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    Nuova Dacia Spring prodotta in Europa: cosa cambia rispetto alla prima generazione

    Nuova Dacia Spring

    La seconda generazione di Dacia Spring è entrata in produzione nello stabilimento Renault Group di Novo Mesto, in Slovenia, nel settembre 2026. Il trasferimento dalla Cina all’Europa coincide con una revisione profonda del modello: cambiano piattaforma, proporzioni, motore, batteria e abitacolo. Resta la formula di una piccola elettrica a quattro posti, con prezzo d’ingresso sotto i 18.000 euro.

    La Spring condivide la base tecnica con altre elettriche del gruppo Renault e offre più spazio e potenza rispetto alla generazione lanciata nel 2021. Autonomia e vocazione urbana restano invece vicine all’impostazione iniziale.

    Dalla Cina allo stabilimento sloveno

    La prima Spring destinata al mercato europeo veniva prodotta in Cina. Il progetto era nato per i mercati asiatici ed era legato alla Renault Kwid e alla City K-ZE. La nuova generazione adotta la piattaforma RGEV small di Renault Group e viene assemblata a Novo Mesto, in Slovenia, nello stabilimento coinvolto anche nella produzione della Renault Twingo elettrica.

    La produzione della Spring è partita nel settembre 2026. Il trasferimento rientra nella riorganizzazione industriale del gruppo e nella strategia europea di costruire sul continente modelli elettrici più accessibili. In vista della produzione di più veicoli, la fabbrica slovena ha ampliato l’attività e l’organico. La vettura si avvicina così alla filiera europea e al mercato di vendita.

    Alla novità industriale si affiancano una nuova architettura e specifiche tecniche aggiornate. Il confronto con il modello precedente riguarda quindi più di un cambiamento.

    Più larga, lunga e capiente

    La carrozzeria misura 3,85 metri di lunghezza e 1,74 di larghezza, specchietti esclusi. Rispetto alla Spring uscente, la lunghezza aumenta di circa 15 centimetri e la larghezza di 18. Il disegno è più squadrato: cofano alto, passaruota marcati e fasce scure che collegano visivamente i gruppi ottici. Ne risulta l’impronta di una piccola crossover, con dimensioni che restano adatte alla città.

    Più spazio anche per i bagagli. Il vano posteriore ha una capacità dichiarata di 337 litri, contro i circa 308 litri del modello precedente. Abbattendo gli schienali posteriori, frazionati 50/50, si arriva a 1.283 litri. A richiesta è disponibile un vano anteriore da 18 litri, pensato soprattutto per riporre il cavo di ricarica.

    I posti restano quattro: la Spring non è progettata per trasportare abitualmente cinque persone. Tra le soluzioni pratiche ci sono il pianale del bagagliaio modulabile e gli attacchi YouClip, che consentono di montare accessori nell’abitacolo. La maggiore larghezza contribuisce alla sensazione di spazio; la lunghezza, invece, rimane contenuta rispetto a quella di molte utilitarie.

    In città conta anche la maneggevolezza. Il raggio di sterzata è di 4,95 metri; sull’allestimento Journey è prevista la telecamera posteriore.

    Motore e batteria: cosa cambia davvero

    La nuova gamma monta un motore elettrico da 60 kW, pari a 80 CV, e 175 Nm. La generazione precedente era stata proposta con potenze diverse, comprese le versioni da 70 e 100 CV degli aggiornamenti più recenti. Ora l’offerta si concentra su una sola motorizzazione. Per accelerare da 0 a 100 km/h occorrono 12,1 secondi; la velocità massima dichiarata è di 130 km/h.

    La batteria utilizza la chimica LFP, cioè litio-ferro-fosfato, e offre 27,5 kWh utilizzabili. Sulla precedente versione aggiornata la capacità era di 24,3 kWh, sempre con chimica LFP: l’incremento per la nuova Spring è di 3,2 kWh. L’autonomia omologata raggiunge 250 km nel ciclo WLTP, mentre per la versione precedente erano dichiarati 225 km. La crescita è di circa l’11%.

