Audi ha presentato nel 2026 la nuova A2 e-tron, una compatta elettrica prodotta a Ingolstadt e destinata a raggiungere le concessionarie italiane nel gennaio 2027. Il listino annunciato parte da 38.350 euro. La versione più efficiente dichiara invece un consumo preliminare di 12,8 kWh/100 km nel ciclo WLTP. Il ritorno del nome A2 va quindi oltre la nostalgia: la vettura concentra la tecnologia del Gruppo Volkswagen in una carrozzeria più contenuta rispetto ai SUV elettrici Audi e punta a rendere più accessibile l’ingresso nella gamma dei quattro anelli.
Il progetto riprende la filosofia della prima A2 del 1999, un modello che aveva fatto dell’efficienza e delle soluzioni poco convenzionali i propri tratti distintivi. La tecnologia, però, è completamente diversa. Questa generazione nasce soltanto elettrica, adotta la trazione posteriore e abbina un passo generoso a dimensioni esterne da compatta. Ne deriva una berlina-crossover pensata per l’uso quotidiano, con un’attenzione particolare ad autonomia e contenuti premium.
Il ritorno della A2, oltre la nostalgia
La prima Audi A2 era una monovolume compatta costruita attorno a idee allora poco diffuse, tra cui la leggerezza e il contenimento dei consumi. La nuova A2 e-tron non ripropone il telaio spaceframe in alluminio. Per il posizionamento attuale sarebbe una soluzione troppo costosa. Rimane, però, lo stesso principio: per muoversi serve ridurre l’energia necessaria, non affidarsi soltanto a una batteria di grandi dimensioni.
Dopo oltre vent’anni, il nome A2 torna con un ruolo preciso nella strategia elettrica di Audi. Il marchio dispone già di modelli come Q4 e-tron e Q6 e-tron, mentre la nuova compatta si colloca più in basso per ingombri, prezzo e consumi. Non è una citycar in senso stretto. La lunghezza arriva a 4,32 metri, la larghezza misura 1,79 metri e l’altezza 1,55 metri.
Il passo di 2,77 metri è paragonabile a quello di vetture più grandi e porta vantaggi soprattutto nella zona posteriore, dove aumenta lo spazio disponibile per le gambe. La carrozzeria si muove a metà tra una compatta tradizionale e un crossover urbano. Il tetto scende progressivamente verso la coda, il lunotto è sormontato da uno spoiler e il frontale raccoglie fari e sensori nel pannello nero chiuso che caratterizza le elettriche Audi.
Le maniglie elettriche, con profilo alare, restano aderenti alla fiancata. La scelta serve all’aspetto estetico, ma contribuisce anche a limitare la formazione di vortici intorno alla carrozzeria.
Piattaforma MEB e trazione posteriore
La A2 e-tron utilizza la piattaforma MEB evoluta del Gruppo Volkswagen. Non è quindi basata sulle architetture premium PPE impiegate dalle Audi di dimensioni maggiori. La MEB è stata sviluppata per le auto elettriche e colloca la batteria nel pianale. Il risultato è un abitacolo più facilmente sfruttabile, un baricentro più basso e la possibilità di condividere componenti tra marchi diversi del gruppo.
Le prime anticipazioni avevano parlato della MEB+ e di configurazioni anteriori derivate da altri modelli Volkswagen. La vettura presentata segue una strada diversa: la piattaforma MEB evoluta è abbinata a un motore posteriore. La scelta risponde alla ricerca di una migliore abitabilità e di un comportamento dinamico ritenuto più coerente con il marchio Audi.
La distanza dalla PPE non dipende soltanto dalle dimensioni. La piattaforma premium è stata concepita per vetture di fascia più alta, con una complessità tecnica e costi superiori. La MEB consente di contenere il prezzo, pur mantenendo una base progettata specificamente per la propulsione a batteria.
