Il panorama automobilistico europeo si prepara a un momento che unisce storia e modernità: il ritorno di una delle citycar più iconiche. Citroën, marchio che ha definito la mobilità popolare nel secolo scorso, rilancia la leggendaria due cavalli in una veste completamente elettrica. Questo progetto si inserisce all’interno del piano strategico FaSTLAne 2030 di Stellantis, un percorso che mira totalmente a democratizzare la mobilità a zero emissioni nei prossimi anni. Con la nuova generazione di citycar, Citroën non solo ripropone uno storico nome, ma scommette su accessibilità, produzione italiana e tecnologia condivisa, per offrire una vera alternativa alle esigenze emergenti del mercato. Il debutto del prototipo è previsto al prossimo Salone di Parigi, preannunciando una rivoluzione nei segmenti entry-level.
Perché la 2CV torna oggi: storia, significato e ruolo nel mercato elettrico attuale
L’originale “deux chevaux”, lanciata nel 1948, fu concepita come risposta pragmatica alle necessità delle persone comuni, simbolo di libertà e innovazione a basso costo. Prodotta in oltre cinque milioni di esemplari fino al 1990, questa utilitaria seppe uscire dagli schemi dominanti grazie alla sua semplicità e praticità. Oggi, la transizione energetica e la necessità di rendere l’elettrico più accessibile conducono Citroën a rimettere al centro della scena il concetto di auto popolare. La nuova versione si propone come risposta alle sfide contemporanee: prezzi elevati delle auto a batteria e complessità spesso superflua per l’uso urbano. In questo contesto, la citycar a zero emissioni vuole incarnare la filosofia originaria: soluzioni funzionali per una mobilità democratica. Il ritorno della 2CV rappresenta quindi una scelta strategica non nostalgica ma profondamente sociale, conferendo nuovo valore al segmento delle elettriche compatte e affrontando la pressione crescente verso la sostenibilità, anche attraverso politiche europee di incentivi.
La nuova Citroën 2CV elettrica: design, caratteristiche e produzione italiana
Aspirando a evocare le linee inconfondibili dell’antenata, la prossima citycar elettrica ridefinisce il proprio stile attraverso riferimenti evidenti al modello del 1948 e al concept ELO. Curve morbide, gruppi ottici a LED dai richiami retrò e tetto in tela apribile assicurano non solo un’identità riconoscibile, ma anche una continuità con il DNA Citroën. Il nuovo modello ambisce a un’estetica essenziale, eliminando complessità superflue: superfici arrotondate, maniglie tradizionali e ruote in acciaio evocano semplicità e immediatezza.
Dal punto di vista produttivo, la futura 2CV sarà assemblata nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, sottolineando una sinergia tra heritage francese e competenza industriale italiana. La struttura sarà basata su una piattaforma condivisa con altre citycar del gruppo, rafforzando la sostenibilità economica e occupazionale del sito. Secondo le anticipazioni, la lunghezza complessiva non supererà i 3,7-3,9 metri, collocando la vettura tra le soluzioni più compatte della categoria. All’interno, si prevede una configurazione spartana ma funzionale, con 4 posti e massima attenzione all’ergonomia, per favorire gli spostamenti in ambito urbano. Il primo concept sarà presentato ufficialmente durante il Salone di Parigi nel corso dell’autunno, momento in cui saranno svelati anche dettagli tecnici specifici, come capacità batteria e allestimenti.
Obiettivo accessibilità: prezzo, target e democratizzazione della mobilità elettrica
Un listino accessibile resta al centro dell’intera operazione. Citroën mira all’obiettivo dei 15.000 euro, cercando di avvicinare la parità di costo tra termico ed elettrico per la propria nuova citycar. Questa scelta, resa possibile dalla condivisione delle piattaforme e dalla produzione in Italia, intende rilanciare il principio originario del modello: mobilità per tutti.
