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    Codice della Strada, il MIT propone la patente a 17 anni e nuove regole per multe e autostrade

    Un nuovo scenario regolamentare si prospetta per la mobilità giovanile grazie all’ultimissima riforma europea sulle patenti di guida. Questo aggiornamento, approvato ufficialmente dal Parlamento europeo nell’ottobre 2025, mira a uniformare le normative dei diversi Paesi membri e a rendere le strade più sicure riducendo il tasso di incidentalità. Gli Stati dell’Unione Europea dovranno adeguarsi recependo le nuove disposizioni entro il 2029. In Italia, il percorso di attuazione dipenderà dal coordinamento tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le autorità nazionali, che lavoreranno all’adattamento delle proprie leggi attuative nelle tempistiche comunitarie stabilite. Il cambiamento più iconico è rappresentato dall’introduzione dell’abilitazione alla guida delle auto a 17 anni, accompagnato da una serie di interventi in materia di sanzioni, rinnovi, controlli e sicurezza. Il quadro trasformato abbraccerà non solo i minorenni, ma tutti i conducenti e introdurrà elementi di digitalizzazione e reciprocità transfrontaliera delle regole.

    Patente B a 17 anni: condizioni di rilascio, guida accompagnata e differenze rispetto al sistema attuale

    Le nuove regole permetteranno ai giovani di ottenere la patente B a 17 anni, in linea con i principi stabiliti dalla direttiva europea, in vigore completata entro il 2029. Tuttavia, il diritto alla guida non sarà incondizionato: fino al compimento dei 18 anni il titolare dovrà essere affiancato da un accompagnatore che rispetti precisi requisiti. Il rilascio prevede che il richiedente abbia già conseguito una patente A1 (motocicli leggeri) o B1 (quadricicli), abbia compiuto 17 anni e partecipato a un corso pratico obbligatorio con almeno 10 ore di guida certificate in autoscuola. Solo così sarà possibile inoltrare domanda in Motorizzazione per l’autorizzazione. La vera differenza rispetto al sistema attuale sta nell’uniformazione a livello UE, con la disciplina della guida accompagnata che da italiana si trasforma in titolo riconosciuto a livello europeo. In precedenza, la guida assistita era circoscritta ai confini italiani, mentre dal termine ultimo di recepimento della direttiva la patente rilasciata permetterà a un diciassettenne di guidare – sempre accompagnato – anche negli altri Stati membri.

    Tra le innovazioni maggiori, l’estensione del titolo anche alla categoria C (autocarri) già a 17 anni purché in possesso di un certificato di abilitazione professionale (CQC), e il mantenimento della patente D (autobus) ai 21 anni con medesimo requisito. L’investimento richiesto è simile a quello previsto per la patente tradizionale: nel calcolo vanno compresi i bollettini, la frequentazione obbligatoria dell’autoscuola e il rilascio dell’autorizzazione, con una spesa complessiva che in Italia oscilla – a seconda delle tariffe – tra circa 350 e oltre 900 euro. Il benessere e la sicurezza dei giovani rimangono al centro: questa transizione è pensata per aumentare esperienza e consapevolezza alla guida prima del debutto come guidatori autonomi.

    Requisiti e limiti per la guida accompagnata dei minorenni

    I giovani di 17 anni che desiderano usufruire della guida assistita dovranno rispettare requisiti chiari e puntuali, frutto dell’omogeneizzazione europea e dell’esperienza italiana. L’iscrizione a un corso di almeno 10 ore in una scuola guida autorizzata è obbligatoria; a ciò si aggiungono la presentazione dell’attestato di frequenza, i documenti amministrativi e, quando necessario, un certificato medico rilasciato da apposita commissione per eventuali adattamenti del veicolo. È prevista la possibilità di designare fino a tre accompagnatori per ogni conducente minorenne.

