Il mondo dell’automotive sta vivendo una profonda trasformazione, segnata dalla crescente diffusione dei veicoli elettrificati che offrono nuove opportunità e pongono sfide inedite. Una delle soluzioni più dibattute e adottate, soprattutto per i SUV di grandi dimensioni, è rappresentata dal sistema range extender. Si tratta di una tecnologia che, aggirando il problema dell’ansia da autonomia e delle infrastrutture di ricarica ancora carenti in molte aree, ha saputo trovare spazio tra chi necessita di percorrenze extra ma ricerca le qualità di guida tipiche dei veicoli elettrici.
Nel mercato attuale, la presenza del range extender è significativa per diversi motivi: consente ai costruttori di conciliare prestazioni elevate e bassi consumi, permette la riduzione delle emissioni e favorisce una progressiva sensibilizzazione verso l’elettrificazione. L’interesse per questa soluzione è forte sia nei mercati maturi che emergenti, soprattutto in Paesi come la Cina, dove la domanda di grandi SUV elettrificati è in costante crescita. La valutazione del range extender nei SUV di grandi dimensioni riflette la volontà delle case automobilistiche di rispondere alle esigenze di autonomia senza rinunciare al comfort e alla potenza, rispondendo in modo intelligente alle politiche ambientali e ai limiti tecnici degli accumulatori di nuova generazione.
Cos’è la tecnologia range extender e come funziona
Il concetto di range extender nasce dall’esigenza di superare il tradizionale problema delle ridotte autonomie tipiche delle auto elettriche. Si configura come un sistema in cui la propulsione è sempre affidata a uno (o più) motori elettrici, mentre un motore termico di piccola cilindrata, separato meccanicamente dalle ruote, agisce esclusivamente da generatore per ricaricare la batteria. Questo schema – noto anche come ibrido serie – distingue le EREV (extended-range electric vehicles) dalle classiche ibride plug-in (PHEV), in cui il motore a combustione può intervenire direttamente sulla trazione.
Il funzionamento prevede che la vettura si muova sempre in modalità elettrica, sfruttando la coppia immediata e il piacere di guida associato a questa propulsione. Quando la batteria scende sotto una certa soglia, il generatore termico – solitamente a benzina, ma con varianti che comprendono motori rotativi, microturbine e persino soluzioni fuel cell in casi più particolari – entra in azione per alimentare la batteria.
Le versioni più avanzate offrono anche la possibilità di ricarica plug-in, ampliando l’autonomia complessiva e riducendo la frequenza d’uso del motore a combustione. L’autonomia elettrica pura può variare dai 50 ai 300 km, mentre quella complessiva, grazie al supporto del range extender, può addirittura arrivare a superare i 1.000 km nei modelli più recenti e sofisticati. In questo modo, i SUV di grandi dimensioni riescono a offrire comfort, spazio e prestazioni senza la preoccupazione di rimanere a corto di energia durante lunghi viaggi.
Vantaggi, limiti e confronti con altre soluzioni ibride ed elettriche
Tra i principali vantaggi della tecnologia range extender troviamo:
- Eliminazione dell’ansia da autonomia: l’integrazione del generatore garantisce il prolungamento del viaggio indipendentemente dalle infrastrutture di ricarica.
- Consumi ed emissioni ridotti rispetto ai motori termici tradizionali, poiché il motore a combustione lavora solo in condizioni di maggior efficienza e con cilindrate inferiori.
- Esperienza di guida comparabile a quella di un’auto elettrica, grazie a coppia elevata disponibile subito e massima silenziosità.
- Peso inferiore rispetto ai veicoli elettrici puri di pari autonomia, grazie a batterie più piccole.
Tuttavia, esistono dei limiti:
- Più complessità meccanica: la doppia presenza di propulsori richiede sistemazioni tecniche più sofisticate.
- Peso complessivo aumentato rispetto a un modello puramente elettrico di pari batteria.
- Prezzo spesso più elevato se confrontato con alternative ibride parallele.
- Presenza di emissioni allo scarico, seppur ridotte, che limita la possibilità di considerare tali veicoli a zero emissioni.
Rispetto alle ibride plug-in (PHEV), i veicoli dotati di questa soluzione offrono più spesso un’esperienza di guida “full electric”. Tuttavia, i PHEV consentono l’uso diretto del motore termico anche per la trazione nelle fasi di potenza richiesta, mentre nelle EREV il termico agisce esclusivamente da generatore. L’autonomia totale e la riduzione di consumi restano tra gli aspetti di maggiore appeal, specialmente per le vetture di grandi dimensioni destinate a mercati con reti di ricarica non pienamente sviluppate.
L’evoluzione dei modelli range extender: dal passato al presente
La storia dei veicoli dotati di questa particolare tecnologia affonda le radici già alla fine dell’Ottocento, quando alcuni pionieri cercarono di coniugare praticità e autonomia superando le allora limitate capacità delle batterie. Dalla Lohner-Porsche Mixte del 1901, ai prototipi degli anni ’90 dotati di microturbina (come la Volvo ECC), si è assistito a un aumento progressivo delle soluzioni ibride serie.
