Epilessia: sintomi, come agisce e a quali condizioni si può ricevere la patente

Informiamoci sulla patologia.

500.000 persone ne sono affette, 30.000 in più ogni anno. E ci limitiamo all’Italia. L’epilessia è purtroppo un problema comune a parecchio persone. Perciò sono in vigore regole ben precise riguardo alla patente di guida.

Epilessia: sintomi e come funziona

La malattia colpisce il sistema nervoso, prevedendo due sintomi: la perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli. Il tessuto nervoso cerebrale reagisce in modo improvviso ed abnorme a stimoli di varia natura, dovuta sia a una predisposizione genetica sia a lesioni cerebrali. Sulla materia si è pronunciato il Decreto del Ministero dei Trasporti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2010, con successivi regolamenti attuativi contenuti nel Decreto Legislativo del 18 aprile 2011 (Gazzetta 99 del 30 aprile 2011). Disciplina riassunta nella Circolare del ministero della Salute del 25 luglio 2011.

Patente

Coloro che ne soffrono hanno sì diritto a ottenere la patente B, purché soddisfino determinate condizioni. Va compilato un modulo, da presentare alla Commissione Medica con la firma di un neurologo operante in una struttura pubblice. Sufficiente un periodo libero da crisi di almeno un anno per poter chiedere o rinnovare la licenza. La crisi epilettica deriva da una causa identificabile e potenzialmente evitabile. Casi particolari le crisi in corso di sonno e quelle senza effetto sullo stato di coscienza e sulla capacità di azione: viene concesso il rilascio della patente dopo un periodo di osservazione di almeno un anno, in assenza di altri tipi di crisi. Un soggetto epiettico non può comunque competere nelle gare automobilistiche.

Guarigione

Trascorsi dieci anni senza crisi epilettiche il soggetto è da considerarsi clinicamente guarito. Niente più restrizioni dunque. Da distinguere coloro che non ne risentono da almeno cinque anni, ma assumono ancora farmaci antiepilettici: qui decide la Commissione medica se accordare un periodo di idoneità alla guida maggiore dei canonici due anni.

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