La proposta della casa rumena, parte del gruppo Renault, e la risposta del marchio MG sotto gestione cinese pongono nuove domande a chi cerca concretezza, tecnologia e, soprattutto, attenzione al portafoglio. Entrambe le vetture si contendono un pubblico composto da famiglie, pendolari e giovani professionisti in cerca di un’auto poliedrica ma dal prezzo ancora accessibile.
Le novità introdotte dalle versioni, specialmente in ambito ibrido e plug-in, aumentano la competitività in un mercato sempre più attento ai consumi, ai costi di gestione e agli standard di sicurezza. Il confronto tra Dacia Bigster e MG HS si svolge su più fronti: dal design alla tecnologia, dalla spaziosità interna alle prestazioni, passando per la convenienza del listino e le soluzioni di garanzia. In questa panoramica approfondita vengono analizzate caratteristiche e differenze utili a orientare una scelta informata.
Design ed estetica: robustezza contro eleganza tecnologica
Entrambi i SUV interpretano l’aspetto esteriore secondo stili opposti, riflettendo le rispettive filosofie dei brand. Il design della Dacia Bigster è dominato da linee squadrate e massicce che comunicano solidità e concretezza. Il frontale imponente è reso riconoscibile dalla grande calandra nera e dalla caratteristica firma luminosa a Y nei fari, ripresa anche posteriormente. Passaruota pronunciati e una linea di cintura alta suggeriscono affidabilità su ogni tipo di strada, con dettagli pensati per chi non teme i percorsi poco curati. L’altezza da terra amplifica la vocazione off-road, senza sacrificare l’aspetto cittadino grazie a protezioni in plastica nera e cerchi da 19 pollici opzionali.
La MG HS, nata in ambito britannico ma profondamente rinnovata dall’industria cinese, offre un aspetto più raffinato e moderno. Le linee sono morbide e scolpite, la calandra tridimensionale domina il frontale tra fari full LED sottili, mentre la fascia luminosa posteriore collega i gruppi ottici creando una firma visiva distintiva. La nervatura laterale ascendente e il lunotto inclinato le attribuiscono un carattere sportivo; il tetto leggermente abbassato rispetto alle versioni precedenti migliora l’aerodinamicità. Lo stile della HS punta maggiormente su eleganza, trasmettendo l’idea di un alto livello tecnologico e contemporanea cura dei dettagli.
Risulta evidente che la scelta si gioca fra due mondi: Bigster privilegia la concretezza “massiccia” e priva di fronzoli stilistici, mentre HS opta per una presenza scenica più tecnologica e premium, senza rinunciare a una certa imponenza garantita dalle quote generose.
Dimensioni e spazio a bordo: abitabilità e capacità di carico
La differenza tra i due SUV si fa concreta nelle dimensioni: la Bigster misura 4,57 metri in lunghezza, 1,81 in larghezza e 1,71 in altezza, con passo di 2,70 metri. La HS supera alcune di queste quote, raggiungendo una lunghezza di 4,66 metri, una larghezza di 1,89 e un’altezza ridotta a 1,66 metri. Il passo della HS è leggermente più lungo (2,77 metri), garantendo maggiore spazio per chi viaggia nei posti posteriori.
Sul piano della praticità a bordo, Bigster colpisce per il bagagliaio: in configurazione standard propone una capienza minima di 612 a 667 litri (salendo sino a oltre 1.900 litri abbattendo il divano posteriore), ponendosi tra le migliori della categoria per capacità di carico. La soglia bassa e il sistema Easy Fold rendono agevoli le operazioni di carico anche in presenza di oggetti voluminosi.
La MG HS, dal canto suo, può variare la capienza del vano bagagli tra 441 e 507 litri (arrivando a 1.454 litri con i sedili abbattuti). Meno ampia rispetto alla rivale, ma comunque nella media per un C-SUV a vocazione familiare. In termini di comfort per gli occupanti, HS si distingue grazie al maggiore spazio in larghezza e all’assenza del tunnel centrale posteriore, che rende molto pratico anche il quinto posto.
Interni e comfort: semplicità Dacia o hi-tech MG?
L’abitacolo dei due SUV rispecchia fedelmente l’approccio costruttivo delle rispettive case automobilistiche. Dacia punta a soluzioni funzionali, sposando la semplicità ed evitando eccessi: la plancia è orizzontale e razionale, con un cruscotto digitale fino a 10 pollici affiancato da uno schermo multimediale di pari dimensioni. Le plastiche rigide sono abbinate a un assemblaggio robusto e a soluzioni ingegnose come il sistema YouClip, che permette di agganciare accessori in vari punti dell’abitacolo. I sedili sono ampi e sostengono bene, seppur con rivestimenti più spartani rispetto ai concorrenti.
La MG HS sorprende invece per l’impronta hi-tech dell’abitacolo. La plancia è dominata da due display da 12,3 pollici (strumentazione e infotainment), mentre i materiali utilizzati nella zona superiore sono morbidi al tatto e le versioni top vantano rivestimenti in pelle e inserti ad effetto metallo satinato. I sedili sono ben profilati, regolabili elettricamente e, nelle versioni più ricche, riscaldabili; abbondano i vani portaoggetti, sebbene la plancia a doppio schermo possa risultare meno intuitiva nella gestione dei comandi del climatizzatore rispetto ai sistemi tradizionali della rivale.
Le differenze si riflettono anche nel comfort acustico: la Bigster privilegia la praticità, sacrificando qualcosa in termini di isolamento, mentre HS cerca di avvicinarsi alle esigenze di chi desidera una percezione premium nel quotidiano. Restano comunque auto pensate per garantire una guida confortevole e numerosi servizi utili per la famiglia.