    Il consumo dichiarato nel ciclo misto WLTP è di 12,7 kWh ogni 100 km. Il peso parte da 1.212 kg. Una batteria relativamente compatta contiene massa e costo, in linea con un’auto destinata soprattutto agli spostamenti quotidiani. Dacia rileva che gli utilizzatori della prima generazione percorrono in media circa 34 km al giorno e che nel 75% dei casi ricaricano a casa. Questi dati accompagnano la scelta di puntare sull’efficienza e sull’impiego urbano.

    Ricarica: tempi e differenze tra versioni

    Il caricatore di serie in corrente alternata ha una potenza massima di 6,6 kW. Per ricaricare dal 15 all’80% della batteria, Dacia indica circa nove ore collegandosi a una presa domestica. I tempi scendono a cinque ore e 40 minuti con una presa potenziata e a due ore e 55 minuti con una wallbox da 7 kW.

    È disponibile anche un pacchetto di ricarica superiore: in corrente alternata la potenza arriva a 11 kW, mentre la ricarica rapida in corrente continua raggiunge 50 kW. Con quest’ultima, il passaggio dal 15 all’80% richiede, secondo i dati dichiarati, 28 minuti. La Spring precedente offriva la ricarica AC da 7 kW e, scegliendo l’opzione rapida, arrivava a 40 kW in corrente continua. Le differenze riguardano quindi soprattutto la potenza massima DC e la disponibilità dell’AC trifase a 11 kW.

    Nel Power Pack è inclusa anche la funzione V2L, che permette di alimentare dispositivi esterni usando l’energia della batteria.

    Abitacolo, assistenza e connettività

    La plancia è stata ridisegnata e si sviluppa in orizzontale. Il quadro strumenti digitale da 7 pollici è presente su tutte le versioni. La Journey aggiunge Media Nav Live, con touchscreen centrale da 10,1 pollici, navigazione connessa e compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Sulla Expression, Media Control integra i comandi al volante e alcune funzioni gestibili tramite smartphone.

    Accanto agli schermi rimangono comandi fisici e vani portaoggetti. Il sedile del conducente si regola in altezza, mentre il volante è regolabile sia in altezza sia in profondità, così da adattare la posizione di guida. Attraverso l’app My Dacia si può controllare lo stato di carica, programmare le ricariche e gestire i servizi connessi. Tra questi rientra il precondizionamento dell’abitacolo, secondo le funzioni previste per l’allestimento e il servizio.

    Per le manovre, tutte le versioni hanno di serie il freno di stazionamento elettrico e i sensori posteriori. La telecamera è riservata alla Journey. C’è inoltre il pulsante My Safety, che richiama una configurazione personale di alcuni sistemi di assistenza alla guida. Le dotazioni cambiano da un allestimento all’altro e vanno considerate insieme al prezzo.

    Prezzi italiani e bilancio per chi compra

    In Italia, la gamma 2026 parte dai 17.900 euro della Expression e arriva ai 19.500 euro della Journey. Entrambe montano il motore da 80 CV, la batteria da 27,5 kWh e il caricatore AC da 6,6 kW. La Journey aggiunge, tra le altre dotazioni, cerchi da 16 pollici, accesso senza chiave, telecamera posteriore e sistema multimediale con navigazione. Il listino resta sotto i 20.000 euro prima di eventuali incentivi.

    Per la Spring precedente aggiornata nel 2024, il prezzo d’ingresso era anch’esso di 17.900 euro; l’allestimento superiore arrivava a 19.900 euro. La nuova generazione mantiene dunque la stessa soglia iniziale e riduce di 400 euro il prezzo massimo indicato per la gamma uscente. Il confronto riguarda configurazioni specifiche e accompagna l’arrivo di una carrozzeria e di una base tecnica nuove.

    Per chi compra, le differenze più concrete sono il maggiore spazio, il bagagliaio più ampio e il motore unico, più potente delle versioni meno prestazionali offerte in precedenza. Crescono anche l’autonomia WLTP rispetto alla Spring LFP da 24,3 kWh e la potenza di ricarica rapida, che arriva a 50 kW. La vettura conserva quattro posti e un’impostazione da elettrica compatta per la vita quotidiana, con un’autonomia adatta agli spostamenti urbani e periurbani. Produzione slovena e nuova piattaforma completano un aggiornamento che, nella scelta d’acquisto, si affianca a prezzo, dotazioni e possibilità di ricarica a casa o al lavoro.

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