L’approdo sul mercato di massa è avvenuto con BMW i3 REx nel 2013, seguita dalla Opel Ampera, Chevrolet Volt e Cadillac ELR, che combinavano autonomia elettrica a quella garantita dal piccolo motore termico. Negli ultimi anni, si è assistito all’introduzione di modelli sempre più raffinati come la Mazda MX-30 R-EV, Leapmotor C10 REEV e le cinesi Li Auto L8 e L9, in cui l’estensione dell’autonomia e la modularità degli allestimenti elettrificati si adattano alle nuove esigenze degli automobilisti.
L’evoluzione della categoria ha permesso la comparsa di varianti plug-in, versioni sportive ad altissime prestazioni (Voyah Free) e persino hypercar dotate di innovativi sistemi di ricarica tramite microturbine o celle a combustibile. Proprio la capacità di questo sistema di adattarsi a segmenti sempre più ampi garantisce il suo attuale successo nei veicoli di grandi dimensioni.
Il boom delle auto range extender in Cina e il caso dei SUV di grandi dimensioni
Il mercato cinese rappresenta un terreno fertile per i veicoli ad autonomia estesa. Negli ultimi anni, forti incentivi statali e una domanda in costante ascesa hanno consentito il lancio di numerosissimi modelli, con marchi come Li Auto, Aito (Huawei), Leapmotor e Voyah a guidare la tendenza.
Nello specifico, le EREV hanno riscosso notevole riscontro tra gli acquirenti di SUV di grandi dimensioni: grazie all’opportunità di disporre di autonomi totali anche superiori ai 1.000 km e di abitacoli a sei o sette posti, questi veicoli rispondono alle esigenze di una clientela alla ricerca di tecnologia avanzata, comfort e versatilità. Modelli come Li Auto L8, L9 e L7, Aito M5 e M7 e Leapmotor C10 testimoniano la capacità di unire prestazioni elevate e praticità, rendendo l’estensione d’autonomia una soluzione vincente anche dal punto di vista commerciale.
Il ricambio continuo di offerte, supportato dalle politiche del governo e dal fascino esercitato sulle famiglie cinesi, ha reso questi SUV una delle categorie più dinamiche tra i NEV; la portata del fenomeno si misura anche in Occidente, dove la popolarità delle motorizzazioni plug-in importate dalla Cina spinge i grandi gruppi a investire sull’elettrificazione intelligente dei veicoli di grandi dimensioni.
Perché Xiaomi ha scelto la soluzione range extender per i suoi SUV di grandi dimensioni
L’azienda Xiaomi, nota per la sua espansione nel settore della mobilità elettrica, ha individuato nella tecnologia range extender la chiave per rendere i propri SUV di grandi dimensioni particolarmente moderni e appetibili. Questa scelta risponde all’esigenza di abbinare l’esperienza tipica della guida elettrica a una notevole estensione dell’autonomia totale, risolvendo così uno degli ostacoli principali che ancora oggi limita la diffusione dei veicoli elettrici più grandi: la sicurezza di poter affrontare viaggi lunghi senza vincoli legati alla pianificazione delle soste per la ricarica.
Per il pubblico di riferimento di Xiaomi, rappresentato da famiglie e professionisti che richiedono spazio, comfort e affidabilità, questa soluzione permette di superare l’incertezza legata alle infrastrutture, ponendo i nuovi SUV in diretta concorrenza con i principali brand cinesi e internazionali e valorizzando la filosofia di accessibilità e innovazione tecnologica che contraddistingue il marchio.
Trend futuri: il range extender nelle strategie dei grandi marchi europei e cinesi
La diffusione crescente delle EREV in Cina e la loro progressiva introduzione in Europa testimoniano la vivacità del settore. Mentre i grandi player cinesi continuano a investire sia in modelli premium sia in versioni più accessibili, tra i principali produttori europei si segnala un rinnovato interesse verso questa soluzione: BMW, ad esempio, valuta l’estensione della sua gamma di veicoli elettrificati con versioni a generatore ausiliario sia per il mercato asiatico che per quello nordamericano, con ipotesi su SUV e ammiraglie di fascia alta.
Volkswagen è impegnata nello sviluppo di veicoli di grandi dimensioni a autonomia estesa, come dimostra il progetto ID. ERA, mentre Audi e altri brand monitorano da vicino le evoluzioni delle preferenze dei consumatori e le normative ambientali.
La proiezione verso il futuro conferma che i range extender rappresentano una risposta concreta alla transizione verso una mobilità decarbonizzata, specialmente per quelle categorie di veicoli – come i SUV di generose dimensioni – in cui autonomia, versatilità e piacere di guida rimangono requisiti imprescindibili.