Il target principale della vettura comprende sia giovani urbani sia clienti più anziani, spesso proprietari di casa con ridotto chilometraggio annuale, che trovano nell’elettricità basse spese di gestione e manutenzione.
L’approccio “essenziale” interessa anche gli allestimenti, con interni semplificati e tecnologie a bordo pragmatiche: display ridotti allo stretto necessario e dotazioni di sicurezza rispondenti ai nuovi standard UE. La democratizzazione dell’elettrico si posiziona come risposta sociale al rischio di esclusione dai nuovi paradigmi energetici, soprattutto nei contesti urbani e semiurbani. Se sostenuta da incentivi europei e sgravi fiscali, la vettura potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’abbattimento delle barriere d’ingresso al mondo elettrico.
Piattaforma E-Car Stellantis: sinergie industriali e dettagli tecnici attesi
Alla base del progetto si colloca la nuova piattaforma E-Car sviluppata dal gruppo Stellantis in collaborazione con partner internazionali come Leapmotor. L’obiettivo è contenere i costi di sviluppo e produzione, fornendo una struttura modulare che possa essere condivisa non solo con la versione francese, ma anche con modelli Fiat e brand cinesi del gruppo.
- Batterie LFP (litio-ferro-fosfato) previste per costi ridotti e buona autonomia
- Motore e trazione anteriore come soluzione più efficace per la categoria urbana
- Autonomia nell’ordine dei 250 km secondo ciclo WLTP, ideale per pendolarismo e uso quotidiano
Tale architettura consente anche aggiornamenti tecnici rapidi e semplifica la manutenzione. La vettura rappresenta la declinazione più accessibile tra le future citycar a batteria, configurandosi come compromesso tra prestazioni urbane, costi e semplicità costruttiva.
Compattezza e praticità: autonomia, dimensioni e utilizzo urbano della nuova 2CV
<p Il nuovo modello punta tutto sulla praticità e sull’agilità in contesto cittadino. La lunghezza inferiore ai 4 metri, l’ampio raggio di sterzata e la facilità di parcheggio rendono la vettura ideale per i centri urbani e gli spostamenti quotidiani, senza trascurare comfort e abitabilità.
L’autonomia da circa 250 km proporzionata alle reali necessità dei clienti tipo, accompagna una politica di carica semplificata, perfettamente compatibile con wallbox domestiche e le colonnine pubbliche urbane.
Gli allestimenti interni adottano una filosofia “minimal” ma accogliente, allineata alle esigenze di chi percorre tragitti brevi ma richiede facilità d’uso e affidabilità. In ottica di praticità, il bagagliaio sarà facilmente accessibile e lo spazio negli interni ottimizzato per il trasporto di passeggeri e piccoli bagagli, rispecchiando la filosofia originaria del modello storico, ora aggiornata ai tempi delle smart city.
Oltre la 2CV: gamma Citroën e i nuovi modelli attesi entro il 2030
Il rilancio della storica citycar rappresenta solo uno dei sette nuovi modelli che Citroën intende presentare entro la fine del decennio, secondo la roadmap FaSTLAne 2030. Cinque saranno evoluzioni di prodotti attuali, mentre oltre alla citycar elettrica, sono attese:
- Una nuova monovolume compatta ispirata alla concept ELO, discussa come possibile erede della Picasso, con architettura interna modulare
- L’arrivo di una nuova supermini a zero emissioni
- Una crossover fastback che fonderà elementi di berlina e coupé
- Fino a tre nuovi SUV, inclusa almeno una proposta per il segmento D
L’offerta elettrica della casa francese sarà progressivamente rafforzata, mentre la strategia prevede la sovrapposizione di versioni multi-energia, mantenendo una forte attenzione su prezzi, flessibilità d’uso e qualità costruttiva.
La produzione localizzata in Europa rafforza la percezione di affidabilità e supporto post-vendita, favorendo anche le economie industriali dei paesi di assemblaggio, come Italia e Francia.




