Stellantis ha sottoscritto con Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Uglm e AQCFR un nuovo accordo relativo alla parte economica del secondo biennio del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL). L’intesa è una prosecuzione della visione partecipativa delineata dal contratto stesso e consolidata nel tempo attraverso confronti strutturati e condivisi.
La firma è arrivata in un momento complesso per il comparto automotive, attraversato da tensioni legate alla transizione ecologica, alle dinamiche geopolitiche e a un contesto economico globale ancora segnato da incertezze. In questo scenario, l’accordo siglato oggi si configura come una scelta di responsabilità reciproca: da un lato tutela il potere d’acquisto e il ruolo delle persone che lavorano nei siti italiani del Gruppo, dall’altro punta a preservare la competitività di Stellantis nel quadro nazionale, anche alla luce delle sfide strategiche legate all’elettrificazione e all’evoluzione digitale.
Le parole di Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane per Stellantis Italia, confermano l’importanza del risultato raggiunto: “Come due anni fa, le Parti hanno dimostrato determinazione e spirito costruttivo nel rinnovare un’intesa che rafforza il modello partecipativo. In un contesto in cui i consumatori esprimono ancora dubbi sulla transizione energetica e in cui mancano certezze politiche e industriali a livello europeo, siamo riusciti a trovare soluzioni condivise che tengano insieme lavoro e strategia aziendale”.
Aumenti economici, premi ricalibrati e valorizzazione delle competenze
L’accordo introduce un aumento medio delle retribuzioni di circa 135 euro nel biennio, destinato a rafforzare il potere d’acquisto dei dipendenti in un contesto segnato da inflazione e tensioni sui consumi. A questa misura strutturale si aggiungono due erogazioni una tantum dell’importo di 240 euro lorde, che verranno corrisposte nel mese di giugno 2025 e successivamente ad aprile 2026.
Il capitolo dedicato al premio di risultato introduce un aggiornamento significativo degli indicatori, che si traduce in maggiore accessibilità ai bonus annuali. In particolare, Stellantis ha deciso di eliminare la soglia relativa al free cash flow globale, ovvero la quota di liquidità generata dalle attività operative dell’azienda su scala internazionale.
L’accordo riattiva il tavolo di lavoro dedicato all’inquadramento professionale, con l’obiettivo di elaborare entro il prossimo rinnovo contrattuale una proposta per istituire un elemento economico aggiuntivo basato su criteri oggettivi, misurabili e trasparenti. Il focus è orientato verso le tre aree professionali già delineate dal CCSL, con attenzione a chi opera sulle linee produttive, affinché il riconoscimento delle competenze diventi una leva concreta di motivazione, fidelizzazione e crescita.
Verso un modello sostenibile e partecipato
Oltre al contenuto economico, l’accordo si inserisce in una più ampia visione industriale, che punta a rafforzare il ruolo di Stellantis come protagonista della mobilità sostenibile, anche grazie al coinvolgimento diretto e strutturato della propria forza lavoro. In questa prospettiva, la collaborazione con le organizzazioni sindacali non è vista come un vincolo, bensì come un valore strategico, capace di generare stabilità operativa, ascolto dei territori e innovazione sociale.
L’intesa consolida un approccio che punta a costruire un nuovo equilibrio tra performance aziendale e qualità del lavoro, promuovendo percorsi condivisi nei momenti chiave della trasformazione industriale.






