In un contesto di progressiva elettrificazione del parco auto circolante, conoscere le tariffe aggiornate per la ricarica delle auto elettriche, comprendere la struttura dei prezzi, distinguere tra ricarica domestica e pubblica e valutare le offerte flat o pay-per-use è importante per chi ha già scelto la mobilità a zero emissioni, ma anche per chi sta valutando il passaggio a un veicolo elettrico.
Prezzi medi della ricarica pubblica
Le tariffe applicate dipendono dalla potenza della colonnina, dall’operatore e dal tipo di contratto sottoscritto. In media, la ricarica in corrente alternata delle colonnine urbane fino a 22 kW, costa tra 0,50 e 0,60 euro al kWh. Se si passa alla corrente continua delle infrastrutture rapide (50-99 kW), i prezzi salgono fino a 0,80-0,90 euro al kWh, con punte che arrivano a superare 1 euro al kWh quando si utilizzano colonnine ultra-fast da oltre 100 kW. Ricaricare una vettura con una batteria da 60 kWh in modalità HPC può quindi costare anche più di 60 euro, soprattutto nei tragitti autostradali, dove si concentrano le infrastrutture più veloci ma anche più onerose.
L’aumento dei prezzi dell’energia all’ingrosso e l’incidenza dei costi operativi delle infrastrutture hanno reso la ricarica rapida pubblica una soluzione dispendiosa, destinata più alle esigenze di emergenza o ai lunghi viaggi che alla routine quotidiana. Le tariffe variano anche su base regionale. A rendere il quadro ancora più complesso è la presenza di operatori con politiche tariffarie differenti: Enel X Way, Plenitude Be Charge, Duferco, Ionity, Tesla, Acea e applicano prezzi, abbonamenti e scontistiche proprie.
Ricarica domestica, la soluzione più conveniente
Per chi dispone di un box privato o di un’abitazione con spazio per installare una wallbox, la ricarica domestica è la scelta più economica e prevedibile. Il costo medio per l’energia elettrica destinata all’autotrazione in ambito domestico si aggira intorno a 0,25-0,30 euro al kWh, ma in alcune fasce orarie può scendere anche a 0,20 euro al kWh. Significa che per percorrere 100 km con un’auto che consuma 15 kWh ogni 100 km, si spendono tra i 3 e i 4,5 euro, molto meno rispetto ai 10-12 euro richiesti dalle colonnine HPC pubbliche per la stessa distanza.
Oltre al costo ridotto, la ricarica domestica offre anche un vantaggio in termini di comodità e programmazione. Le auto possono essere ricaricate durante la notte, quando i consumi familiari sono più bassi e l’energia costa meno. Molti fornitori di energia offrono pacchetti tariffari personalizzati per la mobilità elettrica, con bonus per l’installazione di impianti fotovoltaici o per l’acquisto di batterie domestiche. Resta una barriera importante: non tutte le abitazioni italiane sono dotate della predisposizione tecnica necessaria per supportare una wallbox, soprattutto in contesti condominiali o in aree urbane ad alta densità.
Tariffe flat e soluzioni prepagate
Per i guidatori che utilizzano con regolarità la propria auto elettrica, le tariffe a canone fisso o i pacchetti prepagati sono un’alternativa al pagamento a consumo. Diversi operatori offrono oggi piani mensili che consentono di acquistare un monte ore o una quantità di energia a un prezzo scontato. Ad esempio, nel 2025 Enel X propone pacchetti flat da 70, 145 o 230 kWh al mese, con costi che permettono di abbattere il prezzo medio a 0,60-0,65 euro al kWh. Plenitude Be Charge offre pacchetti ricaricabili che prevedono bonus in energia a fronte di una ricarica anticipata del credito.