Il compromesso si riflette anche sull’architettura elettrica e sulla potenza di ricarica. La A2 e-tron non cerca di replicare tutti i contenuti delle Audi a 800 volt. Offre piuttosto un livello di prestazioni adeguato a una compatta destinata tanto agli spostamenti quotidiani quanto ai viaggi. Tutte le versioni descritte impiegano un singolo motore sincrono a magneti permanenti e la trazione posteriore.
Aerodinamica e consumi
Il coefficiente di resistenza aerodinamica della versione più efficiente è pari a 0,24, il valore migliore tra le compatte Audi. Il vantaggio si avverte soprattutto alle velocità extraurbane. Quando l’auto procede rapidamente, infatti, la resistenza dell’aria assorbe una parte molto consistente dell’energia necessaria per avanzare.
La base del progetto è fatta di superfici arrotondate sul frontale, montanti inclinati, una linea del tetto fluida e una coda ben definita. Ci sono poi interventi meno evidenti, ma altrettanto rilevanti:
- una presa d’aria attiva, normalmente chiusa, che si apre quando servono raffreddamento o climatizzazione della batteria;
- gli air curtain anteriori, incaricati di guidare il flusso d’aria attorno ai passaruota;
- gap reducer e passaruota ottimizzati, pensati per ridurre le turbolenze nella zona degli pneumatici;
- un sottoscocca carenato insieme a un diffusore rivisto, per rendere più regolare il flusso sotto la vettura;
- cerchi e pneumatici specifici, sviluppati tenendo conto anche della resistenza aerodinamica.
Nel loro insieme, questi interventi possono abbassare il consumo WLTP fino a 0,9 kWh/100 km rispetto a una configurazione priva delle soluzioni aerodinamiche indicate. La versione da 190 CV con batteria da 61 kWh arriva così al valore preliminare di 12,8 kWh/100 km.
È un dato di omologazione, non un risultato garantito in ogni situazione. Temperatura esterna, velocità, carico a bordo e uso del climatizzatore possono modificare in modo sensibile il consumo reale.
Motori, batterie e autonomia WLTP
La gamma è articolata su quattro livelli di potenza: 170, 190, 231 e 326 CV. Le due configurazioni meno potenti utilizzano accumulatori LFP, cioè al litio-ferro-fosfato, con capacità rispettivamente di 52 e 61 kWh. Per le versioni più prestazionali è prevista invece una batteria NMC da 84 kWh, basata su nichel, manganese e cobalto.
| Versione | Batteria | Autonomia WLTP | Prestazione dichiarata |
| 170 CV | 52 kWh LFP | 423 km | 0-100 km/h in 8,8 secondi |
| 190 CV | 61 kWh LFP | 515 km | 0-100 km/h in 7,9 secondi |
| 231 CV | 84 kWh NMC | 646 km | autonomia più elevata della gamma |
| 326 CV | 84 kWh NMC | 630 km | 0-100 km/h in 5,7 secondi |
Gli accumulatori LFP adottano una configurazione cell-to-pack. Le celle sono inserite direttamente nell’involucro, senza la consueta suddivisione in moduli. In questo modo l’integrazione migliora e il volume a disposizione viene sfruttato con maggiore efficacia.
La chimica LFP non utilizza terre rare, offre una buona stabilità termica e sopporta meglio i cicli di ricarica completi rispetto a molte soluzioni alternative. La batteria NMC, al contrario, consente di immagazzinare più energia a parità di peso. Per questo viene destinata alle versioni che puntano su autonomia e prestazioni superiori.
Il valore massimo della gamma è quello dichiarato dalla A2 e-tron da 231 CV: fino a 646 km nel ciclo WLTP. L’autonomia effettiva resterà legata alla configurazione scelta, ai cerchi, al percorso e alle condizioni ambientali. Anche il consumo di 12,8 kWh/100 km deve essere letto nel modo corretto: è un valore preliminare riferito alla specifica versione da 190 CV dotata del pacchetto di efficienza.
Ricarica rapida e funzioni bidirezionali
In corrente alternata la ricarica raggiunge 11 kW, mentre l’efficienza dichiarata del sistema arriva all’89,6% quando l’auto è collegata alla wallbox. In corrente continua, le versioni più potenti arrivano a 183 kW. Per passare dal 10 all’80% servono tra 24 e 29 minuti, a seconda della batteria e della configurazione.
