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    Autovelox: se il dispositivo non c’è nell’elenco nazionale, le multe sono nulle

    Autovelox: scopri l'elenco nazionale online, le novità per le multe e come verificare la regolarità degli apparecchi e delle sanzioni

    Autovelox decreto

    La pubblicazione dell’elenco nazionale dei dispositivi per il controllo della velocità, affidata al portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, segna una profonda trasformazione nelle modalità di gestione e trasparenza dei rilevatori automatici sulle strade italiane.
    Da oggi, esclusivamente i dispositivi registrati potranno essere utilizzati dalle autorità, mentre tutti gli apparecchi non comunicati attraverso la piattaforma ufficiale saranno disattivati, rendendo nulle le multe generate da tali strumenti.
    Questa novità normativa introduce maggiori garanzie e chiarezza per automobilisti e operatori del settore.

    Come funziona il censimento degli autovelox e quali sono le novità principali

    Il nuovo sistema, avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha imposto a Comuni, Province e forze di polizia l’obbligo di fornire, entro termini precisi, un set dettagliato di dati relativi a ogni strumento di rilevazione della velocità in proprio possesso.
    L’inserimento delle informazioni su marca, modello, numero di matricola, ubicazione esatta e titolo autorizzativo nella banca dati nazionale rende trasparente e accessibile l’elenco ufficiale dei dispositivi operativi.

    • Marca e modello: identificano in modo univoco ogni apparecchio impiegato.
    • Numero di matricola: elemento centrale per distinguere i dispositivi e verificarne la documentazione.
    • Posizione: obbligatorio specificare il punto preciso di installazione, anche mediante coordinate o riferimenti stradali.
    • Titolo autorizzativo: occorre indicare gli estremi dell’atto di approvazione ministeriale.
    • Versione software/firmware: utile a comprovare manutenzioni e aggiornamenti dei sistemi.
    • Tipologia e modalità d’installazione: differenzia tra fissi, mobili, permanenti e temporanei.

    Inoltre, i criteri tecnici e la segnalazione obbligatoria dei punti di rilevazione aumentano la uniformità dei controlli, contrastando l’uso sregolato degli apparecchi nei territori e garantendo che le sanzioni siano comminate solo dove vi siano i prerequisiti di legge.
    L’assenza di comunicazione obbliga gli enti locali allo spegnimento dei dispositivi, eliminando il rischio che multe irregolari incidano negativamente sulla fiducia nei confronti delle istituzioni e sulla sicurezza stradale.

    Cosa succede alle multe e come i cittadini possono verificare la regolarità degli autovelox

    Il nuovo registro nazionale consultabile online rappresenta uno strumento di tutela concreto per chi transita sulle strade italiane.
    Tutte le sanzioni elevate con apparecchi non presenti nell’elenco ufficiale sono considerate nulle; ciò offre agli automobilisti la possibilità di opporre ricorso basando la propria difesa sulla mancata iscrizione del dispositivo nel censimento del Ministero.
    Per verificare la legittimità della multa, il cittadino può:

    • Accedere al portale ministeriale e ricercare il dispositivo tramite dati riportati sul verbale.
    • Verificare la completezza delle informazioni tecniche e la corrispondenza della posizione segnalata con quanto autorizzato.
    • Consultare la storia e lo stato di autorizzazione del rilevatore.

    Basta quindi controllare i riferimenti dell’apparecchio multante per accertarsi della sua effettiva regolarità. Qualora risultasse carente la registrazione, è legittima la contestazione della sanzione tramite ricorso presso il Prefetto o il Giudice di Pace, allegando la documentazione disponibile tramite la banca dati pubblica.
    Le nuove regole determinano un equilibrio trasparente tra esigenze di controllo sulla velocità e diritti degli utenti della strada, consentendo un accesso immediato e verificabile alle informazioni relative a ogni autovelox operativo in Italia.

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