La SWM G03F Super Hybrid segna un passaggio importante per il marchio italo-cinese con sede a Chongqing ma radici industriali a Milano, proponendo un modello che non si limita a cavalcare l’onda delle ibride plug-in, ma la reinterpreta con una tecnologia EREV (Extended Range Electric Vehicle) poco diffusa in Europa. La promessa dei 1.000 km di autonomia totale è l’elemento più dirompente, unito a un listino ufficiale di 28.990 euro che scende fino a 26.990 euro con le campagne promozionali lancio, mantenendo la configurazione a 7 posti senza sovrapprezzo. L’idea è semplice: offrire un’auto dalla fruibilità elettrica quotidiana, capace di muoversi come un BEV nei tragitti urbani e come un’ibrida da lunga percorrenza nei viaggi, senza il vincolo della colonnina.
La tecnologia EREV e i numeri di un’ibrida diversa dalle altre
La particolarità della G03F Super Hybrid è il suo funzionamento: le ruote sono mosse da un motore elettrico da 143 CV (105 kW), mentre il 1.5 benzina a ciclo Atkinson funge da generatore che ricarica la batteria e fornisce energia quando la richiesta supera quella immagazzinata. Non esiste quindi collegamento diretto tra il motore termico e la trasmissione, che è di tipo e-CVT, a conferma che la trazione è sempre elettrica. Il pacco batterie fornito da BYD ha una capacità di 8,8 kWh, sufficiente per garantire circa 50 km in modalità EV reale, più che adeguata per gli spostamenti casa-lavoro in città.
Sommando i 50 km a zero emissioni all’autonomia garantita dal serbatoio da 52 litri, la G03F promette un raggio d’azione di 1.000 km complessivi. Nella guida quotidiana i test indipendenti hanno registrato consumi di 20 km/l in modalità Eco con il generatore attivo, mentre passando alla modalità Sport i valori scendono a circa 14 km/l, sempre con prestazioni brillanti. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi e la velocità massima di 156 km/h dimostrano che non si tratta di un suv lento o compassato, ma di una vettura capace di muoversi con agilità anche a pieno carico.
Il conducente può scegliere tra Eco, Normal e Sport, ciascuna con una diversa strategia di utilizzo dell’energia. In Eco la priorità è data all’uso dell’elettrico e al risparmio, in Normal si cerca un equilibrio tra prestazioni ed efficienza, mentre in Sport l’elettronica consente al termico di lavorare a regimi più elevati per mantenere la batteria in finestra di efficienza e dare al motore elettrico più spinta. La guida resta comunque fluida perché le ruote ricevono sempre la coppia immediata dell’elettrico, senza percepire il “ritardo” di inserimento del benzina tipico di altri ibridi.
Spazio, abitabilità e comfort in viaggio
Con 4,60 metri di lunghezza, 1,81 di larghezza e 1,82 di altezza, la G03F rientra a pieno titolo tra i C-suv, ma gioca la carta della versatilità interna offrendo sia la configurazione a 5 posti sia quella a 7 posti, entrambe allo stesso prezzo. La soluzione 2-2-3 con due poltrone singole in seconda fila e tre sedili in terza è pensata per agevolare l’accesso all’ultima fila, rendendo la vettura adatta a famiglie numerose o a chi ha esigenze di trasporto flessibili. La capacità del bagagliaio varia dai 165 litri in assetto a sette posti ai 705 litri con due file in uso, fino a oltre 1.500 litri abbattendo tutti i sedili.
L’infotainment si basa su un display centrale da 10,25 pollici, affiancato da una strumentazione digitale che fornisce le informazioni essenziali in tempo reale. Sono presenti di serie Apple CarPlay e Android Auto wireless, così come la funzione V2L (Vehicle-to-Load) che consente di alimentare dispositivi esterni sfruttando la batteria dell’auto, utile in campeggio o per attività professionali. Non mancano telecamera posteriore e climatizzatore automatico, mentre sul fronte comfort spiccano sedili rialzati, visibilità ampia e un assetto sospensivo che privilegia la morbidezza sulle sconnessioni urbane.
Se da un lato le plastiche rigide e alcune finiture economiche tradiscono la natura low-cost del progetto, dall’altro la posizione di guida alta e il comfort complessivo restituiscono un’esperienza di viaggio positiva. Con la batteria carica il silenzio è assoluto, mentre a batteria scarica il 1.5 lavora spesso a regimi costanti producendo un suono continuo che ricorda l’effetto di un e-CVT; una scelta funzionale all’efficienza, ma meno gratificante sul piano acustico. Il comfort resta comunque buono, grazie a sedili ben imbottiti e un abitacolo spazioso che non penalizza neppure chi siede in terza fila.
Uno dei punti più discussi riguarda la dotazione di sicurezza. La G03F, omologata come piccola serie, può contare su una deroga che le permette di offrire solo due airbag e sistemi di assistenza limitati, come cruise control e telecamera posteriore, rinunciando a funzioni avanzate quali il mantenimento di corsia o la frenata automatica d’emergenza. L’azienda ha promesso che in futuro saranno introdotti pacchetti più completi, ma oggi chi sceglie il modello deve tenere conto di questa mancanza rispetto a rivali europee o giapponesi.
Il prezzo di 28.990 euro per l’allestimento completo, abbinato a offerte promozionali che scendono a 26.990 euro, rende la G03F Super Hybrid una delle plug-in più accessibili con sette posti reali. A ciò si aggiunge una garanzia di 5 anni o 100.000 km, con inclusa l’assistenza stradale, elemento che aumenta la tranquillità d’acquisto per chi si affaccia a un marchio ancora poco conosciuto. Nel confronto con suv plug-in di dimensioni simili, la differenza economica resta significativa, permettendo alla SWM di giocare la carta del valore.
La promessa dei 1.000 km di autonomia non è un artificio di marketing, ma il risultato della somma tra la percorrenza elettrica e quella garantita dal serbatoio benzina. In un utilizzo misto, con ricariche regolari e viaggi lunghi, la G03F dimostra di poter ridurre drasticamente i consumi senza imporre l’ansia della colonnina. È una formula che ricorda da vicino la logica delle elettriche con range extender di qualche anno fa, ma aggiornata a un contesto in cui l’autonomia reale e il prezzo competitivo possono fare la differenza.






