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    Salone dell’auto di Shanghai 2025, i veicoli imperdibili

    Tra le novità del Salone spicca il Zeekr 9X, primo suv ibrido di lusso della casa cinese, dotato di architettura elettrica a 800 Volt

    Salone dell'auto di Shanghai 2025

    Con oltre 1.400 veicoli esposti e più di 1.000 espositori provenienti da 26 Paesi, il Salone dell’Auto di Shanghai 2025 ha confermato il ruolo della Cina nella corsa all’innovazione elettrica e al design d’avanguardia. L’edizione 2025 si è svolta in un clima di competizione internazionale, dove i costruttori cinesi non si sono limitati a inseguire, ma hanno imposto nuovi standard.

    I marchi cinesi come BYD, Zeekr, Leapmotor e JAC hanno mostrato di saper coniugare estetica ricercata, autonomie reali superiori ai 600 km e un approccio software-centrico. La convergenza tra automotive e ICT è un dato di fatto, con cockpit digitali che sembrano usciti da un film di fantascienza e aggiornamenti OTA che trasformano ogni veicolo in un dispositivo mobile evoluto.

    I modelli che hanno lasciato il segno tra lusso e concretezza

    Tra le novità del Salone spicca il Zeekr 9X, primo suv ibrido di lusso della casa cinese, dotato di architettura elettrica a 800 Volt e capacità di ricarica rapida ai vertici della categoria. Non si tratta di una evoluzione tecnica, ma dell’ambizione di creare un veicolo che fonda il comfort premium con un’anima ingegneristica orientata alla sostenibilità ad alte prestazioni.

    Leapmotor ha dominato i riflettori con il B10, una berlina elettrica che ha già venduto 8.000 unità in meno di due settimane, e il B01, compatta con 650 km di autonomia su ciclo CLTC. A colpire è l’integrazione di una piattaforma 800V ad alta efficienza, che consente ricariche rapide e una distribuzione intelligente dell’energia, rendendoli appetibili anche nei mercati europei.

    L’unione tra Huawei e JAC ha generato il Maextro S800, una berlina full-electric di fascia ultra-lusso capace di 1.333 km in configurazione EREV. Il design scolpito si fonde con un abitacolo interattivo e multisensoriale, arricchito da funzioni di guida autonoma avanzate e sistemi AI predittivi. È il prototipo ideale di un’auto nata per diventare una piattaforma digitale mobile, non solo un mezzo di trasporto.

    La corsa alla tecnologia, battaglia a colpi di silicio

    Un altro tema dominante è stato quello della ricarica iperveloce, con BYD che promette di percorrere oltre 400 km in meno di 5 minuti grazie a soluzioni fino a 1.000 kW. CATL, gigante delle batterie, ha rilanciato con il suo modulo da 1.300 kW, stabilendo un nuovo primato mondiale.

    La guida assistita avanzata è stata uno degli argomenti più delicati e al contempo più spettacolari dell’intero evento. I veicoli con sistemi steer-by-wire, crab-walk e modalità parcheggio intelligente hanno dominato le demo tecniche. Le autorità cinesi hanno invitato i costruttori a evitare affermazioni fuorvianti sull’autonomia completa, anche in seguito al caso Xiaomi.

    L’auto non è più un prodotto finito, ma una piattaforma in continua evoluzione. Le case cinesi hanno messo al centro l’aggiornabilità del veicolo, la modularità dei servizi digitali, e la personalizzazione dell’esperienza utente attraverso algoritmi predittivi. Da JAC a Nio, tutti hanno mostrato come l’hardware diventi subordinato al software,

    Gli europei rincorrono, resistenza o trasformazione

    Se da un lato Audi tenta l’adattamento ai gusti del mercato cinese con la E5, wagon elettrica da 770 km di autonomia e interni digitalizzati all’estremo, dall’altro Porsche scommette sull’heritage con la nuova 911 GT3, rinnovata solo nei dettagli e proposta in edizione limitata.

    Volkswagen ha presentato versioni aggiornate dei suoi suv ID, ma non ha mostrato l’innovazione radicale vista tra i concorrenti cinesi. Stellantis è stata più defilata e si è focalizzata su partnership e piattaforme condivise. Il divario tecnologico si sta allargando e l’impressione è che la Cina stia guidando l’automotive software revolution, mentre l’Europa sia ancora ancorata a logiche industriali novecentesche.

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