher inserendo i dati personali, l’ISEE e quelli del veicolo da rottamare. A questo punto il voucher va validato entro 30 giorni presso il concessionario, pena la decadenza. Una volta perfezionato l’acquisto, il contributo viene scalato direttamente in fattura. Il concessionario ha poi l’obbligo di completare la pratica di rottamazione e di trasmettere la documentazione di radiazione al sistema entro 30 giorni dalla consegna.

    Il limite di prezzo orienta il mercato verso segmento B e C elettriche. Rientrano utilitarie come la Fiat 500e, la Renault 5 E-Tech Electric, la Peugeot e-208, la Opel Corsa Electric, ma anche compatte come la Volkswagen ID.3 nelle versioni base e la nuova Citroën ë-C3. Con lo sconto massimo di 11.000 euro, un modello che a listino costa intorno ai 40.000 euro può scendere a meno di 30.000, rendendo più accessibile un acquisto che altrimenti sarebbe fuori portata per molte famiglie. In alcuni casi, come per city car elettriche con prezzo attorno ai 28.000 euro, l’incentivo può abbattere il costo di oltre un terzo.

    Il beneficio economico è evidente, ma ci sono anche criticità da considerare. Il vincolo delle FUA esclude una parte consistente della popolazione che vive in aree periferiche o rurali, dove l’uso dell’auto è spesso più intenso e l’offerta di trasporto pubblico meno sviluppata. Inoltre, la non cumulabilità con altri incentivi regionali o locali limita le possibilità di massimizzare lo sconto, rendendo necessario un calcolo attento del costo totale di possesso rispetto ai carburanti tradizionali.

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