    • L’adulto accompagnatore deve possedere una patente di categoria B o superiore da almeno 5-10 anni (secondo le regole dello Stato)
    • Non deve aver subito sospensioni negli ultimi 5 anni
    • L’età massima per essere accompagnatore è generalmente fissata a 60 anni (o secondo le specifiche normative nazionali)
    • Durante la guida va sempre esposto il contrassegno “GA” (Guida Accompagnata) su entrambi i lati dell’auto
    • Permessi scadono al compimento dei 18 anni o della data di scadenza della patente detenuta

    La possibilità di esercitare la guida è circoscritta a veicoli di peso e potenza limitati: massimo 3,5 tonnellate di massa, rapporto potenza/tara inferiore a 55 kW/t, potenza massima fino a 70 kW per i veicoli M1. Il minore dovrà inoltre osservare le prescrizioni su velocità, divieto di alcol e sostanze e le regole generali sui comportamenti neopatentati.

    Durata della patente, rinnovo e controlli sanitari: cosa cambia per tutte le categorie

    L’armonizzazione europea introduce regole più chiare sulla validità delle patenti. Per le categorie A e B (auto e moto), la durata diventa standard a 15 anni, con possibilità per gli Stati di ridurla a 10 anni quando questa funge anche da documento di identità nazionale, come avviene in Italia. Le patenti C e D (camion e autobus) conservano la validità di 5 anni. Con l’avanzare dell’età, i rinnovi si fanno più frequenti: dopo i 65 anni, ogni Stato può stabilire se richiedere controlli medici più stringenti o periodi di rinnovo più brevi per garantire l’idoneità psicofisica degli automobilisti.

    Dal 2025, l’obbligo di visita medica per il rilascio e il rinnovo è stato rafforzato: si verificano principalmente la vista e la salute cardiovascolare, mentre le nuove norme permettono a ciascun Paese di adottare sistemi alternativi come moduli di autovalutazione solo per le categorie meno a rischio. Particolare attenzione viene riservata agli over 70, che potranno essere sottoposti a cadenze di rinnovo più ravvicinate (ogni 5, 3 o 2 anni in base alla fascia d’età). Non sono previsti effetti retroattivi, quindi le nuove regole valgono solo sulle patenti emesse dopo l’entrata in vigore delle direttive aggiornate.

    Sanzioni, periodo di prova e uniformità delle regole nei Paesi UE

    La riforma prevede, per tutti i nuovi patentati, un periodo di prova obbligatorio di almeno due anni durante cui le infrazioni gravi vengono sanzionate più severamente. In questo segmento temporale le autorità avranno strumenti più efficaci per contrastare le condotte pericolose, tipicamente legate all’uso di smartphone alla guida, stati di ebbrezza, mancato uso delle cinture o eccessi di velocità.

    Le multe e le sospensioni sono armonizzate anche fra i diversi Stati UE grazie allo scambio rapido di informazioni: una sospensione comminata in un paese viene automaticamente riconosciuta negli altri, impedendo al trasgressore di evitare sanzioni cambiando confine. Il sistema premia l’attenzione e la responsabilità, prevedendo in caso di recidiva la sospensione per periodi più lunghi. Le nuove regole rispondono inoltre all’esigenza di riduzione delle vittime sulle strade dell’Unione, superando le precedenti disparità tra Paesi.

    Patente digitale e scambio di informazioni tra Stati: novità sulla sicurezza e sulla validità del documento

    La digitalizzazione della patente di guida rappresenta il punto chiave della modernità normativa. Ogni conducente potrà scegliere tra formato digitale – accessibile da smartphone tramite app come IT Wallet – e la classica tessera fisica. Il documento digitale avrà validità in tutta l’UE, semplificando la mobilità internazionale e favorendo uno scambio tempestivo dei dati tra autorità nazionali.

    Le nuove regole implementano un sistema transfrontaliero di comunicazione che consente di registrare e condividere sospensioni, revoche e violazioni gravi, come casi di guida sotto l’effetto di alcol o incidenti mortali. Il documento digitale sarà rilasciato e aggiornato rapidamente senza dilatare attese per il conducente, garantendo comunque la disponibilità della versione fisica entro tre settimane dalla richiesta. Con questa innovazione, la sicurezza e l’affidabilità della patente vengono rafforzate e uniformate su scala europea.

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