Motorizzazioni e consumi: mild hybrid, full hybrid e plug-in
La gamma motori offre opzioni ibride e alternative per entrambi i modelli. Bigster propone un 1.2 TCe mild hybrid (140 CV) disponibile anche in versione bifuel benzina/GPL, con autonomia combinata superiore ai 1.400 km grazie ai due serbatoi (49 litri GPL, 50 benzina). La versione full hybrid monta invece un 1.8 quattro cilindri da 155 CV, affiancato da motore elettrico e cambio automatico: questa soluzione consente di viaggiare fino all’80% in città in modalità elettrica, con consumi dichiarati a partire da 4,7 l/100 km nei percorsi più efficienti.
MG HS si distingue per il 1.5 turbo benzina da 170 CV (variante manuale o automatica) e soprattutto per la plugin hybrid che abbina lo stesso motore termico a un’unità elettrica: la potenza totale raggiunge i 307 CV, l’autonomia in modalità “zero emissioni” sfiora i 100 km grazie alla batteria da 24,7 kWh. I consumi sono sensibilmente ridotti nella versione PHEV (0,5 l/100 km nei cicli misti ufficiali), mentre la variante solo benzina si attesta attorno a 7,4 l/100 km.
L’assenza di motorizzazioni diesel segna una svolta rispetto a pochi anni fa, a favore di una maggiore efficienza ambientale. Rimane la possibilità, per chi cerca risparmio puro, di affidarsi al GPL della Bigster: in questo specifico campo, Dacia resta una delle poche a proporre una soluzione a doppia alimentazione.
Sul fronte della tecnologia, entrambe le vetture offrono sistemi avanzati sia per l’infotainment che per l’assistenza attiva alla guida. La Bigster dispone di un sistema multimediale compatibile con CarPlay e Android Auto wireless, navigatore e cruise control adattivo. Sono previsti anche strumenti come la frenata automatica d’emergenza, il monitoraggio degli angoli ciechi e l’avviso superamento corsia, secondo allestimento.
La MG HS alza l’asticella, puntando su un’interfaccia a doppio schermo da 12,3 pollici con connessione smartphone via cavo, connettività navigatore, telecamera a 360° e climatizzatore automatico. Tra gli ADAS più evoluti spiccano il mantenimento attivo di corsia, il cruise control adattivo e la frenata automatica. Nelle versioni plug-in sono previsti anche sistemi di parcheggio assistito e riconoscimento cartelli stradali. Sotto il profilo della sicurezza passiva, la MG HS ha ottenuto cinque stelle nei test EuroNCAP, mentre Bigster si ferma a tre, soprattutto per la protezione adulti e la dotazione di ADAS di serie.
Entrambe dispongono dei principali sistemi di sicurezza attiva e passiva richiesti dalle ultime normative europee, come da Regolamento UE 2019/2144 (General Safety Regulation), benché la qualità degli interventi e la ricchezza delle dotazioni sia superiore nella proposta del costruttore sino-britannico. In generale, la percezione di sicurezza e protezione resta elevata su entrambi i fronti.
Prezzi, garanzie e costi di gestione: chi offre di più?
Il prezzo di listino rappresenta da sempre il punto forte delle auto del brand rumeno: Bigster parte da 24.800 euro per la versione 1.2 TCe Essential, sia benzina che GPL; la versione full hybrid parte da 29.300 euro, mentre il top di gamma Journey raggiunge i 31.700 euro. MG HS parte da 27.490 euro (1.5 turbo benzina Comfort), salendo a 32.490 euro per il full hybrid e oltre 37.000 euro per la plug-in; le versioni Luxury aggiungono diverse dotazioni.
Le politiche di sconto e promozione differiscono: Dacia mantiene listini fissi e poche campagne promozionali, MG è più propensa a offrire riduzioni di prezzo, talvolta anche sul valore di 3.000 euro, rendendo il gap più contenuto all’acquisto effettivo.
La garanzia offerta dalla MG è da record nel segmento: 7 anni o 150.000 km contro i 3 anni (o 100.000 km) di Dacia, salvo estensioni a pagamento tramite i circuiti ufficiali. Costi di gestione e manutenzione restano bassi per entrambe, ma la maggiore efficienza dei motori Dacia (soprattutto GPL) può risultare premiante sulle percorrenze elevate. Sul piano assicurativo, entrambi i modelli sono in fascia “media” per classe di rischio; dal punto di vista fiscale rientrano negli standard di categoria C-SUV. Nessuna delle due vetture, tuttavia, può essere definita “low cost” rispetto ai prezzi di 5-10 anni fa: l’offerta resta comunque tra le più accessibili del segmento.
Pro e contro: punti di forza e limiti dei due SUV
- Bigster: vanta spaziosità interna superiore, ampia capacità di carico, ampia scelta di motorizzazioni anche GPL, prezzi contenuti, manutenzione economica; gli interni sono spartani e la dotazione tecnologica più semplice, mentre la sicurezza rilevata dai test EuroNCAP può risultare inferiore rispetto ad alternative premium.
- MG HS: si distingue per la ricchezza delle dotazioni tecnologiche, qualità percepita degli interni, prestazioni brillanti nella versione plug-in e garanzia lunga; la capacità di carico è inferiore, i prezzi delle versioni top salgono rapidamente e la manutenzione, specie in caso di componenti elettronici avanzati, potrebbe risultare più onerosa sul lungo periodo. Il sistema infotainment è completo ma alcune funzioni (come la connessione smartphone wireless) sono ancora limitate rispetto ai migliori concorrenti europei.
Entrambi i SUV hanno punti di forza riconoscibili e limiti che dipendono strettamente dalle esigenze del singolo utilizzatore.