Il navigatore può preparare termicamente l’accumulatore prima dell’arrivo alla colonnina. In questo modo la batteria viene portata nelle condizioni adatte a ricevere energia con maggiore regolarità. La gestione termica, l’elettronica di potenza con semiconduttori al carburo di silicio e il software concorrono a limitare le dispersioni.
Anche il gruppo motore-trasmissione è stato oggetto di interventi specifici. Lamierini più sottili riducono le perdite nel ferro; un olio a bassa viscosità, invece, limita gli attriti. Sono dettagli tecnici poco visibili nell’uso quotidiano, ma incidono sul rendimento complessivo.
La A2 e-tron supporta anche la ricarica bidirezionale. Con la funzione V2L, l’energia immagazzinata può alimentare apparecchi elettrici esterni tramite una presa nel bagagliaio oppure un adattatore. La funzione V2H consente invece di utilizzare la vettura come accumulatore per la casa, per esempio in abbinamento a un impianto fotovoltaico.
Per il V2H servono una wallbox compatibile e la disponibilità del servizio nel mercato interessato. Non è quindi una funzione automaticamente accessibile in ogni Paese o con qualsiasi impianto domestico.
Spazio, tecnologia e assistenza alla guida
Il passo lungo è uno degli elementi su cui Audi costruisce l’abitabilità della nuova compatta. Le dimensioni esterne restano contenute, ma lo spazio interno è pensato per risultare più ampio di quanto la carrozzeria lasci intuire.
Il bagagliaio offre 396 litri nella configurazione a cinque posti. Abbattendo gli schienali posteriori, la capacità sale a 1.336 litri. Le versioni da 231 e 326 CV aggiungono anche un vano anteriore da 13 litri.
La plancia segue l’impostazione digitale già vista sui modelli Audi più recenti. Il Virtual Cockpit Plus misura 11,9 pollici e il display curvo MMI touch arriva a 12,8 pollici. Il comando del cambio è stato trasferito sul piantone dello sterzo: la console centrale guadagna così spazio libero.
Tra gli equipaggiamenti disponibili figurano un head-up display con realtà aumentata, la ricarica wireless Qi 2.2 per due telefoni fino a 25 watt e un impianto audio Sonos da 660 watt con 14 altoparlanti.
Il pacchetto di assistenza alla guida comprende cruise control adattivo, mantenimento della corsia, frenata automatica d’emergenza, retrocamera e assistenza al parcheggio. Il sistema può memorizzare fino a cinque manovre e ripeterle in autonomia. L’assistente alla retromarcia registra invece gli ultimi 50 metri percorsi.
Le funzioni più avanzate non sono necessariamente presenti su tutte le vetture. L’intervento basato sui dati online e il riconoscimento dei semafori dipendono dalla dotazione scelta e dal mercato di commercializzazione.
Prezzo, produzione e posizionamento
La produzione della A2 e-tron è prevista nello stabilimento Audi di Ingolstadt. Il debutto mondiale è avvenuto nel 2026, mentre per le concessionarie italiane la commercializzazione è indicata a partire da gennaio 2027.
Il prezzo di accesso annunciato è di 38.350 euro e riguarda la versione da 170 CV con batteria da 52 kWh. Gli allestimenti più ricchi e le motorizzazioni più potenti superano i 50.000 euro.
All’interno della gamma Audi, la A2 e-tron si colloca sotto la Q4 e-tron per dimensioni e posizionamento. Il passo di 2,77 metri è però paragonabile a quello di modelli più grandi, mentre l’abitacolo punta sulla sfruttabilità tipica di una vettura compatta rialzata.
Il confronto con le altre compatte elettriche dipenderà dal prezzo effettivo degli allestimenti, dalla capacità utilizzabile delle batterie e dagli incentivi disponibili. Questi elementi potranno modificare il rapporto tra costo, autonomia e dotazione al momento del lancio.






